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Nuove frontiere: W' & CP parliamone
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7391753" data-attributes="member: 107540"><p>Un fatto da considerare è che stiamo parlando di un modello teorico che ha avuto la sua genesi quasi 100 anni fa con Hill: si propone un modello e si vede se questo è plausibile a descrivere il fenomeno alla luce dei dati. Questo per sottolineare che </p><ol> <li data-xf-list-type="ol">i modelli sono costrutti teorici e, quando applicati nella realtà, hanno un certo grado di errore;</li> <li data-xf-list-type="ol">la validazione del modello avviene raccogliendo dati, possibilmente in condizioni controllate, non forzando i dati ad adattarsi al modello; detta in altri termini non si deve forzare la fisiologia del singolo a rientrare in quanto previsto dal modello.</li> </ol><p>però siamo tutti umani e in noi spesso c'è quell'intima speranza che uno strumento molto semplice possa dare delle risposte molto precise, sebbene il fenomeno in questione sia molto complesso e/o si ignorino alcune parti fondamentali del fenomeno. Questo per dire che il modello critical power è uno strumento e ne vanno comprese potenzialità e limiti: ci vuole conoscenza e bisogna anche fare degli investimenti, come li chiamo io, in "ricerca e sviluppo", ma non di materiali.</p><p></p><p>Se capisco bene tu sei orientato a gare in circuito in cui ci sono determinate richieste sopra CP e di poterle ripetere: hai lo strumento, ora sta a te a tentare di usarlo nel migliore dei modi. Banalmente puoi costruirti una curva durata-potenza dopo una certa soglia di lavoro, oppure una curva durata-potenza dopo una certa soglia di lavoro ed un certo "numero di aperte" e fare le tue considerazioni che, auspicabilmente, ti porteranno a disegnare coerentemente il piano di allenamento.</p><p></p><p></p><p>Il modello critical power è uno strumento, sta poi al singolo usarlo all'interno del proprio piano di allenamento in base alle proprie esigenze. Trovo naturale che in letteratura non si trovino indicazioni perché sarebbe impossibile ricoprire una casistica (esigenze/obiettivi) potenzialmente infinita che possono includere il preparasi per un evento specifico, tentare di costruire a tutto tondo, colmare alcuni punti di debolezza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7391753, member: 107540"] Un fatto da considerare è che stiamo parlando di un modello teorico che ha avuto la sua genesi quasi 100 anni fa con Hill: si propone un modello e si vede se questo è plausibile a descrivere il fenomeno alla luce dei dati. Questo per sottolineare che [LIST=1] [*]i modelli sono costrutti teorici e, quando applicati nella realtà, hanno un certo grado di errore; [*]la validazione del modello avviene raccogliendo dati, possibilmente in condizioni controllate, non forzando i dati ad adattarsi al modello; detta in altri termini non si deve forzare la fisiologia del singolo a rientrare in quanto previsto dal modello. [/LIST] però siamo tutti umani e in noi spesso c'è quell'intima speranza che uno strumento molto semplice possa dare delle risposte molto precise, sebbene il fenomeno in questione sia molto complesso e/o si ignorino alcune parti fondamentali del fenomeno. Questo per dire che il modello critical power è uno strumento e ne vanno comprese potenzialità e limiti: ci vuole conoscenza e bisogna anche fare degli investimenti, come li chiamo io, in "ricerca e sviluppo", ma non di materiali. Se capisco bene tu sei orientato a gare in circuito in cui ci sono determinate richieste sopra CP e di poterle ripetere: hai lo strumento, ora sta a te a tentare di usarlo nel migliore dei modi. Banalmente puoi costruirti una curva durata-potenza dopo una certa soglia di lavoro, oppure una curva durata-potenza dopo una certa soglia di lavoro ed un certo "numero di aperte" e fare le tue considerazioni che, auspicabilmente, ti porteranno a disegnare coerentemente il piano di allenamento. Il modello critical power è uno strumento, sta poi al singolo usarlo all'interno del proprio piano di allenamento in base alle proprie esigenze. Trovo naturale che in letteratura non si trovino indicazioni perché sarebbe impossibile ricoprire una casistica (esigenze/obiettivi) potenzialmente infinita che possono includere il preparasi per un evento specifico, tentare di costruire a tutto tondo, colmare alcuni punti di debolezza. [/QUOTE]
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