Oetztaler Radmarathon 2013

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
6.499
176
Lucca
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Bici
Rose XEON CRS
Dopo qualche giorno ecco il resoconto della mia gara:

Sveglia la mattina alle 4:20, visto la pioggia seriamente indeciso se partire o meno, decido comunque di prepararmi come se dovessi partire, quindi colazione normale (3 rosette con la marmellata e prosciutto e formaggio, yogurt e cereali, caffé e succo d'arancia).
Arrivo alla partenza verso le 5:35 per essere sicuro di partire nelle prime posizioni della seconda griglia, anche se mantenendo una parziale incertezza sul fatto di prendere il via o tornare a letto. Per evitare di prendere troppo freddo sopra mantellina Gore GT AS, con la quale correrò, ho una seconda mantellina, una Gore Path in paclite, che mi toglierò appena prima di partire, portandomela comunque dietro in caso di freddo eccessivo o altri inconvenienti.
Ore 6:45, parte il primo gruppo e, cosa ottima ed inaspettata, appena l'ultimo concorrente del primo gruppo è partito lo starter da il via anche al nostro gruppo, ci accodiamo subito e ci metto circa 10km, senza rischi o sforzi inutili, a portarmi sulla testa del gruppo. Mi sento da subito molto concentrato e motivato, sebbene ho sempre fatto pessime prove con il bagnato, diciamo che sento che l'evento merita di essere onorato con un tentativo deciso.
Sulle prime rampe del Kuthai capisco che a livello muscolare sarà veramente una giornata lunga, ho già i muscoli indolenziti da tutta l'acqua presa, e ci metto qualche chilometro prima di trovare una pedalata un minimo fluida. Rimango comunque tutta la scalata nel primo gruppo fino ai -500m dalla vetta, dove allungo per avvantaggiarmi prima della discesa, riprendendo un concorrente che aveva un leggero vantaggio, e, sebbene in quel momento non ci pensassi molto, ho la soddisfazione di scollinare per primo.
In discesa a causa della pioggia e della velocità ho grosse difficoltà, sento che i freni non frenano praticamente nulla e inoltre superando gli 80km/h un paio di volte sento la bici che inizia ad ondeggiare, mi prendo paura e rallento sul rettilineo. Mi passa dopo poco un primo gruppetto, con [MENTION=4080]littleprince[/MENTION], e poi un secondo gruppetto, rimasto un pò indietro nella prima parte della discesa, con il quale arrivo a valle con circa 30-40" di ritardo dai primi (10-12 loro, poco meno noi).
Sul Brennero continuo a non avere belle sensazioni, comunque faccio la mia parte per non perdere ulteriore terreno, intorno al 100km ho la mia ragazza dalla quale prendo due borracce, e che si stupiosce vedendomi tirare dritto, temendo un mio ritiro. Alla fine riusciamo a tornare sui primi proprio al passaggio al confine. A questo punto il tempo è migliorato, io però sono dubbioso sulla mia tenuta, in quanto rispetto ai miei precedenti sotto la pioggia mi sono già superato decisamente come autonomia prima di andare in crisi. La discesa del Brennero è uno dei pochi momenti riposanti della corsa, scendiamo molto piano, ben sapendo che da li a poco sarebbe iniziata la corsa vera.
Fin dal primo km del Giovo capisco che i miei timori erano decisamente fondati, e devo rinunciare al sogno di un piazzamento nei primi 10, salgo del mio passo, nella prima metà decisamente in difficoltà, dopo leggermente meglio. In cima siamo in 4-5 a poca distanza, si forma così un gruppetto in discesa, piuttosto bella e non molto difficile, e per fortuna quasi completamente asciutta. Molto bello il passaggio a S.Leonardo in Passiria, gli applausi di tutta quella gente fanno davvero piacere, soprattutto ora che la fatica accumulata è già così tanta.
Inizia il Rombo, prima timidamente, fino a Mosso infatti ci diamo i cambi regolari, e poi molto più deciso. Qua il gruppetto si spezza, rimaniamo in due davanti e andiamo a riprendere un altro concorrente, rispetto al Giovo mi sembra di stare leggermente meglio, almeno mentalmente. Ai meno 17.5km dalla vetta però la sofferenza diventa autentico calvario, sento un primo crampo al quadricipite sinistro (anche questo non raro per me nelle corse bagnate), ed inizio anche a sentire la sensazione un forte fastidio allo stomaco. Inizio a domandarmi come riuscirò ad arrivare in cima, e a raschiare letteralmente il fondo delle mie energie fisiche e mentali, ho un concorrente 50m davanti, e uno 50m dietro, ma in quei momenti del piazzamento e della corsa mi interessa davvero poco, devo solo riuscire a finire quel calvario il prima possibile. Tolti i pochi punti facili per il resto è stato così fino in cima, con i crampi che hanno preso anche la coscia destra e l'agitazione di stomaco che ogni tanto mi faceva temere di dovermi fermare.
Finalmente ecco la galleria, la strada spiana, riprendo morale e rilancio un pò, in cima al passo mi fermo per rimettermi mantellina e guanti, tolti solo a Mosso, ed inizio la discesa. Scendo relativamente tranquillo, anche perché pure le braccia sono molto affaticate, in uno dei rettilinei vengo sorpassato da un austriaco, facciamo l'ultima salita a pochi secondi di distanza, ma come riprende la picchiata lo vedo sparire nuovamente, e sinceramente non mi danno più di tanto per tenerlo a tiro.
Gli ultimi km sono molto dolci, assaporo l'arrivo, l'ultimo strappo rovina un po' queste sensazioni, ma davvero c'era anche il giorno prima quando ero passato in macchina? Proprio non ci avevo fatto caso. Di nuovo discesa, passo il bivio dove avevo l'albergo, e quindi vedo Soelden, tanti gente, tanti applausi. Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte. Taglio il traguardo, sfinito ma felice, so di essere nei primi venti, un risultato buono anche se in cuor mio speravo di poter lottare per i primi 10, e soprattutto di metterci almeno un quarto d'ora meno. Ma il tempo è relativo, sicuramente la pioggia non ha aiutato, forse nemmeno per la posizione, e del resto in quel momento non conta, conta solo che sia finita.
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
Dopo la corsa rimango a Soelden, scambio due chiacchiere con qualche faccia amica, poi faccio due passi, vedo i concorrenti che continuano incessantemente ad arrivare, applaudo perché mi immedesimo in ognuno di loro.
Mi sento euforico, come alle volte mi capita per qualche bella vittoria, ma questa volta è diverso, sono euforico perché ho la sensazione di aver preso parte ad un'impresa collettiva, e ora che è finita i ricordi sembrano ancora più belli, sento di aver un sacco di cose da raccontare...
 
D

Deleted member 2182

Guest
Leggendo il racconto di Osimo, si ha l'ennesima conferma che Soelden rapisce...e non sempre si capisce il perchè!
 

peval

Apprendista Cronoman
8 Febbraio 2005
2.770
9
Argenta
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BMC SLR 01 Durace 11v con SRM PM 9
Dopo qualche giorno ecco il resoconto della mia gara:

Sveglia la mattina alle 4:20, visto la pioggia seriamente indeciso se partire o meno, decido comunque di prepararmi come se dovessi partire, quindi colazione normale (3 rosette con la marmellata e prosciutto e formaggio, yogurt e cereali, caffé e succo d'arancia).
Arrivo alla partenza verso le 5:35 per essere sicuro di partire nelle prime posizioni della seconda griglia, anche se mantenendo una parziale incertezza sul fatto di prendere il via o tornare a letto. Per evitare di prendere troppo freddo sopra mantellina Gore GT AS, con la quale correrò, ho una seconda mantellina, una Gore Path in paclite, che mi toglierò appena prima di partire, portandomela comunque dietro in caso di freddo eccessivo o altri inconvenienti.
Ore 6:45, parte il primo gruppo e, cosa ottima ed inaspettata, appena l'ultimo concorrente del primo gruppo è partito lo starter da il via anche al nostro gruppo, ci accodiamo subito e ci metto circa 10km, senza rischi o sforzi inutili, a portarmi sulla testa del gruppo. Mi sento da subito molto concentrato e motivato, sebbene ho sempre fatto pessime prove con il bagnato, diciamo che sento che l'evento merita di essere onorato con un tentativo deciso.
Sulle prime rampe del Kuthai capisco che a livello muscolare sarà veramente una giornata lunga, ho già i muscoli indolenziti da tutta l'acqua presa, e ci metto qualche chilometro prima di trovare una pedalata un minimo fluida. Rimango comunque tutta la scalata nel primo gruppo fino ai -500m dalla vetta, dove allungo per avvantaggiarmi prima della discesa, riprendendo un concorrente che aveva un leggero vantaggio, e, sebbene in quel momento non ci pensassi molto, ho la soddisfazione di scollinare per primo.
In discesa a causa della pioggia e della velocità ho grosse difficoltà, sento che i freni non frenano praticamente nulla e inoltre superando gli 80km/h un paio di volte sento la bici che inizia ad ondeggiare, mi prendo paura e rallento sul rettilineo. Mi passa dopo poco un primo gruppetto, con [MENTION=4080]littleprince[/MENTION], e poi un secondo gruppetto, rimasto un pò indietro nella prima parte della discesa, con il quale arrivo a valle con circa 30-40" di ritardo dai primi (10-12 loro, poco meno noi).
Sul Brennero continuo a non avere belle sensazioni, comunque faccio la mia parte per non perdere ulteriore terreno, intorno al 100km ho la mia ragazza dalla quale prendo due borracce, e che si stupiosce vedendomi tirare dritto, temendo un mio ritiro. Alla fine riusciamo a tornare sui primi proprio al passaggio al confine. A questo punto il tempo è migliorato, io però sono dubbioso sulla mia tenuta, in quanto rispetto ai miei precedenti sotto la pioggia mi sono già superato decisamente come autonomia prima di andare in crisi. La discesa del Brennero è uno dei pochi momenti riposanti della corsa, scendiamo molto piano, ben sapendo che da li a poco sarebbe iniziata la corsa vera.
Fin dal primo km del Giovo capisco che i miei timori erano decisamente fondati, e devo rinunciare al sogno di un piazzamento nei primi 10, salgo del mio passo, nella prima metà decisamente in difficoltà, dopo leggermente meglio. In cima siamo in 4-5 a poca distanza, si forma così un gruppetto in discesa, piuttosto bella e non molto difficile, e per fortuna quasi completamente asciutta. Molto bello il passaggio a S.Leonardo in Passiria, gli applausi di tutta quella gente fanno davvero piacere, soprattutto ora che la fatica accumulata è già così tanta.
Inizia il Rombo, prima timidamente, fino a Mosso infatti ci diamo i cambi regolari, e poi molto più deciso. Qua il gruppetto si spezza, rimaniamo in due davanti e andiamo a riprendere un altro concorrente, rispetto al Giovo mi sembra di stare leggermente meglio, almeno mentalmente. Ai meno 17.5km dalla vetta però la sofferenza diventa autentico calvario, sento un primo crampo al quadricipite sinistro (anche questo non raro per me nelle corse bagnate), ed inizio anche a sentire la sensazione un forte fastidio allo stomaco. Inizio a domandarmi come riuscirò ad arrivare in cima, e a raschiare letteralmente il fondo delle mie energie fisiche e mentali, ho un concorrente 50m davanti, e uno 50m dietro, ma in quei momenti del piazzamento e della corsa mi interessa davvero poco, devo solo riuscire a finire quel calvario il prima possibile. Tolti i pochi punti facili per il resto è stato così fino in cima, con i crampi che hanno preso anche la coscia destra e l'agitazione di stomaco che ogni tanto mi faceva temere di dovermi fermare.
Finalmente ecco la galleria, la strada spiana, riprendo morale e rilancio un pò, in cima al passo mi fermo per rimettermi mantellina e guanti, tolti solo a Mosso, ed inizio la discesa. Scendo relativamente tranquillo, anche perché pure le braccia sono molto affaticate, in uno dei rettilinei vengo sorpassato da un austriaco, facciamo l'ultima salita a pochi secondi di distanza, ma come riprende la picchiata lo vedo sparire nuovamente, e sinceramente non mi danno più di tanto per tenerlo a tiro.
Gli ultimi km sono molto dolci, assaporo l'arrivo, l'ultimo strappo rovina un po' queste sensazioni, ma davvero c'era anche il giorno prima quando ero passato in macchina? Proprio non ci avevo fatto caso. Di nuovo discesa, passo il bivio dove avevo l'albergo, e quindi vedo Soelden, tanti gente, tanti applausi. Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte. Taglio il traguardo, sfinito ma felice, so di essere nei primi venti, un risultato buono anche se in cuor mio speravo di poter lottare per i primi 10, e soprattutto di metterci almeno un quarto d'ora meno. Ma il tempo è relativo, sicuramente la pioggia non ha aiutato, forse nemmeno per la posizione, e del resto in quel momento non conta, conta solo che sia finita.
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
Dopo la corsa rimango a Soelden, scambio due chiacchiere con qualche faccia amica, poi faccio due passi, vedo i concorrenti che continuano incessantemente ad arrivare, applaudo perché mi immedesimo in ognuno di loro.
Mi sento euforico, come alle volte mi capita per qualche bella vittoria, ma questa volta è diverso, sono euforico perché ho la sensazione di aver preso parte ad un'impresa collettiva, e ora che è finita i ricordi sembrano ancora più belli, sento di aver un sacco di cose da raccontare...


BRAVO BRAVO BRAVO!!!!!!!o-oo-o
 

Team Rossetti

Pignone
20 Gennaio 2012
126
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Bici
.
ho sempre visto il ciclismo come uno sport solitario, mi sembrava che nn ci potesse essere spirito di squadra se nn finita la gara.
La oetzy mi ha dato una lezione anche in questo senso, mi sono dovuto ricredere

Vincere a Soelden ha un fascino unico e riuscire a farlo in una giornata così "epica" è stato qualcosa di eccezionale!
Mi complimento sinceramente con chiunque l'abbia portata a termine, grandiosi....
Saluto tutti i forumendoli presenti in questi gg in terra Austriaca

Ciao a tutti.
Leggere i commenti di tutti i forumendoli sta diventando qualcosa di più di un passatempo. A Soelden c'eravamo anche noi: iscritti in 3, partiti da casa in 2, in griglia 1 e all'arrivo, purtroppo, nessuno. Potrebbe sembrare una debacle in senso assoluto, ma, almeno per quanto mi riguarda, questa trasferta ha impresso indelebilmente nel mio cuore di sportivo il significato del detto "contano più le sconfitte delle vittorie".
Non che puntassi a chissà quale risultato (ho la collezione di spille unter 9 stunden). La condizione fisica c'era e l'abbigliamento era adeguato. Era la convinzione che evidentemente mi mancava. Strano, per uno che da 8 anni a questa parte mette l'Oetzy in cima agli appuntamenti stagionali.
Col tempo che faceva al via, aver girato la bici prima di imboccare il Kuhtai mi era sembrata una liberazione. Ore dopo, invece, vedervi arrivare uno ad uno, da Littleprince (nella foto eccolo fare l'aeroplanino prima dell'arrivo) in poi, mi ha fatto capire di aver lasciato scappare, non UN'occasione, ma L'Occasione dell'anno. Dico con tutta onestà che vi ho invidiato e avrei voluto ritrovarmi anch'io a condividere con gli amici le emozioni e i brividi indescrivibili che, dopo una giornata di fatica e sofferenza, solo la vista del tunnel in cima al Rombo, lo scollinamento alla Mautstelle e quell'ultimo chilometro magico prima del ponticello sanno offrire.
Complimenti a tutti i finisher e grazie per avermi fatto capire che partecipare alle granfondo non è solo cercare il risultato cronometrico.
Ecco perché ho citato le parole del Pallavolista e un saluto particolare a Littleprince a cui devo una birra.

Cristiano.
 

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tubus

Apprendista Velocista
10 Dicembre 2009
1.288
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Là, dove osano le nutrie
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Made in Taiwan ma velò francais
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
loro....

Complimenti per la prestazione, mi sono ritirato dopo 10 km e ho caxxeggiato tutto il giorno con la macchina fotografica.....
 

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Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
649
Milano Milano
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Feathery Princess & Dark Mistress
Ciao a tutti.
Leggere i commenti di tutti i forumendoli sta diventando qualcosa di più di un passatempo. A Soelden c'eravamo anche noi: iscritti in 3, partiti da casa in 2, in griglia 1 e all'arrivo, purtroppo, nessuno. Potrebbe sembrare una debacle in senso assoluto, ma, almeno per quanto mi riguarda, questa trasferta ha impresso indelebilmente nel mio cuore di sportivo il significato del detto "contano più le sconfitte delle vittorie".
Non che puntassi a chissà quale risultato (ho la collezione di spille unter 9 stunden). La condizione fisica c'era e l'abbigliamento era adeguato. Era la convinzione che evidentemente mi mancava. Strano, per uno che da 8 anni a questa parte mette l'Oetzy in cima agli appuntamenti stagionali.
Col tempo che faceva al via, aver girato la bici prima di imboccare il Kuhtai mi era sembrata una liberazione. Ore dopo, invece, vedervi arrivare uno ad uno, da Littleprince (nella foto eccolo fare l'aeroplanino prima dell'arrivo) in poi, mi ha fatto capire di aver lasciato scappare, non UN'occasione, ma L'Occasione dell'anno. Dico con tutta onestà che vi ho invidiato e avrei voluto ritrovarmi anch'io a condividere con gli amici le emozioni e i brividi indescrivibili che, dopo una giornata di fatica e sofferenza, solo la vista del tunnel in cima al Rombo, lo scollinamento alla Mautstelle e quell'ultimo chilometro magico prima del ponticello sanno offrire.
Complimenti a tutti i finisher e grazie per avermi fatto capire che partecipare alle granfondo non è solo cercare il risultato cronometrico.
Ecco perché ho citato le parole del Pallavolista e un saluto particolare a Littleprince a cui devo una birra.

Cristiano.
Infatti una delle frasi piu' deludenti (dal mio punto di vista ovviamente) lette sul forum nei giorni precedenti la Oetzy e' stata di una persona che diceva che non sarebbe partito con la pioggia dato che avrebbe reso impossibile il raggiungimento del suo obbiettivo cronometrico.

Io ho ancora nel cuore quando ho fatto l'ultimo tornante e visto l'imbocco della galleria, e il sapere che manca ancora un anno mi strazia il cuore.

E cosi sarebbe stato anche se ci fossi arrivato dopo 10 ore.
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
223
Tannhäuser
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Ben8
Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte.

Racconto splendido, gara super... l'ho seguita in diretta su datasport.
Vedo che non sono l'unico che si emoziona in certe situazioni, come allo scollinamento del valparola alla prima mdd e al traguardo della prima pantani, certo nulla in confronto alla oetzy... solo che non ho nessuno che mi aspetta all'arrivo perché devo io stare in ansia ad aspettare la fidanzata al traguardo... :roll:

certo che fa impressione leggere il tuo racconto e sentire che scendevi a 80kmh dal kuthai mentre altri raccontano che andavano giù a 20kmh terrorizzati... bisogna avere fegato ma anche tanta bravura ed esperienza.

Mi chiedo sempre se questa sia la dimostrazione che in queste giornate i primi soffrono di meno perché stanno meno tempo al freddo... :mrgreen:

complimenti ancora o-o
 

iannuz

Apprendista Passista
17 Marzo 2011
969
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Lugo di Romagna
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S-Works Tarmac
Massima stima e ammirazione per tutti, davvero!

Sto leggendo i vari racconti con mia moglie, che mi osserva, e continua a chiedermi di prometterle di "non farlo mai e non pensarci neppure"...
Però io non ci riesco a fare certe promesse...

Mi avete forse contagiato una curiosa forma di malattia? ;nonzo%
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Lucca
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Rose XEON CRS
Complimenti!!! Come si è spostata la tua ragazza dal Brennero al traguardo? Presumo sia dovuta reintrare risalendo la Ötztal.

Dopo il mio passaggio è rimasta un po' sotto l'acqua a vedere un po' di passaggi, poi pennichella in auto aspettando che passasse il fine corsa, solo allora è tornata indietro facendo la stessa strada all'incontrario (ovviamente non era passata dal Kuthai) o-o
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
649
Milano Milano
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Feathery Princess & Dark Mistress
Dopo il mio passaggio è rimasta un po' sotto l'acqua a vedere un po' di passaggi, poi pennichella in auto aspettando che passasse il fine corsa, solo allora è tornata indietro facendo la stessa strada all'incontrario (ovviamente non era passata dal Kuthai) o-o
Consiglio futuro: rifornimento in corrispondenza dell'uscita dell'autostrada con macchina parcheggiata in modo da avervi accesso. Rifornisce e torna subito per l'autostrada.
 

ezio79

Moderator
4 Aprile 2007
17.128
641
46
sbt
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di ogni tipo
... e quindi vedo Soelden, tanti gente, tanti applausi. Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte. Taglio il traguardo, sfinito ma felice, so di essere nei primi venti, un risultato buono anche se in cuor mio speravo di poter lottare per i primi 10, e soprattutto di metterci almeno un quarto d'ora meno. Ma il tempo è relativo, sicuramente la pioggia non ha aiutato, forse nemmeno per la posizione, e del resto in quel momento non conta, conta solo che sia finita.
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
...
Mi sento euforico, come alle volte mi capita per qualche bella vittoria, ma questa volta è diverso, sono euforico perché ho la sensazione di aver preso parte ad un'impresa collettiva, e ora che è finita i ricordi sembrano ancora più belli, sento di aver un sacco di cose da raccontare...
bravo! o-o percorsi così non possono lasciare indifferenti ... e creano dipendenza! :mrgreen:
sei andato forte, ma non erano le condizioni per la Tua gara, quindi non rimuginare troppo su tempo e posizione, ma appunto riassapora le indelebili emozioni del "viaggio"!
 

ilsagold

Pedivella
15 Marzo 2010
316
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fiesole
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kuota kharma
Dopo qualche giorno ecco il resoconto della mia gara:

Sveglia la mattina alle 4:20, visto la pioggia seriamente indeciso se partire o meno, decido comunque di prepararmi come se dovessi partire, quindi colazione normale (3 rosette con la marmellata e prosciutto e formaggio, yogurt e cereali, caffé e succo d'arancia).
Arrivo alla partenza verso le 5:35 per essere sicuro di partire nelle prime posizioni della seconda griglia, anche se mantenendo una parziale incertezza sul fatto di prendere il via o tornare a letto. Per evitare di prendere troppo freddo sopra mantellina Gore GT AS, con la quale correrò, ho una seconda mantellina, una Gore Path in paclite, che mi toglierò appena prima di partire, portandomela comunque dietro in caso di freddo eccessivo o altri inconvenienti.
Ore 6:45, parte il primo gruppo e, cosa ottima ed inaspettata, appena l'ultimo concorrente del primo gruppo è partito lo starter da il via anche al nostro gruppo, ci accodiamo subito e ci metto circa 10km, senza rischi o sforzi inutili, a portarmi sulla testa del gruppo. Mi sento da subito molto concentrato e motivato, sebbene ho sempre fatto pessime prove con il bagnato, diciamo che sento che l'evento merita di essere onorato con un tentativo deciso.
Sulle prime rampe del Kuthai capisco che a livello muscolare sarà veramente una giornata lunga, ho già i muscoli indolenziti da tutta l'acqua presa, e ci metto qualche chilometro prima di trovare una pedalata un minimo fluida. Rimango comunque tutta la scalata nel primo gruppo fino ai -500m dalla vetta, dove allungo per avvantaggiarmi prima della discesa, riprendendo un concorrente che aveva un leggero vantaggio, e, sebbene in quel momento non ci pensassi molto, ho la soddisfazione di scollinare per primo.
In discesa a causa della pioggia e della velocità ho grosse difficoltà, sento che i freni non frenano praticamente nulla e inoltre superando gli 80km/h un paio di volte sento la bici che inizia ad ondeggiare, mi prendo paura e rallento sul rettilineo. Mi passa dopo poco un primo gruppetto, con @littleprince, e poi un secondo gruppetto, rimasto un pò indietro nella prima parte della discesa, con il quale arrivo a valle con circa 30-40" di ritardo dai primi (10-12 loro, poco meno noi).
Sul Brennero continuo a non avere belle sensazioni, comunque faccio la mia parte per non perdere ulteriore terreno, intorno al 100km ho la mia ragazza dalla quale prendo due borracce, e che si stupiosce vedendomi tirare dritto, temendo un mio ritiro. Alla fine riusciamo a tornare sui primi proprio al passaggio al confine. A questo punto il tempo è migliorato, io però sono dubbioso sulla mia tenuta, in quanto rispetto ai miei precedenti sotto la pioggia mi sono già superato decisamente come autonomia prima di andare in crisi. La discesa del Brennero è uno dei pochi momenti riposanti della corsa, scendiamo molto piano, ben sapendo che da li a poco sarebbe iniziata la corsa vera.
Fin dal primo km del Giovo capisco che i miei timori erano decisamente fondati, e devo rinunciare al sogno di un piazzamento nei primi 10, salgo del mio passo, nella prima metà decisamente in difficoltà, dopo leggermente meglio. In cima siamo in 4-5 a poca distanza, si forma così un gruppetto in discesa, piuttosto bella e non molto difficile, e per fortuna quasi completamente asciutta. Molto bello il passaggio a S.Leonardo in Passiria, gli applausi di tutta quella gente fanno davvero piacere, soprattutto ora che la fatica accumulata è già così tanta.
Inizia il Rombo, prima timidamente, fino a Mosso infatti ci diamo i cambi regolari, e poi molto più deciso. Qua il gruppetto si spezza, rimaniamo in due davanti e andiamo a riprendere un altro concorrente, rispetto al Giovo mi sembra di stare leggermente meglio, almeno mentalmente. Ai meno 17.5km dalla vetta però la sofferenza diventa autentico calvario, sento un primo crampo al quadricipite sinistro (anche questo non raro per me nelle corse bagnate), ed inizio anche a sentire la sensazione un forte fastidio allo stomaco. Inizio a domandarmi come riuscirò ad arrivare in cima, e a raschiare letteralmente il fondo delle mie energie fisiche e mentali, ho un concorrente 50m davanti, e uno 50m dietro, ma in quei momenti del piazzamento e della corsa mi interessa davvero poco, devo solo riuscire a finire quel calvario il prima possibile. Tolti i pochi punti facili per il resto è stato così fino in cima, con i crampi che hanno preso anche la coscia destra e l'agitazione di stomaco che ogni tanto mi faceva temere di dovermi fermare.
Finalmente ecco la galleria, la strada spiana, riprendo morale e rilancio un pò, in cima al passo mi fermo per rimettermi mantellina e guanti, tolti solo a Mosso, ed inizio la discesa. Scendo relativamente tranquillo, anche perché pure le braccia sono molto affaticate, in uno dei rettilinei vengo sorpassato da un austriaco, facciamo l'ultima salita a pochi secondi di distanza, ma come riprende la picchiata lo vedo sparire nuovamente, e sinceramente non mi danno più di tanto per tenerlo a tiro.
Gli ultimi km sono molto dolci, assaporo l'arrivo, l'ultimo strappo rovina un po' queste sensazioni, ma davvero c'era anche il giorno prima quando ero passato in macchina? Proprio non ci avevo fatto caso. Di nuovo discesa, passo il bivio dove avevo l'albergo, e quindi vedo Soelden, tanti gente, tanti applausi. Ho i brividi e mi scappa pure qualche lacrima, non è la prima volta che mi capita ad una corsa, ma per motivi differenti (gioia, o delusione), questa volta è particolare, nemmeno io capisco bene il motivo. Ultima curva, mi gusto gli incitamenti, tra i quali riconosco, prima con l'udito e poi con la vista, quelli della mia ragazza, emozione davvero forte. Taglio il traguardo, sfinito ma felice, so di essere nei primi venti, un risultato buono anche se in cuor mio speravo di poter lottare per i primi 10, e soprattutto di metterci almeno un quarto d'ora meno. Ma il tempo è relativo, sicuramente la pioggia non ha aiutato, forse nemmeno per la posizione, e del resto in quel momento non conta, conta solo che sia finita.
Mai fatta tanta fatica in vita mia, il primo pensiero dopo l'arrivo è stato "non la rifarò mai più", ma d'altronde a caldo si pensano tante sciocchezze...
Dopo la corsa rimango a Soelden, scambio due chiacchiere con qualche faccia amica, poi faccio due passi, vedo i concorrenti che continuano incessantemente ad arrivare, applaudo perché mi immedesimo in ognuno di loro.
Mi sento euforico, come alle volte mi capita per qualche bella vittoria, ma questa volta è diverso, sono euforico perché ho la sensazione di aver preso parte ad un'impresa collettiva, e ora che è finita i ricordi sembrano ancora più belli, sento di aver un sacco di cose da raccontare...


Mitico ....
e da domani tutti con 3 rosette con la marmellata e prosciutto e formaggio, yogurt e cereali, caffé e succo d'arancia

+ tutti con il paclite

occhio perchè il prossimo anno tra te e clodovico avete nuovi avversari dopo che ci avete confidato i vostri segreti o-o:mrgreen:
 

littleprince

Pedivella
6 Settembre 2006
404
25
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Ciao a tutti.
Leggere i commenti di tutti i forumendoli sta diventando qualcosa di più di un passatempo. A Soelden c'eravamo anche noi: iscritti in 3, partiti da casa in 2, in griglia 1 e all'arrivo, purtroppo, nessuno. Potrebbe sembrare una debacle in senso assoluto, ma, almeno per quanto mi riguarda, questa trasferta ha impresso indelebilmente nel mio cuore di sportivo il significato del detto "contano più le sconfitte delle vittorie".
Non che puntassi a chissà quale risultato (ho la collezione di spille unter 9 stunden). La condizione fisica c'era e l'abbigliamento era adeguato. Era la convinzione che evidentemente mi mancava. Strano, per uno che da 8 anni a questa parte mette l'Oetzy in cima agli appuntamenti stagionali.
Col tempo che faceva al via, aver girato la bici prima di imboccare il Kuhtai mi era sembrata una liberazione. Ore dopo, invece, vedervi arrivare uno ad uno, da Littleprince (nella foto eccolo fare l'aeroplanino prima dell'arrivo) in poi, mi ha fatto capire di aver lasciato scappare, non UN'occasione, ma L'Occasione dell'anno. Dico con tutta onestà che vi ho invidiato e avrei voluto ritrovarmi anch'io a condividere con gli amici le emozioni e i brividi indescrivibili che, dopo una giornata di fatica e sofferenza, solo la vista del tunnel in cima al Rombo, lo scollinamento alla Mautstelle e quell'ultimo chilometro magico prima del ponticello sanno offrire.
Complimenti a tutti i finisher e grazie per avermi fatto capire che partecipare alle granfondo non è solo cercare il risultato cronometrico.
Ecco perché ho citato le parole del Pallavolista e un saluto particolare a Littleprince a cui devo una birra.

Cristiano.

Dimenticavo, complimenti a Littleprince per la bellissima e meritata vittoria, avevo visto subito che aveva una pedalata davvero facile

@ Cristiano: p.s. non è un aeroplanino, ma un falco ;-) .... Non mi devi alcuna birra, ci siam fatti una bella chiacchierata assieme e la birra era più che dovuta! Grazie Simone... Se c'era il traguardo al Brennero eh??? Bravo cmq, ottima prova come prima esperienza, poi con quel meteo!