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Nuove frontiere: W' & CP parliamone
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7307117" data-attributes="member: 107540"><p>Concordo. Unici appunti:</p><ol> <li data-xf-list-type="ol">Dal punto di vista “formativo” è immensamente più utile fare la propria regressione lineare su Excel, o altro software, dal momento che aiuta a capire come funzionano le cose e dà la possibilità di stimare il modello usando più di tre coppie tempo-lavoro.</li> <li data-xf-list-type="ol">Non ritengo molto utile avere un indicatore della bontà dell’adattamento del modello ai dati - come il coefficiente di determinazione lineare - dal momento che i) non abbiamo modelli alternativi (se non piccole rifiniture del modello critical power, come dirò a più sotto) e ii) la non utilità pratica di tale informazione (per non parlare del fatto che se il modello viene stimato usando due coppie tempo-lavoro il coefficiente di determinazione lineare è 1, ma questo è banale).</li> <li data-xf-list-type="ol">Non uso Golden cheetah, ma immagino che “i metodi diversi” a cui ti riferisci siano differenti versioni del modello critical power originale di Monod-Scherrer, come quello di Morton. A tale riguardo, la scelta del modello di Morton nel ciclismo andrebbe fatta a prescindere, secondo la mia opinione, e non dopo diversi “smanettamenti” volti a cercare un miglior fitting. Infatti, tale modello sopperisce ad una carenza evidente del modello Monod-Scherrer, ovvero quella di prevedere potenza che tende ad infinito quando il tempo tende a zero, vincolando la potenza instantanea (per comodità si intende la potenza a 1”) pari al picco di potenza espresso dall’atleta in una prova massimale di sprint. Dal punto di vista pratico, il modello di Morton evita di prevedere, per dire, 2000w a 1”, quando l’atleta è anni luce dal l’avere quel picco; giocoforza, le potenze previste per durate 0-15”/20” sono più in linea con le abilità dell’atleta.</li> <li data-xf-list-type="ol">Lo svantaggio del modello di Morton è che non basta una regressione lineare semplice per stimarlo in Excel, ma volendo si fa tutto :-)</li> </ol></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7307117, member: 107540"] Concordo. Unici appunti: [LIST=1] [*]Dal punto di vista “formativo” è immensamente più utile fare la propria regressione lineare su Excel, o altro software, dal momento che aiuta a capire come funzionano le cose e dà la possibilità di stimare il modello usando più di tre coppie tempo-lavoro. [*]Non ritengo molto utile avere un indicatore della bontà dell’adattamento del modello ai dati - come il coefficiente di determinazione lineare - dal momento che i) non abbiamo modelli alternativi (se non piccole rifiniture del modello critical power, come dirò a più sotto) e ii) la non utilità pratica di tale informazione (per non parlare del fatto che se il modello viene stimato usando due coppie tempo-lavoro il coefficiente di determinazione lineare è 1, ma questo è banale). [*]Non uso Golden cheetah, ma immagino che “i metodi diversi” a cui ti riferisci siano differenti versioni del modello critical power originale di Monod-Scherrer, come quello di Morton. A tale riguardo, la scelta del modello di Morton nel ciclismo andrebbe fatta a prescindere, secondo la mia opinione, e non dopo diversi “smanettamenti” volti a cercare un miglior fitting. Infatti, tale modello sopperisce ad una carenza evidente del modello Monod-Scherrer, ovvero quella di prevedere potenza che tende ad infinito quando il tempo tende a zero, vincolando la potenza instantanea (per comodità si intende la potenza a 1”) pari al picco di potenza espresso dall’atleta in una prova massimale di sprint. Dal punto di vista pratico, il modello di Morton evita di prevedere, per dire, 2000w a 1”, quando l’atleta è anni luce dal l’avere quel picco; giocoforza, le potenze previste per durate 0-15”/20” sono più in linea con le abilità dell’atleta. [*]Lo svantaggio del modello di Morton è che non basta una regressione lineare semplice per stimarlo in Excel, ma volendo si fa tutto :-) [/LIST] [/QUOTE]
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