Stamattina ho voluto provare anch'io a fare questa cosa contronatura per sfuggire alla caldazza di questi giorni: sveglia alle
5:00, aggancio pedali alle 5:40, purtroppo con rientro obbligato in casa alle 8 per poi iniziare a lavorare.
Il giro: il mio standard da 50 km di piattone lungo il Naviglio Grande da Milano sino a Robecco,
Le mie impressioni:
- la temperatura (21-25 gradi) e' compatibile con la sopravvivenza del ciclista in questi giorni;
- alle 6:00 del mattino gli altri ciclisti guardano con occhiate strane o scocciate chi li saluta, e non contraccambiano;
- alle 6:30 cambia: la gente inizia a rispondere ai saluti;
- Il gruppo di una quindicina di persone che mi ha raggiunto e superato al grido di "Diamo un senso al Naviglio al mattino! Butta giu' un rapporto e agganciati a noi!!!" mi ha tirato ai 40 di media e mi fatto fare il PR (peraltro assai scarso prima e scarso pure adesso) nella tratta da Gaggiano ad Abbiategrasso, e un nuovo record inquietante per il mio MHR. Poi abbiamo preso direzioni diverse, loro andavano verso Morimondo, ipotizzo che non sarei sopravvissuto ancora a lungo con quelli.
- l'idea era di fare colazione al turning point a Robecco, ma li i bar aprono alle 08:30, ho fatto una lauta colazione a barretta e acqua con i sali;
- purtroppo il vincolo del dover tornare a casa per lavorare ad un'ora precisa non fa rilassare del tutto e mi ha limitato in quello che avrei voluto fare.
Peraltro le mie sensazioni in sella sono state migliori del solito, e' possibile che "l'ora presta" influsca sulle prestazioni, o magari e' solo una questione di temperatura ambientale?
Tanto dovevasi :)
ciao