Guarda, io penso che su questa questione ci siano grossi equivoci, dettati per lo più dall'ignoranza della materia e dalla superficialità. Quel che ha fatto Nibali, ossia portare la residenza all'estero, non è ad esempio assimilabile a quel che ha fatto Rossi e altri sportivi come molti pensano. Nel caso di Rossi e di altri sportivi, l'Agenzia delle Entrate ha dimostrato che la residenza era solo fittizia e di fatto continuavano a vivere in Italia, di fatto evadendo le imposte in Italia per pagarne meno altrove. Ciò è illecito e sanzionato. Nel caso di Nibali, ciò, almeno sinora, non è avvenuto, pertanto si deve affermare che lui è in regola. Ha scelto di vivere lì e se lo fa, nei momenti in cui non è in giro per il mondo, moralmente, eticamente e legalmente, per me non c'è nulla da dire. Chiarito questo, viste le sue entrate, non giustificherei la sua scelta come quella di sicurezza e prospettive migliori per la sua famiglia, visto che le sue possibilità economiche gli consentono di fruire della miglior sanità possibile, seppur privata, della miglior istruzione possibile, seppur privata e di mandare i figli per studio all'estero senza problemi in luoghi ove verosimilmente li manderà, se vuole, anche risiedendo in Svizzera (che ha i servizi e tutto il resto al top, ma è tutto meno che economica). Intendo dire che se una persona comune può avere delle difficoltà in Italia, chi guadagna bene, a queste difficoltà ci fa fronte ben meglio. Rimane, la sua, una scelta lecita e rispettabile, sotto ogni punto di vista.
Discorso a parte è tifarlo ciecamente perchè è italiano e figlio della patria e bla bla bla (sino ad arrivare ad offendere, come avviene, chi invece lo critica). Per fare un paragone calcistico, io credo venga molto più facile stravedere per un Totti, che sceglie di guadagnare meno (ma sempre tantissimo) e vincere molto meno (per non dire un ca..o

), per sposare una squadra e una città (non cito Maldini perchè ha vinto tutto anche rimanendo dove era), piuttosto di un altro che va in giro dove gli conviene, come del resto è più corretto se si parla di un professionista. Per me quello di Totti è stato un limite da una parte, ma anche una scelta che gli ha dato amore immenso dai suoi tifosi, ma anche rispetto da tutti i tifosi avversari (salvo i pochi beceri che non mancano mai), persino i "nemici laziali", che non a caso gli hanno tributato onori non usuali. Ora se uno emotivamente non si sente coinvolto da un professionista che sceglie, in maniera assolutamente lecita, di vivere altrove e non aiutare il proprio paese, seppur gli costa di più in termini di imposte, io credo sia altrettanto lecito. Ai sentimenti non si comanda e non trovo corretto che uno siccome è italiano allora è Dio e gli altri tutti dopati (anche quelli che sono stati ASSOLTI). Lo giudico un comportamento becero e poco importa se poi sia comune a molti francesi o spagnoli ecc.ecc. Un comportamento non diventa giusto solo perchè adottato da molti.