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Metodologie di allenamento
Nuove frontiere: W' & CP parliamone
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 5669441" data-attributes="member: 20890"><p>se il discorso CP e FTP è abbastanza spinoso (con una certa contrapposizione con alla base essenzialmente la validazione scientifica di un modello rispetto all'altro, potete leggere MOLTO a proposito di questo sul gruppo Wattage) la questione Polarizzazione lo è ancora di più. Non mi dilungherò perché è fuori tema ma essenzialmente:</p><p>- non è lo scimmiottamento di quanto fanno i pro poiché differenti sono i volumi a disposizione, comparandoli con un atleta non professionista ma è la consapevolezza di quanto una determinata zona di intensità, nel bilancio costi/benefici (che un allenatore deve sempre tener presente strutturando il carico di allenamento a medio e lungo termine) sia a conti fatti meno utile</p><p>- all'interno della stessa polarizzazione vi possono essere fasi (es lontano da eventi gara) in cui vengono ripresi e affrontati, SE strutturati, anche carichi e volumi in quella che può definirsi "black hole"; questo avviene essenzialmente come compensazione ad un minor volume di carico intenso</p><p>- la proporzione 80:20 non è MATEMATICAMENTE stretta e vincolante ossia non è un calcolo su tutti i volumi di carico ma è una generalizzazione che passa da due estremi: es da un effettiva proporzione di questi volumi totali (in alcuni sport) ad un rapporto 4:1 tra sessioni intense (in alcuni sport 2 o anche 3 sessioni giornaliere, quindi non significa strettamente che fanno 4 gg "easy" e 1 "hard") ed estese e viceversa. Questi rapporti ovviamente non sono fissi e variano nella strutturazione della stagione (vd punto precedente)</p><p>- polarizzare significa anche evitare uno degli errori più comuni, spesso più frequente nell'atleta con minor esperienza e/o fretta di incrementare il carico allenante: </p><p></p><p>Ripeto siamo OT ma spero possa essere utile, per approfondimenti video e ricerche di Seiler sono pienamente disponibili online. Uno di punti "forti" del suo lavoro sulla polarizzazione è appunto quella di agire come osservatore e descrittore, non indica che sia "la via" da percorrere ma appunto fornisce spunti interessanti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 5669441, member: 20890"] se il discorso CP e FTP è abbastanza spinoso (con una certa contrapposizione con alla base essenzialmente la validazione scientifica di un modello rispetto all'altro, potete leggere MOLTO a proposito di questo sul gruppo Wattage) la questione Polarizzazione lo è ancora di più. Non mi dilungherò perché è fuori tema ma essenzialmente: - non è lo scimmiottamento di quanto fanno i pro poiché differenti sono i volumi a disposizione, comparandoli con un atleta non professionista ma è la consapevolezza di quanto una determinata zona di intensità, nel bilancio costi/benefici (che un allenatore deve sempre tener presente strutturando il carico di allenamento a medio e lungo termine) sia a conti fatti meno utile - all'interno della stessa polarizzazione vi possono essere fasi (es lontano da eventi gara) in cui vengono ripresi e affrontati, SE strutturati, anche carichi e volumi in quella che può definirsi "black hole"; questo avviene essenzialmente come compensazione ad un minor volume di carico intenso - la proporzione 80:20 non è MATEMATICAMENTE stretta e vincolante ossia non è un calcolo su tutti i volumi di carico ma è una generalizzazione che passa da due estremi: es da un effettiva proporzione di questi volumi totali (in alcuni sport) ad un rapporto 4:1 tra sessioni intense (in alcuni sport 2 o anche 3 sessioni giornaliere, quindi non significa strettamente che fanno 4 gg "easy" e 1 "hard") ed estese e viceversa. Questi rapporti ovviamente non sono fissi e variano nella strutturazione della stagione (vd punto precedente) - polarizzare significa anche evitare uno degli errori più comuni, spesso più frequente nell'atleta con minor esperienza e/o fretta di incrementare il carico allenante: Ripeto siamo OT ma spero possa essere utile, per approfondimenti video e ricerche di Seiler sono pienamente disponibili online. Uno di punti "forti" del suo lavoro sulla polarizzazione è appunto quella di agire come osservatore e descrittore, non indica che sia "la via" da percorrere ma appunto fornisce spunti interessanti. [/QUOTE]
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