Operacion Puerto

march

Apprendista Cronoman
28 Gennaio 2005
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Ghezzano (Pisa)
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Grazie Chopper.

Ecco l'articolo in italiano:
05/06/2007 Manzano: «In Spagna nulla è cambiato e Valverde c'entra eccome»
Nulla è cambiato, parola di Jesus Manzano. L'ex ciclista spagnolo, uno dei principali pentiti nell'inchiesta Operacion Puerto sul doping in Spagna, accusa pesantemente la giustizia del suo Paese.
«La verità è che in Spagna tutti gli incriminati stanno continuando ad esercitare», ha detto in un'intervista a L'Equipe. Manzano, che nel settembre dello scorso anno rivelò di essersi sottoposto ad un ciclo di 20 iniezioni di Epo praticate dal medico Eufemiano Fuentes, ha assicurato di aver fornito agli inquirenti «una montagna di prove». Ad aver ostacolato le indagini, tuttavia, ci sarebbero state «troppe pressioni e troppi interessi in gioco». Manzano raccontò alla tv tedesca Zdf di essersi intrattenuto più volte in un albergo della cittadina castigliana di Torrejon de Ardox, in cui c'era, disse, «parecchia gente», tra cui tre campioni dell'atletica legggera spagnola e «un calciatore di uno dei principali club di Spagna». Ma la giustizia spagnola, accusa oggi l'ex corridore della Kelme, è rimasta ferma. «Sono disposto a continuare questa battaglia soltanto se serve a cambiare qualcosa. In Italia, Francia e Germania le cose cambiano. In Spagna si preferisce tirare avanti, qui nulla è cambiato. Non credo nella giustizia del mio Paese», ha detto. Manzano, che mercoledì dovrebbe essere ascoltato dalla magistratura di Roma, è stato uno dei principali testimoni della rete di doping ematico messo in atto da Fuentes, le cui attività hanno coinvolto anche Jan Ullrich e Ivan Basso. Tra i nomi tirati in ballo dall'ex corridore c'è quello di Alejandro Valverde: «Era nella Kelme e ci vogliono far credere che fosse l'unico che correva a base di lattuga. E' chiaro che è coinvolto fino al collo nella vicenda Fuentes». Manzano ha anche segnalato alla magistratura spagnola, che ha archiviato l'inchiesta perché precedente all'entrata in vigore della legge sul doping, i nomi del suo ex direttore Vicente Belda e del responsabile della Caisse d'Erpagne Josè Miguel Echavarri. Sull'ex direttore sportivo della Once, Manolo Saiz - uno degli arrestati insieme a Fuentes - l'ex ciclista ha spiegato che «è impegnato a recuperare i suoi soldi» e che presto tornerà nel mondo del ciclismo. Manzano ha rivelato anche che durante la Vuelta di Spagna le dosi di Epo viaggiavano con la carovana, mentre in Francia il prodotto veniva somministrato da un'infermiera - definita «la colomba bianca» - moglie di un meccanico che ha ricevuto 27.000 euro. Il sistema messo a punto da Fuentes, inoltre, funzionava anche con la complicità della giustizia sportiva spagnola. Un laboratorio omologato dall'Unione ciclistica internazionale, infatti, era incaricato - secondo Manzano - di avvertire i medici delle squadre quando inviava i suoi ispettori per i test antidoping. Ma l'ex corridore, parlando delle morti di José Maria Jimenez, suo amico, e di Marco Pantani, ha anche collegato il doping alla dipendenza di molti ciclisti alle sostanze stupefacenti. «Sono molti i corridori dipendenti da coca, eroina o farmaci. E non solo ciclisti».

Fonte: Tuttobici Web
 

accio1965

Apprendista Scalatore
30 Agosto 2004
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siena
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ho letto solo adesso il post di march con le diciarazioni di Marzano, dico io ma se in Spagna non fanno niente perchè non inteviene direttamente l'UCI? mi sembra veramente assurdo le prove sono le stesse che hanno portato o porteranno alla sospensione per due anni degli altri atleti coinvolti ma per gli spagnoli invece non viene fatto niente?
 

valmarani

Pignone
19 Dicembre 2006
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I tre sospettati di aver assunto salbutamolo.
E il portiere Pagotto accusato ancora per la cocaina
Ombre doping anche sull'ultimo Giro
Petacchi, Piepoli e Mayo sono positivi


di EUGENIO CAPODACQUA

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Alessandro Petacchi

ROMA - Ombre di doping sull'ultimo Giro d'Italia. Tre ciclisti di peso, due dei quali italiani e famosi, sono risultati positivi all'antidoping. "Non negativi", come recita la formula utilizzata da tempo, sono la maglia ciclamino Alessandro Petacchi, uno dei più forti sprinter al mondo, lo scalatore Leonardo Piepoli, gregario di lusso di Gilberto Simoni, e lo spagnolo Iban Mayo, compagno di Piepoli nella Saunier Duval, insieme alla Liquigas di Di Luca la squadra più competitiva che si è presentata all'ultimo Giro. I tre ciclisti sono risultati positivi al salbutamolo, antiasmatico con effetto anabolizzante di fronte a un uso in grandi dosi. Le quantità trovate nelle urine sono importanti: tra i 1400 e i 1800 nanogrammi quando il limite massimo è pari a mille.

Nell'ultimo Giro Petacchi, dopo un avvio nervoso, ha trovato lo scatto vincente in cinque tappe, compresa l'ultima di Milano dove è riuscito ad arrivare resistendo alle dure tappe alpine. Piepoli ha fatto sua, invece, la tappa conclusa al santuario della Madonna della Guardia, a Genova, mentre Mayo ha condotto (e vinto) in solitudine la Treviso-Terme Comano, diciannovesima, di 179 chilometri.



Sul fronte del calcio è la cocaina a colpire un altro giocatore, un portiere. Angelo Pagotto, estremo difensore del Crotone, è risultato positivo per la seconda volta per la presenza nelle urine di benzoilecgonina, un metabolita della cocaina. Il test che lo inchioda è relativo a un controllo del 28 aprile scorso nel match tra Crotone e Spezia, in serie B. Pagotto adesso rischia la radiazione perché per lui si tratta della seconda positività, dopo quella del 1999 quando militava nel Perugia (Fiorentina-Perugia). Sempre per cocaina. La sorte che è già toccata all'ex del Siena, Jonathan Bachini, recidivo e radiato a marzo dello scorso anno.

Un filo bianco (di coca) unisce tante vicende di certo calcio nostrano. La più sconcertante è quella di Diego Armando Maradona, positivo per ben tre volte, la prima dopo Napoli-Bari del 17 marzo 1991 (squalificato per 15 mesi). Per mesi e mesi "el pibe de oro" era stato seguito dall'Istituto di scienza dello sport del Coni, allora diretto dal professor Dal Monte, ma nonostante i test quasi quotidiani nessuno si accorse della sua tossicodipendenza. Poi fu la volta di Caniggia, nel '94. Più di recente il fantasista della Sampdoria Francesco Flachi e il portiere del Messina Nicholas Caglioni.

(14 giugno 2007)
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