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Nuove frontiere: W' & CP parliamone
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7702716" data-attributes="member: 107540"><p>La difficoltà che incontro sta nel non poter disporre di una proxy oggettiva per valutare il livello di ricarica; a memoria mi pareva che venissero fatte delle rilevazioni a livello muscolare, andando a rileggere “Modeling the expenditure and reconstitution of work capacity above critical power” (e sempre in diagonale e selettivamente perché il tempo è quel che è e non volevo rispondere al prossimo anno bisestile) vedo che la variabile risposta nelle regressioni dovrebbe essere un quantità legata al volume di ossigeno durante le prove. In linea di massima io non ho accesso a questi dati e il più che potrei fare per stimare la costante sarebbe prendere un po’ di sforzi massimali (abbastanza vari: da botte ripetute all out a lavori intermittenti) e fare delle regressioni vincolate (e uno dei vincoli/assunzioni sarebbe che se riesci a fare un certo intervallo e portarlo a termine allora all’inizio dell’intervallo W’ è almeno pari richiesta energetica), ma questo è un approccio che definirei becero e che si porta dietro un certo grado di soggettività.</p><p></p><p></p><p>Sicuramente. Devo prendere dimestichezza con quel tipo di modello, ma credo che in caso non sarebbe così difficile, e probabilmente qualcuno avrà già fatto qualcosa, includere una componente auto regressiva per poter avere una quantificazione della fatica accumulata</p><p></p><p></p><p>Bella questa! :-) l’idea di base è che un modello critical power lo vedo adatto a modellare il massimo potenziale in un certo intorno temporale e assumo che le potenzialità massime* di oggi e su cui voglio lavorare non abbiamo bisogno di essere “supportate” da quanto fatto 90/60/30 giorni prima; detto in altri termini “quello che succede nel fight club rimane nel fight club” <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/face06.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";pirlùn^" title="Face06 ;pirlùn^" data-shortname=";pirlùn^" /> </p><p></p><p>* o più in generale le capacità in ambito severo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7702716, member: 107540"] La difficoltà che incontro sta nel non poter disporre di una proxy oggettiva per valutare il livello di ricarica; a memoria mi pareva che venissero fatte delle rilevazioni a livello muscolare, andando a rileggere “Modeling the expenditure and reconstitution of work capacity above critical power” (e sempre in diagonale e selettivamente perché il tempo è quel che è e non volevo rispondere al prossimo anno bisestile) vedo che la variabile risposta nelle regressioni dovrebbe essere un quantità legata al volume di ossigeno durante le prove. In linea di massima io non ho accesso a questi dati e il più che potrei fare per stimare la costante sarebbe prendere un po’ di sforzi massimali (abbastanza vari: da botte ripetute all out a lavori intermittenti) e fare delle regressioni vincolate (e uno dei vincoli/assunzioni sarebbe che se riesci a fare un certo intervallo e portarlo a termine allora all’inizio dell’intervallo W’ è almeno pari richiesta energetica), ma questo è un approccio che definirei becero e che si porta dietro un certo grado di soggettività. Sicuramente. Devo prendere dimestichezza con quel tipo di modello, ma credo che in caso non sarebbe così difficile, e probabilmente qualcuno avrà già fatto qualcosa, includere una componente auto regressiva per poter avere una quantificazione della fatica accumulata Bella questa! :-) l’idea di base è che un modello critical power lo vedo adatto a modellare il massimo potenziale in un certo intorno temporale e assumo che le potenzialità massime* di oggi e su cui voglio lavorare non abbiamo bisogno di essere “supportate” da quanto fatto 90/60/30 giorni prima; detto in altri termini “quello che succede nel fight club rimane nel fight club” ;pirlùn^ * o più in generale le capacità in ambito severo [/QUOTE]
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