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Birillo, conti svizzeri e analisi a Madrid: i punti che scottano
Lindagine Operacion Puerto è scattata il 23 maggio 2006 a Madrid con larresto dei medici Fuentes e Batres, dei d.s. Saiz e Labarta e dellex biker Leon. Per la Guardia Civil era un «sistema criminale»: gli atleti si sottoponevano ad autoemotrasfusione, pratica dopante dal 1985, per avere un sangue più ricco di ossigeno da utilizzare prima delle gare. Ecco i punti che nel dossier chiamano in causa Basso.
1) IL SOPRANNOME BIRILLO A pagina 3, compaiono numeri e soprannomi con cui venivano indicate le sacche di sangue e plasma contenute in una cella frigorifera nel laboratorio di Fuentes. Il numero 2 è associato al soprannome Birillo. Secondo la Guardia Civil, Birillo sarebbe Basso: è il nome del suo cane, anche se il varesino ha sempre negato, presentando alla Procura antidoping un certificato con il nome Tarello.
2) DUE TELEFONATE Il 13 maggio, il d.s. Labarta chiama Fuentes e parlano della tappa di Saltara del Giro 2006: «A 16" è arrivato Birillo con Simoni». Il 14 maggio altra telefonata di Labarta a Fuentes, nel giorno della tappa sulla Maielletta: «Ha vinto un certo Ivan Basso». Il varesino è primo in generale su Gutierrez. Labarta a Fuentes: «Ragazzo, hai... il primo e il secondo».
3) «IL FESTIVAL DI MAGGIO» A pagina 15, un documento su carta intestata Biomedisport Canarias S. A., società amministrata da Fuentes, contiene una lista di «collaboratori e partecipanti al festival di maggio» (cioè il Giro). Sono citati Basso, Serrano, Scarponi, Gutierrez e Ullrich, per la prima volta senza ricorrere a pseudonimi.
4) LE MEDICINE A pagina 20 (pagamenti per prodotti e consulenze), c'è il documento n. 91: Birillo lleva (prende) 2 x plasma, 3 xHM (gonadotropina), 10 parches (cerotti di testosterone), codigo cuenta suiza (codice conto svizzero).
5) LAGENDA CON I PRELIEVI La Guardia Civil di Madrid ha sequestrato a Fuentes unagenda con il calendario di prelievi e reimmissione di sangue che testimonierebbe del rapporto tra Ivan Basso e il medico sin dal 2004. In agenda sono indicati sia lo pseudonimo (Birillo), sia il numero (2).
6) PAGAMENTI Ricevute di pagamenti del 2004 pari a 35.000 euro per il trattamento dopante e 6.000 euro per «uso di Siberia» (il sangue congelato), e di 70.000 euro nel 2006 «da definire individualmente».
7) GLI SMS Sono stati intercettati alcuni sms che Basso avrebbe inviato, dal suo cellulare, a Fuentes dopo la conclusione del Giro 2006.
8) LE ANALISI DEL SANGUE Cè il dettaglio dellanalisi del sangue che Basso avrebbe fatto, nel novembre 2005 a Madrid con lematologo Merino Batres.
Parla Ettore Torri, capo della Procura antidoping del Coni e cicloamatore
"Chiederò a Basso di sottoporsi al test del Dna, spero mi dia una risposta affermativa", parola di Ettore Torri.
E se non le darà lautorizzazione? "Andremo avanti lo stesso. Lesame è utile, ma non determinante. Ritengo ci siano già elementi sufficienti per tirare delle conclusioni".
Ma linchiesta non era archiviata? "La Procura aveva chiesto unarchiviazione con riserva. Con il mio vice, lavvocato Cosenza, in realtà siamo sempre andati avanti. E abbiamo subito cominciato a bussare alle porte della magistratura spagnola".
Fino ad avere il materiale? "Abbiamo bussato con insistenza. Alla fine ci hanno aperto, inviandoci la parte di materiale degli italiani".
Ci sono elementi interessanti? "Questo è un momento in cui meno cose diciamo, meglio è. Mettiamola così: gli elementi in nostro possesso ci hanno imposto la riapertura dellinchiesta e la convocazione di Basso".
E un eventuale deferimento? "Prima dell'inizio del Giro dItalia. Poi stabilire il da farsi spetterà alla Disciplinare della Federciclismo".
Lei ama il ciclismo: che cosa prova? "Angoscia e dolore. Mi piange il cuore, ma ricercare la verità e andare avanti nella lotta al doping è un dovere. Mi sconcerta il fatto che numerosi atleti spagnoli, se lUci non farà qualcosa, resteranno impuniti. Purtroppo il ciclismo è la disciplina più colpita. E un male che si può limitare, ma temo che tornare indietro sarà impossibile. Il ciclismo di oggi richiede sforzi sovraumani e laiuto farmacologico diventa una necessità".
Lei va ancora in bicicletta? "Certo, un tempo ho vinto un titolo italiano per magistrati e avvocati. Oggi, a 76 anni, la chiamo cicloterapia. Comunque i miei 70-80 chilometri li faccio. Non tutti i giorni, però".