dalla Gazzetta dello Sport (on-line)
Le reazioni
GIUSEPPE MARTINELLI (Ex d.s. Marco Pantani)
"Difficile fare paragoni, sono storie diverse. Ma il presidente Di Rocco è uomo di sport, ha detto bene, ha detto la verità. Se Basso è riuscito a sputare il rospo è perché ha dimostrato carattere: ma è anche vero che si sente più tutelato, a differenza di quello che capitò al mio Marco. Basso questa volta non ci ha deluso".
GIANNI BUGNO (Ex corridore e segretario Assocorridori)
"Per me non cambia nulla, la mia stima nei confronti di Basso resta immutata. Ma ribadisco con forza che a farne le spese è sempre il corridore. Possibile che la squadra e chi dormiva con lui non sapesse niente? Mi meraviglia che queste cose escano sempre a pochi giorni dal Giro d'Italia. Lui ha avuto il coraggio di ammettere le sue colpe ma nei momenti migliori della carriera nessuno ha aperto bocca. L'Operacion Puerto? Mi meraviglio che si parli solo di ciclismo, visto che nella lista ci sono tante altre discipline sportive".
ANGELO ZOMEGNAN (Resp. organiz. manifest. ciclistiche RCS Sport)
"Ivan ha fatto un gesto di grande coraggio. Mi allineo in pieno a ciò che ha detto il presidente federale Di Rocco, ha interpretato perfettamente quello che è il sentimento del mondo del ciclismo. Ora non bisogna lasciarlo solo. Quali ripercussioni sul Giro d'Italia che scatta sabato? Non ne vedo al momento. Non vedo big che possano rinunciare alla corsa".
IVANO FANINI (Patron dell'Amore&Vita)
"Lo sapevo che sarebbe andata a finire così. Lo avevo immaginato parlando con Lombardi, il suo manager. Potrebbe essere la grande occasione di far cambiare le cose. Basso sa tutto di tutto il movimento. Ha già dimostrato di essere intelligente, di avere capito che la strada è quella giusta. Ora spero che capisca: non deve pensare solo a salvare la sua posizione, mi auguro che faccia qualcosa di importante. A livello di ciclismo in generale, intendo. E poi potrebbe fare l'uomo immagine della lotta al doping. L'invito ad unirsi a me? La mia proposta è sempre valida. Mi sono sentito con Lombardi: se vogliono fare una cosa a livello mondiale noi siamo a disposizione come squadra e sponsor. Siamo pronti a fare tutto il possibile".
DAVIDE REBELLIN (Gerolsteiner)
"Confido nelle capacità di Basso di riprendersi da una situazione difficile. Al di là dell'inchiesta che lo vede coinvolto, Ivan ha sempre vinto fin dagli esordi in bicicletta. Senza di lui la corsa rosa al via sabato prossimo avrà un pronostico più allargato per il successo finale con Cunego, Simoni e Savoldelli a darsi battaglia sulle salite decisive dell'ultima settimana".
FRANCO BALLERINI (C.t. Nazionale)
"Quella del presidente Di Rocco è una gran bella frase, che fa onore all'uomo: non lasciare solo Ivan Basso, in un frangente del genere è rivolto all'opinione pubblica. Significa: Ivan Basso è un bravo ragazzo, non è un bandito. Ivan e i giudici hanno indicato la linea da seguire. Si è pentito, ma non è "il pentito del ciclismo": ha sbagliato, ha ammesso il suo errore, è giusto che paghi, ma sia chiaro, Ivan non è un delinquente, quindi cautela nei giudizi".
PAT MCQUAID (Presidente Uci)
"Nessuno lascerà solo nessuno. Se vuole, Basso avrà il supporto dell'Uci, di sicuro noi non lo lasceremo solo. Ma una cosa è certa: le regole vanno rispettate, non potranno essere previsti sconti di pena, come previsto dalle sanzioni Wada. Sono triste perchè apprendere che Basso ha praticato o frequentato situazioni illecite, mi sembra veramente uno... spreco di talento. Ma è anche vero che l'eventuale collaborazione con la giustizia del corridore è il segnale che ora sui corridori c'è una pressione forte, e che si deve chiudere un capitolo. E così la cosa migliore è confessare e andare oltre. In termini politici questa vicenda ripropone le relazioni tra Uci e federazioni nazionali - dice riferendosi al caso italiano - quando abbiamo inviato il dossier Puerto in Italia eravamo convinti che c'era qualcosa su cui indagare. Ora chi troppo in fretta archiviò il caso deve riflettere. Se non fossimo stati sicuri, non ci saremmo sbilanciati. Detto questo, anche l'Uci non lascerà solo Basso, come tutti gli altri in queste condizioni".
PALMIRO MASCIARELLI (Patron Acqua&Sapone-Mokambo)
"Ha fatto bene, un pò tardi, ma ha fatto bene. È inutile cercare di nascondere la verità. Se lui fosse stato sincero, probabilmente avrebbe potuto già gareggiare. Sette sacche di sangue mi sembrano una cosa surreale, da ex ciclista non me l'aspettavo. Queste cose non fanno bene al movimento. Altri nomi? Ci sono già, ma Basso deve pensare a se stesso. Nella lista di Fuentes, già medico della squadra Kelme, i nomi ci sono già: sono una cinquantina di ciclisti e altri atleti di discipline differenti, in totale duecento. L'Uci (Unione ciclistica internazionale, ndr) farebbe bene a muoversi in altro modo e la Wada (Agenzia mondiale antidoping, ndr) dovrebbe focalizzarsi anche su altri sport".
Avete letto come lo stanno difendendo? Incredibile come si voglia chiudere gli occhi davanti a quello che è accaduto: cioè se la Procura Anti-doping del Coni non avesse ricevuto le oltre 6000 pagine dalla Spagna con nuovi riscontri, e il procuratore non gli avesse detto: con queste carte ti inchiodano alle tue responsabilità e ti becchi 2 anni, questo miserabile, piccolo uomo avrebbe continuato a prendere per il culo tutti quanti, rubando soldi e vittorie a chi se li merita davvero. Infatti solo a questo punto il verme ha deciso di collaborare, quando ha capito di non avere più alternative... e adesso gli consentiranno pure di tornare a correre, magari al Giro 2008... che bello spettacolo per noi appassionati, gente pura e che ci crede davvero nello sport.
E tutti i mesi passati a professarsi innocente? e le interviste in cui si dichiarava vittima? Sei un pagliaccio, hai tolto dignità al nostro sport.
Altrochè sconto di pena visto che ha confessato!! Ma scherziamo??? Pena triplicata, per tutto il danno che ha creato al ciclismo e ai suoi colleghi!! Restituisca la vittoria del Giro a Simoni, e tutti i guadagni collegati.