Basso si è dopato. Basso ci ha solo provato.
Per la giustizia sportiva le due cose sono esattamente uguali.
Attenzione... Nella giustizia sportiva... Nella giustizia ordinaria la cosa cambia... E non di poco... C'è un abisso...
Ammettere l'uso effettivo comporterebbe un processo anche da parte della giustizia ordinaria...
Come ho letto precedentemente... Non chiediamogli il suicidio...
Non so in quanti di quelli che scrivono indignati o scandalizzati dal comportamento di Basso abbiano visto la conferenza stampa INTEGRALE...
Lui ha ammesso le sue colpe. Ha detto per primo che sa benissimo che per la giustizia sportiva "l'averci provato" o "l'averlo fatto" è la stessa cosa. Lui per primo ha detto che pagherà per questo.
Ha detto che dopo aver vinto il Giro 2007 (ricordiamoci l'anno prima cosa è successo sullo Stelvio... Giro in mano e poi crisi nera... Giro perso...) ha avuto un momento di debolezza... Era il primo anno in cui andava al Tour da strafavorito. Non c'era più LA e il suo successore sul gradino più alto ai Campi Elisi era già scritto fosse lui... Già scritto da noi ciclisti appassionati, già scritto dai giornali, già scritto da TUTTI...
L'ha ammesso. Ha avuto un "momento" di debolezza... E ci è cascato...
E' un essere umano. E ha sbagliato. L'ha detto lui. Lo dicono le prove contro di lui. E per questo pagherà...
Non mi interessa se abbia confessato ed accettato di collaborare per avere sconti di pena o meno... O perchè tanto cmq ormai era con le spalle al muro... L'ha fatto.
E, come ha detto lui per primo in conferenza stampa, e come ha ribadito anche il procuratore Torri successivamente, ha collaborato.
Come? Dando indicazioni su come, dove, quando... Ha dato indicazioni sul sistema, ha spiegato le dinamiche e le metodiche...
Non ha fatto nomi. Certo. E lo capisco. Sapete perchè? Perchè Basso, pur essendo un ciclista di alto livello (qualcuno adesso penserà che invece è un poverino che si dopa... certo... Basso era una schiappa e ha fatto quello che ha fatto "SOLO" con le sostanze illecite... ma non diciamo fesserie, per favore...) non può permettersi di fare nomi di altri ciclisti. Ma non come qualcuno crede, e scrive, per il fatto che poi sarebbe escluso dal gruppo, non potrebbe più tornare a correre...
Proviamo un attimo a pensare a cosa vorrebbe dire fare nomi e cognomi di altri corridori... Coinvolgere altre squadre... Milioni di euro al vento... Investimenti degli sponsor letteralmente bruciati... Credete che qualcuno di questi "signori" non gliela farebbe pagare? (ricordiamo la storia delle scommesse che uscì dietro allo stop del Pirata a Campiglio...)
E' una persona, prima che un ciclista. Ha una famiglia con 2 bambini piccoli.
Ripeto... Non chiediamogli il suicidio...
Ha sbagliato. E spero che per questo paghi.
Ma allo stesso tempo spero che torni. E che possa dare dimostrazione che è stato davvero uno sbaglio, un momento di debolezza.
Un ladro che ruba, finisce in prigione. Sconta la sua pena. Esce. La vita di certo non gli sorriderà, ma la sua pena l'ha scontata.
Se il furto (o come nel nostro caso, che sia vero o meno poco importa, il tentato "furto") è stato commesso in un momento di debolezza, la persona non credo sia da buttare...
Gli si dia un'altra possibilità...
E i fatti che, spero, farà gli possano dare ragione...
In bocca al lupo, Ivan!!
Condivido il lato umano della tua descrizione (sicuramente in primis bisogna tutelare la persona per evitare che si ripetano scene già viste), però dal punto di vista sportivo non è stato corretto (e parlo del suo atteggiamento). Sembra troppo una cosa studiata a tavolino.
Cmq a questo punto conviene aspettare per vedere cosa accade (speriamo non sia l'ennesima speranza vana).
