Operacion Puerto



...Wendyyy... dammi quella mazza da baseball.....:afraid:
 

spartaco

via col vento
27 Settembre 2005
1.343
1
48
napoli
Visita sito

neanche a me piaqque quella vittoria ha vinto il più forte ma doveva comportarsi meglio non si corre contro il capitano sopratutto quando sta vincendo il giro
 

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
2.550
17
Visita sito


questo sintetizza perfettamente il mio pensiero su che cosa è diventato il clclismo pro ...
 

palmer

Apprendista Scalatore
20 Ottobre 2005
2.442
1.857
vicino a Milano
Visita sito
Bici
Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
C'è un'ulteriore puntata della vicenda Basso. Ecco cosa titola il sito del Corriere della Sera:
«Basso ha paura di finire in un fosso...»
Parole del procuratore del Coni
Leggetevi l'articolo (che purtroppo non riesco a postare) perchè fa veramente pensare
 

gabmor

Apprendista Passista
14 Luglio 2004
846
1
Torino
Visita sito

«È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa...»
«Basso ha paura di finire in un fosso...»

Il procuratore del Coni: «E' stato costretto a fare retromarcia. Nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...»

ROMA
- Forse ha ricevuto minacce, anche di morte. «Nel primo interrogatorio Basso aveva negato tutto, nel secondo ha cominciato a parlare e ha ammesso una parte delle sue responsabilità. Aveva detto che era disposto a fare nomi, cosa che doveva avvenire nel terzo interrogatorio. Sarà stato costretto a fare retromarcia».

MINACCE
- Per Ettore Torri, procuratore antidoping del Coni, dietro alla collaborazione annunciata e poi in parte ritrattata del corridore varesino coinvolto nello scandalo doping spagnolo ci potrebbero essere pressioni esterne. «Hanno paura di perdere il lavoro - ha spiegato Torri - e temono anche danni fisici questi ciclisti. Perchè nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...». «È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa... Questa dell'influenza esterna è solo un'ipotesi, ma molto plausibile. Nomi? Di corridori no, Basso e Scarponi non ne hanno fatti» ha aggiunto Torri.

DEFERIMENTO RINVIATO
- «La prima fase dell'inchiesta si è chiusa e il risultato è meno brillante di quello che ci aspettavamo. Il materiale sarebbe sufficiente per il deferimento, ma abbiamo deciso di rinviarlo» ha poi dichiarato il capo della procura antidoping del Coni. Torri ha spiegato le intenzioni dell'ufficio da lui diretto in merito alla vicenda che ha visto coinvolto Basso e relativa all'operazione spagnola sul doping «Puerto». Torri ha spiegato che il deferimento viene rinviato per attivare la piena collaborazione con le procure coinvolte nelle indagini sul doping.
«Basso ha paura che gli venga tolto il Giro del 2006, che è una cosa a cui tiene molto. E poi c'è la famiglia» ha aggiunto il procuratore del Coni. Torri ha comunque detto che Basso aveva deciso di parlare «per convenienza», perchè pensava di ottenere uno sconto di pena. «È stato sollevato il coperchio su una situazione mondiale. Noi possiamo indagare sugli atleti tesserati in Italia. L'Unione ciclistica internazionale dovrebbe farsi promotrice presso le altre federazioni» ha concluso Torri.
 

Pivens

Apprendista Scalatore
11 Dicembre 2004
2.409
89
Moncalieri
Visita sito
Te lo posto io...
«È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa...»
«Basso ha paura di finire in un fosso...»
Il procuratore del Coni: «E' stato costretto a fare retromarcia. Nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...»
ROMA - Forse ha ricevuto minacce, anche di morte. «Nel primo interrogatorio Basso aveva negato tutto, nel secondo ha cominciato a parlare e ha ammesso una parte delle sue responsabilità. Aveva detto che era disposto a fare nomi, cosa che doveva avvenire nel terzo interrogatorio. Sarà stato costretto a fare retromarcia».
MINACCE - Per Ettore Torri, procuratore antidoping del Coni, dietro alla collaborazione annunciata e poi in parte ritrattata del corridore varesino coinvolto nello scandalo doping spagnolo ci potrebbero essere pressioni esterne. «Hanno paura di perdere il lavoro - ha spiegato Torri - e temono anche danni fisici questi ciclisti. Perchè nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...». «È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa... Questa dell'influenza esterna è solo un'ipotesi, ma molto plausibile. Nomi? Di corridori no, Basso e Scarponi non ne hanno fatti» ha aggiunto Torri.
DEFERIMENTO RINVIATO - «La prima fase dell'inchiesta si è chiusa e il risultato è meno brillante di quello che ci aspettavamo. Il materiale sarebbe sufficiente per il deferimento, ma abbiamo deciso di rinviarlo» ha poi dichiarato il capo della procura antidoping del Coni. Torri ha spiegato le intenzioni dell'ufficio da lui diretto in merito alla vicenda che ha visto coinvolto Basso e relativa all'operazione spagnola sul doping «Puerto». Torri ha spiegato che il deferimento viene rinviato per attivare la piena collaborazione con le procure coinvolte nelle indagini sul doping.
«Basso ha paura che gli venga tolto il Giro del 2006, che è una cosa a cui tiene molto. E poi c'è la famiglia» ha aggiunto il procuratore del Coni. Torri ha comunque detto che Basso aveva deciso di parlare «per convenienza», perchè pensava di ottenere uno sconto di pena. «È stato sollevato il coperchio su una situazione mondiale. Noi possiamo indagare sugli atleti tesserati in Italia. L'Unione ciclistica internazionale dovrebbe farsi promotrice presso le altre federazioni» ha concluso Torri.
Non ho capito una cosa...i dirigenti di quale squadra dovrebbero avergli fato capire qualcosa?
 

brizzo85

Velocista
5 Novembre 2006
5.337
5
41
Battaglia Terme (PD)
Visita sito
Bici
Colnago
mi fa questa storia, sembra che nel ciclismo domini un male oscuro, a cui nessuno può ribbellarsi....una mafia e logge massoniche che insabbiano tutto....il che è in parte vero, ma finchè un atleta lo si condanna a morte dopo una positività all'ematocrito non è che si può attendere una grande collaborazione...
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
254
0
Visita sito


Purtroppo non è così semplice: a maggior ragione se sei condannato pesantemente vorresti farla pagare a chi ti ha portato a essere in quella situazione.
Se NESSUNO, e dico NESSUNO parla è perchè ci sono nomi grossi da fare e gli atleti hanno (a mio avviso giustamente) paura.