Dopo qualche giorno ecco il resoconto della mia gara:
Sveglia la mattina alle 4:20, visto la pioggia seriamente indeciso se partire o meno, decido comunque di prepararmi come se dovessi partire, quindi colazione normale (3 rosette con la marmellata e prosciutto e formaggio, yogurt e cereali, caffé e succo d'arancia).
Arrivo alla partenza verso le 5:35 per essere sicuro di partire nelle prime posizioni della seconda griglia, anche se mantenendo una parziale incertezza sul fatto di prendere il via o tornare a letto. Per evitare di prendere troppo freddo sopra mantellina Gore GT AS, con la quale correrò, ho una seconda mantellina, una Gore Path in paclite, che mi toglierò appena prima di partire, portandomela comunque dietro in caso di freddo eccessivo o altri inconvenienti.
Ore 6:45, parte il primo gruppo e, cosa ottima ed inaspettata, appena l'ultimo concorrente del primo gruppo è partito lo starter da il via anche al nostro gruppo, ci accodiamo subito e ci metto circa 10km, senza rischi o sforzi inutili, a portarmi sulla testa del gruppo. Mi sento da subito molto concentrato e motivato, sebbene ho sempre fatto pessime prove con il bagnato, diciamo che sento che l'evento merita di essere onorato con un tentativo deciso.
Sulle prime rampe del Kuthai capisco che a livello muscolare sarà veramente una giornata lunga, ho già i muscoli indolenziti da tutta l'acqua presa, e ci metto qualche chilometro prima di trovare una pedalata un minimo fluida. Rimango comunque tutta la scalata nel primo gruppo fino ai -500m dalla vetta, dove allungo per avvantaggiarmi prima della discesa, riprendendo un concorrente che aveva un leggero vantaggio, e, sebbene in quel momento non ci pensassi molto, ho la soddisfazione di scollinare per primo.
In discesa a causa della pioggia e della velocità ho grosse difficoltà, sento che i freni non frenano praticamente nulla e inoltre superando gli 80km/h un paio di volte sento la bici che inizia ad ondeggiare, mi prendo paura e rallento sul rettilineo. Mi passa dopo poco un primo gruppetto, con @
littleprince, e poi un secondo gruppetto, rimasto un pò indietro nella prima parte della discesa, con il quale arrivo a valle con circa 30-40" di ritardo dai primi (10-12 loro, poco meno noi).
Sul Brennero continuo a non avere belle sensazioni, comunque faccio la mia parte per non perdere ulteriore terreno, intorno al 100km ho la mia ragazza dalla quale prendo due borracce, e che si stupiosce vedendomi tirare dritto, temendo un mio ritiro. Alla fine riusciamo a tornare sui primi proprio al passaggio al confine. A questo punto il tempo è migliorato, io però sono dubbioso sulla mia tenuta, in quanto rispetto ai miei precedenti sotto la pioggia mi sono già superato decisamente come autonomia prima di andare in crisi. La discesa del Brennero è uno dei pochi momenti riposanti della corsa, scendiamo molto piano, ben sapendo che da li a poco sarebbe iniziata la corsa vera.
Fin dal primo km del Giovo capisco che i miei timori erano decisamente fondati, e devo rinunciare al sogno di un piazzamento nei primi 10, salgo del mio passo, nella prima metà decisamente in difficoltà, dopo leggermente meglio. In cima siamo in 4-5 a poca distanza, si forma così un gruppetto in discesa, piuttosto bella e non molto difficile, e per fortuna quasi completamente asciutta. Molto bello il passaggio a S.Leonardo in Passiria, gli applausi di tutta quella gente fanno davvero piacere, soprattutto ora che la fatica accumulata è già così tanta.
Inizia il Rombo, prima timidamente, fino a Mosso infatti ci diamo i cambi regolari, e poi molto più deciso. Qua il gruppetto si spezza, rimaniamo in due davanti e andiamo a riprendere un altro concorrente, rispetto al Giovo mi sembra di stare leggermente meglio, almeno mentalmente. Ai meno 17.5km dalla vetta però la sofferenza diventa autentico calvario, sento un primo crampo al quadricipite sinistro (anche questo non raro per me nelle corse bagnate), ed inizio anche a sentire la sensazione un forte fastidio allo stomaco. Inizio a domandarmi come riuscirò ad arrivare in cima, e a raschiare letteralmente il fondo delle mie energie fisiche e mentali, ho un concorrente 50m davanti, e uno 50m dietro, ma in quei momenti del piazzamento e della corsa mi interessa davvero poco, devo solo riuscire a finire quel calvario il prima possibile. Tolti i pochi punti facili per il resto è stato così fino in cima, con i crampi che hanno preso anche la coscia destra e l'agitazione di stomaco che ogni tanto mi faceva temere di dovermi fermare.
Finalmente ecco la galleria, la strada spiana, riprendo morale e rilancio un pò, in cima al passo mi fermo per rimettermi mantellina e guanti, tolti solo a Mosso, ed inizio la discesa. Scendo relativamente tranquillo, anche perché pure le braccia sono molto affaticate, in uno dei rettilinei vengo sorpassato da un austriaco, facciamo l'ultima salita a pochi secondi di distanza, ma come riprende la picchiata lo vedo sparire nuovamente, e sinceramente non mi danno più di tanto per tenerlo a tiro.
Gli ultimi km sono molto dolci, assaporo l'arrivo, l'ultimo strappo rovina un po' queste sensazioni, ma davvero c'era anche il giorno prima quando ero passato in macchina? Proprio non ci avevo fatto caso. Di nuovo discesa, passo il bivio dove avevo l'albergo, e quindi vedo Soelden, tanti gente, tanti applausi. Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte. Taglio il traguardo, sfinito ma felice, so di essere nei primi venti, un risultato buono anche se in cuor mio speravo di poter lottare per i primi 10, e soprattutto di metterci almeno un quarto d'ora meno. Ma il tempo è relativo, sicuramente la pioggia non ha aiutato, forse nemmeno per la posizione, e del resto in quel momento non conta, conta solo che sia finita.
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
Dopo la corsa rimango a Soelden, scambio due chiacchiere con qualche faccia amica, poi faccio due passi, vedo i concorrenti che continuano incessantemente ad arrivare, applaudo perché mi immedesimo in ognuno di loro.
Mi sento euforico, come alle volte mi capita per qualche bella vittoria, ma questa volta è diverso, sono euforico perché ho la sensazione di aver preso parte ad un'impresa collettiva, e ora che è finita i ricordi sembrano ancora più belli, sento di aver un sacco di cose da raccontare...