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Nuove frontiere: W' & CP parliamone
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7702296" data-attributes="member: 107540"><p>Grazie per l’insight e il riferimento al nuovo modello. Per quanto riguarda la discussione sul metodo integrale e differenziale mi trovo d’accordo con quanto esposto, anche se il ragionamento copre una parte della casistica. Ovviamente mica colpa tua ( :-)) ma del modello che secondo me è poco flessibile e non personalizzabile nella pratica. Poco flessibile perché si son resi subito conto che per lavori di tipo intermittente c’era qualcosa che non andava (e infatti tutti i lavori successivi erano poi un modo per metterci la pezza); non personalizzabile nella pratica perché non credo che sia possibile eseguire dei test per stimare i parametri del modello. Per questi motivi ho sempre accantonato l’idea di usare sistematicamente Wbal per tarare gli allenamenti (ma come ho dato mostra, qualche volta l’ho fatto più per comodità teorica/avere una linea guida). Per me in sostanza in modello di ricarica utile (nel senso George Box) in una casistica davvero limitata</p><p></p><p>Detto questo, il nuovo modello impulso-risposta mi sembra una ventata d’aria fresca (in ambito della fisiologia), un avanzamento non incrementale rispetto a quello che c’è già. Ho letto davvero in diagonale l’articolo, ma questo dovrò davvero leggerlo con più calma, e ciò che trovo molto incoraggiante è il fatto che in tutto l’impianto sia in qualche modo incorporato un concetto che può far riferimento alla fatica - via MPA - anche se probabilmente è una metrica con connotazioni “locali” (come premesso, devo leggere il tutto con attenzione, ma quello che intendo è che mi sembra che posso avere una MPA al massimo del potenziale anche a fine di una sessione o di un giro lungo, basta che W’ sia pieno).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7702296, member: 107540"] Grazie per l’insight e il riferimento al nuovo modello. Per quanto riguarda la discussione sul metodo integrale e differenziale mi trovo d’accordo con quanto esposto, anche se il ragionamento copre una parte della casistica. Ovviamente mica colpa tua ( :-)) ma del modello che secondo me è poco flessibile e non personalizzabile nella pratica. Poco flessibile perché si son resi subito conto che per lavori di tipo intermittente c’era qualcosa che non andava (e infatti tutti i lavori successivi erano poi un modo per metterci la pezza); non personalizzabile nella pratica perché non credo che sia possibile eseguire dei test per stimare i parametri del modello. Per questi motivi ho sempre accantonato l’idea di usare sistematicamente Wbal per tarare gli allenamenti (ma come ho dato mostra, qualche volta l’ho fatto più per comodità teorica/avere una linea guida). Per me in sostanza in modello di ricarica utile (nel senso George Box) in una casistica davvero limitata Detto questo, il nuovo modello impulso-risposta mi sembra una ventata d’aria fresca (in ambito della fisiologia), un avanzamento non incrementale rispetto a quello che c’è già. Ho letto davvero in diagonale l’articolo, ma questo dovrò davvero leggerlo con più calma, e ciò che trovo molto incoraggiante è il fatto che in tutto l’impianto sia in qualche modo incorporato un concetto che può far riferimento alla fatica - via MPA - anche se probabilmente è una metrica con connotazioni “locali” (come premesso, devo leggere il tutto con attenzione, ma quello che intendo è che mi sembra che posso avere una MPA al massimo del potenziale anche a fine di una sessione o di un giro lungo, basta che W’ sia pieno). [/QUOTE]
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