Operacion Puerto

senna977

Ammiraglia
14 Ottobre 2005
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capisce la situazione, legge i documenti, lo rassicuro mettendo a disposizione volontariamente il mio Dna per qualsiasi confronto non avendo in prima persona nessun dubbio (sono stato io il primo atleta al mondo a dare il consenso): mi assumono così nella squadra italiana.
Anche lui ha letto, dopo che ho l'ho recuperata dai fascicoli imputati a Basso, un'intercettazione tra Fuentes e Labarta, il quale commentando l'arrivo della tappa del Giro Italia di Passo Lanciano, chiede chi fosse Caruso quarto classificato, perché non lo conosceva: questo conferma che Fuentes non sapeva neppure della mia esistenza, pur appartenendo alla Liberty Seguros.
Gennaio 2007: inizio la stagione con la Lampre, mi preparo per il Giro d'Italia, ma 10 giorni prima della manifestazione (quando scoppia il caso Basso, ndr), Saronni mi informa che, per evitare problemi di etica non chiara, mi vieta la partecipazione al Giro d'Italia. Sconfortato e deluso non capisco, ma ho una gran voglia di fare chiarezza.

A questo punto decido di affrontare di petto la situazione e scrivo a Torri, chiedendo udienza per chiarire. Torri riceve la mia lettera, accoglie la mia richiesta e convoca un incontro informale in data 11 di giugno. Ricordatevi bene questa data...
A Torri spiego la mia situazione, lui si meraviglia di come - in base ad elementi inesistenti - la mia squadra sia stata obbligata a lasciarmi a casa dal Giro d'Italia.
Mi rassicura, presente il mio avvocato, dicendomi che lui le mie carte le ha già analizzate a suo tempo, al momento del deferimento per Basso e Scarponi visto che anch'io ero un atleta italiano coinvolto nella stessa Operacion Puerto, ma che le ha ritenute prive di elementi accusatori degni della minima rilevanza e aveva di proposito evitato una mia inutile convocazione. E decide addirittura di aiutarmi (queste le sue parole!) promettendomi di scrivere lui stesso una lettera chiarificatoria definitiva alla mia societa, all'Uci e agli organizzatori del Tour, cosi che io possa riprendere la mia attività in primis proprio dal Tour in modo attivo e sereno, senza equivoci.

Torno a casa motivato, prendo la bici e la cavalco per 7 ore con rabbia e senso di liberazione, pensando che finalmente posso guardare ad un futuro sereno.
Dopo pochi giorni già sono costretto ad inoltrare una serie di solleciti presso Torri e alla sua segretaria per avere il documento chiarificatorio della mia situazione.
Le risposte sono sempre le stesse.... "domani arriverà.. stiamo lavorando in un periodo intenso per la procura... faremo il possibile per risolvere tempestivamente la sua situazione..."!
Passano cosi i giorni e le settimane e si arriva sino a 7 giorni prima della partenza del Tour. Stremato e deluso dell'attesa, il LUNEDI precedente la partenza della Grande Boucle chiamo ancora la segretaria di Torri pregandola di inviarmi immediatamente il documento, in quanto il MARTEDI ci sarebbero state le visite mediche del Tour e quindi la mia partenza. La segretaria per l'ennesima volta mi promette che sicuramente nel pomeriggio mi sarebbe stato recapitato il documento. Riattaco il telefono ed ansioso inizia la mia attesa.

ORE 13 ricevo la telefonata dal mio procuratore Johnny Carera il quale di informa di avere ricevuto a sua volta notizia dall’avvocato Cecconi che il signor Torri mi ha deferito chiedendo due anni di squalifica! Al momento penso ad uno scherzo, poi inevitabilmente crollo dalla sedia perche penso sia IMPOSSIBILE, scoppio in lacrime con la voglia di buttarmi nel vuoto dal balcone, per un atto di tradimento e ingiustizia da parte di Torri, al quale ho scritto personalmente, a lui mi sono sempre affidato e in lui ho creduto. Mi trattengono solo la mia Fede religiosa e il rispetto per il mio corpo, la mia dignità, i miei familiari sempre presenti al mio fianco.
Gli elementi di accusa? Gli stessi che di fronte a me, a quattr'occhi, aveva giudicato "privi di una seppur minima rilevanza accusatoria". La sua spiegazione di fronte a questa presa di posizione? "Ho cambiato idea...".
Io sono disperato e adirato: nelle regole dello sport c'è sì di staccare o battere il proprio avversario. Ma lo si fa lealmente, non a gamba tesa: sembra invece che queste regole nel mondo civile non valgano più. Per fortuna ho tutta la mia famiglia,la mia ragazza, alcune amicizie profonde, il mio procuratore sempre molto vicini e solo con loro sono riuscito a superare questo ennesimo brutto momento, aspettando a questo punto la convocazione della Disciplinare.
Il 20 SETTEMBRE arriva la convocazione... e si fa attendere molto!
Dal 3 di luglio, data del Deferimento di Torri, al 20 settembre passano 77 giorni!
Ma tant'è, mi presento di nuovo con l'avvocato Cecconi, rispiegando la situazione e addirittura - per evitare problematiche - presento una memoria chiarificatoria di uno specialista ematologo (il dott. Ingrillì, primario dell'ospedale Forlanini di Milano) che dimostra che negli ultimi 5 anni (analisi mediche alla mano) non ho mai avuto nessuno scompenso ormonale che dimostri assunzione di alcuna sostanza vietata.
In particolare il mio valore di ematocrito più alto nel quinquennio si fa registrare a dicembre 2005, con un punteggio pari a 45,3 a riposo, mentre in periodo agonistico non supero mai il valore dei 43,7 punti percentuali.
Si riservano di decidere e attendo con fiducia un loro pronunciamento.
Non è normale che non mi diano il loro pronunciamento subito, come SEMPRE fanno con tutti, ma mi dico: "dovranno analizzare meglio la perizia che gli ho portato", e allora accetto che mi rimandino la decisione di qualche giorno. Qualche giorno...
Ora la cosa piu drammatica è che nel frattempo il regolamento di giurisdizione antidoping Coni-Fci subisce più di un cambiamento, coloro che debbono amministrare la materia, a mia richiesta di tempestivo pronunciamento, rispondono o più volte che non sanno che pesci prendere ma il fatto è che dopo 140 giorni dalla richiesta di deferimento (chiedo troppo di essere giudicato in tempi normali?...) sto ancora aspettando il giudizio: non essendoci nessuna causa fondata, penso che nessuno abbia realmente il coraggio di assolvermi, visto il terrorismo che si è creato in Italia sulla questione sul doping, per cui c'è una grande paura di esprimere una assoluzione per un atleta per la possibile lotta di poteri forti tra Coni, Federazione e Giudice di Ultima Istanza o qualche altro membro istituito ultimamente.

Come ultima spiaggia mi affido a voi, con una briciola di speranza per poter vivere dignitosamente, per fare chiarezza di cosa succede veramente in quei Grandi Palazzi.
Io non ho piu una lacrima da versare, il mio lavoro è il ciclismo e sono 6 mesi che non percepisco stipendio dalla mia squadra: in avvocati ho già speso abbastanza e, come capite, poc'altro mi resta. Cosa fare ancora? Affranto e inc...to nero mi sforzo ogni giorno facendo una fatica sovrumana a non voler perdere la fiducia nella Giustizia e soprattutto nella VITA.
Spero che un giorno un Magistrato leggendo questa lettera possa indagare a capire che gli atleti non sono merce di scambio per coloro che dirigono Palazzi con lotte politiche.

GiamPaolo Caruso
 

gasht

Maglia Amarillo
6 Febbraio 2005
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Bici
con gruppi shimano
o uno è colpevole o uno è innocente. l'italia è l'unico posto dove una può essere un po' incinta.
mi spiace per caruso che si sta battendo con un titano di nome burocrazia italiana.
 

adrianosan

Pedivella
10 Maggio 2007
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Come vicenda la ritengo molto triste e se un professionista arriva a tanto non credo abbia scheletri nell'armadio, perchè altrimenti avrebbe chiuso definitivamente. Spero per lui che si risolva tutto quanto prima.
 

Rag. Addict

Apprendista Cronoman
19 Giugno 2006
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Bici
bi emme scì
La Commissione disciplinare della Federciclismo ha fissato per il 6 dicembre alle ore 15, la data della seduta, durante la quale sarà trattato il caso di Giampaolo Caruso, deferito dall'Ufficio di Procura antidoping del Coni, con riferimento all'inchiesta spagnola sul doping, denominata 'Operacion Puerto'. La seduta si svolgera' presso gli Uffici della Fci, allo Stadio Olimpico di Roma.
 

ciclista statunitense

Apprendista Scalatore
15 Dicembre 2004
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Bici
una trentina di bici le più svariate
L'unica colpa di Caruso è quella di essere un ciclista....

Allora cosa si dice di queste parole:

"io da Fuentes NON ci sono mai andato e non per un caso fortuito della mia carriera... no.
Non ci sono andato per scelta anche se - la cosa è oggi di dominio pubblico anche se allora direttamente non ne ero affatto al corrente - lui era il medico di riferimento della mia squadra: a me non sono mai piaciute le chiacchiere che già allora si facevano su quel medico."

Mi spiace davero per Caruso, ma nel contempo, lui non ha il diritto di dire che è del tutto innocente. Lui ha scelto la sua squadra conoscendo chi era nell'organico della squadra. Conosceva la reputazione di Fuentes ed ha lo stesso accettato di correre per la squadra. Bastava una piccola clausa nel suo contratto che diceva espressamente che rifiutava essere trattato dal Dr. Fuentes. Conosco uno che si è fatto il contratto proprio così per evitare eventuali difficoltà
 
B

bigbesic

Guest
Allora cosa si dice di queste parole:

"io da Fuentes NON ci sono mai andato e non per un caso fortuito della mia carriera... no.
Non ci sono andato per scelta anche se - la cosa è oggi di dominio pubblico anche se allora direttamente non ne ero affatto al corrente - lui era il medico di riferimento della mia squadra: a me non sono mai piaciute le chiacchiere che già allora si facevano su quel medico."

Mi spiace davero per Caruso, ma nel contempo, lui non ha il diritto di dire che è del tutto innocente. Lui ha scelto la sua squadra conoscendo chi era nell'organico della squadra. Conosceva la reputazione di Fuentes ed ha lo stesso accettato di correre per la squadra. Bastava una piccola clausa nel suo contratto che diceva espressamente che rifiutava essere trattato dal Dr. Fuentes. Conosco uno che si è fatto il contratto proprio così per evitare eventuali difficoltà


prima di risponderti...

volevo sapere da qualcuno se è stato squalificato Caruso per queste accuse?
 
B

bigbesic

Guest
Allora cosa si dice di queste parole:

"io da Fuentes NON ci sono mai andato e non per un caso fortuito della mia carriera... no.
Non ci sono andato per scelta anche se - la cosa è oggi di dominio pubblico anche se allora direttamente non ne ero affatto al corrente - lui era il medico di riferimento della mia squadra: a me non sono mai piaciute le chiacchiere che già allora si facevano su quel medico."

Mi spiace davero per Caruso, ma nel contempo, lui non ha il diritto di dire che è del tutto innocente. Lui ha scelto la sua squadra conoscendo chi era nell'organico della squadra. Conosceva la reputazione di Fuentes ed ha lo stesso accettato di correre per la squadra. Bastava una piccola clausa nel suo contratto che diceva espressamente che rifiutava essere trattato dal Dr. Fuentes. Conosco uno che si è fatto il contratto proprio così per evitare eventuali difficoltà

Rileggendo tutta la lettera sembra che Caruso non sia ma stato squalificato,
sono stati i dirigenti della lampre a non farlo correre per paura di qualche scandalo.
....a me sembra che Caruso si sia comportato bene; non è andato da Fuentes, ha dato il dna alla lampre e' andato anche dal procuratore per chiedere un aiuto...
ma ...
il giustizìere cosa fa??? gli tende una trappola...

Cosi cosa sperano che qualcuno faccia i nomi....o-o
 

ciclista statunitense

Apprendista Scalatore
15 Dicembre 2004
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Bici
una trentina di bici le più svariate
Rileggendo tutta la lettera sembra che Caruso non sia ma stato squalificato,
sono stati i dirigenti della lampre a non farlo correre per paura di qualche scandalo.
....a me sembra che Caruso si sia comportato bene; non è andato da Fuentes, ha dato il dna alla lampre e' andato anche dal procuratore per chiedere un aiuto...
ma ...
il giustizìere cosa fa??? gli tende una trappola...

Cosi cosa sperano che qualcuno faccia i nomi....o-o

E' un po' come colui che sa che c'è un quariere malfamato della città dove vigge la droga. Tutti parlano del rischio nel andare lì, ma il tipo ci va lo stesso con compagni chi vi sono implicati ed in una razzia della polizia viene preso pure lui. Puo dire quello che vuole, ma la polizia non lo darà facilmente retta. Per me, in un caso de genere è il tipo che è colpevole di essere assai sciocco per essersi andato inizialmente. Caruso ha preso una decisione di andare nella squadra sapendo tutto della squadra. Poi nonostante avesse capito tutto ci è rimasto... Questo dimostra che ha guardato la sua situazione ed ha deciso sulla base di quello che era più a suo favore. Poi se rileggete quello che ha detto, non dice mai di non essersi mai fatto trattare dal dottore Fuentes, solo che non è mai andato a trovarlo... Infatti ci sono prove che è stato visitato dal dottor Fuentes.

Dal mio punta di vista ci sono tre colpevoli in quest'affare: Caruso, il suo procuratore e chiaramente Torri. Puoi dividere la colpa come vuoi ma nessuno dei tre è del tutto innocente e senza colpa. Purtroppo spesso sono i soldi che rendono ciechi.
 
B

bigbesic

Guest
E' un po' come colui che sa che c'è un quariere malfamato della città dove vigge la droga. Tutti parlano del rischio nel andare lì, ma il tipo ci va lo stesso con compagni chi vi sono implicati ed in una razzia della polizia viene preso pure lui. Puo dire quello che vuole, ma la polizia non lo darà facilmente retta. Per me, in un caso de genere è il tipo che è colpevole di essere assai sciocco per essersi andato inizialmente. Caruso ha preso una decisione di andare nella squadra sapendo tutto della squadra. Poi nonostante avesse capito tutto ci è rimasto... Questo dimostra che ha guardato la sua situazione ed ha deciso sulla base di quello che era più a suo favore. Poi se rileggete quello che ha detto, non dice mai di non essersi mai fatto trattare dal dottore Fuentes, solo che non è mai andato a trovarlo... Infatti ci sono prove che è stato visitato dal dottor Fuentes.

Dal mio punta di vista ci sono tre colpevoli in quest'affare: Caruso, il suo procuratore e chiaramente Torri. Puoi dividere la colpa come vuoi ma nessuno dei tre è del tutto innocente e senza colpa. Purtroppo spesso sono i soldi che rendono ciechi.


HO CAPITO COSA VUO DIRMI...
QUELLO CHE PENSO PERò è CHE CARUSO HA GIà PAGATO ED è ORA CHE TORNI A CORRERE...MA SE IL GIUSTIZIERE A QUALCHE "NUOVA" PROVA PER ACCUSARLO LA TIRI FUORI AL + PRESTO...IN MODO DA CHIARIRE LE COSE!!o-o
 

Matteo

Apprendista Passista
21 Ottobre 2006
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Erba
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E' un po' come colui che sa che c'è un quariere malfamato della città dove vigge la droga. Tutti parlano del rischio nel andare lì, ma il tipo ci va lo stesso con compagni chi vi sono implicati ed in una razzia della polizia viene preso pure lui. Puo dire quello che vuole, ma la polizia non lo darà facilmente retta. Per me, in un caso de genere è il tipo che è colpevole di essere assai sciocco per essersi andato inizialmente. Caruso ha preso una decisione di andare nella squadra sapendo tutto della squadra. Poi nonostante avesse capito tutto ci è rimasto... Questo dimostra che ha guardato la sua situazione ed ha deciso sulla base di quello che era più a suo favore. Poi se rileggete quello che ha detto, non dice mai di non essersi mai fatto trattare dal dottore Fuentes, solo che non è mai andato a trovarlo... Infatti ci sono prove che è stato visitato dal dottor Fuentes.

Dal mio punta di vista ci sono tre colpevoli in quest'affare: Caruso, il suo procuratore e chiaramente Torri. Puoi dividere la colpa come vuoi ma nessuno dei tre è del tutto innocente e senza colpa. Purtroppo spesso sono i soldi che rendono ciechi.

Al limite si potrebbe accusarlo di "favoreggiamento" (anche se la parola mi sembra un po' grossa: parliamo di frode sportiva eventuale, non di omicidio) nei confronti della squadra e di Fuentes, ma se non si è dopato (e non ci sono prove che sia stato "curato" da Fuentes) non è possibile metterlo sullo stesso piano di chi si è autotrasfuso ecc. Mi sembra un approccio un po' giustizialista o-o
 

march

Apprendista Cronoman
28 Gennaio 2005
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Ghezzano (Pisa)
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AMBURGO - Il porta voce del tribunale di grande istanza di Amburgo ha annunciato che il medico spagnolo, Eufemiano Fuentes, implicato nel caso doping che riguarda il corridore tedesco Jan Ullrich, sara' ascoltato come testimone nei prossimi mesi. Un interrogatorio che rischia di mettere ancor piu' nei guai Ullrich, che ha sempre negato di avere fatto ricorso a doping del sangue, visto che negli uffici del medico al centro dell'indagine Operacion Puerto furono trovate sacche appartenenti allo stesso ex-ciclista.

Fonte: gazzetta dello sport