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Metodologie di allenamento
pedalare di "punta"
Testo
<blockquote data-quote="Pattino volante" data-source="post: 2217266" data-attributes="member: 12771"><p>Su un vecchio articolo de "La Bicicletta" si parlave appunto della pedalata di punta e quella di piatto arretrando le tacchette, conferendo una pedalata più piatta che a me ricorda quella di Bettini quando scattava in salita. Premetto che non sono un tecnico, ma credo che i due metodi siano entrambi validi e debbano rispondere esclusivamente alla propria fisdiologia. Io come risultato di prove empiriche ho spostato le tacchette indietro e pedalo piatto alternando in alcuni momenti impegnativi, brevi strappi in salita, la rotazione della punta in basso come se fosse una cucchiaiata quando il piede arriva al punto morto inferiore. La maggiore spinta è subito avvertibile per diretto confronto con gli altri ciclisti, ma questo lavoro di punta riesco a farlo per 15/20 pedalate alla volta a causa del repentino indolenzimento dei polpacci. Quando esco da solo alterno cicli di pedalate di punta con pedalate piatte ed anche con dei fuorisella. Da ultimo alleno anche pedalate spinte più da dietro e con il tacco un poco basso. Penso che alternare diversi metodi di spinta sui pedali, coinvolgendo il maggior numero di distretti muscolari, sia molto utile per migliorare i risultati finali, qualunque essi siano.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Pattino volante, post: 2217266, member: 12771"] Su un vecchio articolo de "La Bicicletta" si parlave appunto della pedalata di punta e quella di piatto arretrando le tacchette, conferendo una pedalata più piatta che a me ricorda quella di Bettini quando scattava in salita. Premetto che non sono un tecnico, ma credo che i due metodi siano entrambi validi e debbano rispondere esclusivamente alla propria fisdiologia. Io come risultato di prove empiriche ho spostato le tacchette indietro e pedalo piatto alternando in alcuni momenti impegnativi, brevi strappi in salita, la rotazione della punta in basso come se fosse una cucchiaiata quando il piede arriva al punto morto inferiore. La maggiore spinta è subito avvertibile per diretto confronto con gli altri ciclisti, ma questo lavoro di punta riesco a farlo per 15/20 pedalate alla volta a causa del repentino indolenzimento dei polpacci. Quando esco da solo alterno cicli di pedalate di punta con pedalate piatte ed anche con dei fuorisella. Da ultimo alleno anche pedalate spinte più da dietro e con il tacco un poco basso. Penso che alternare diversi metodi di spinta sui pedali, coinvolgendo il maggior numero di distretti muscolari, sia molto utile per migliorare i risultati finali, qualunque essi siano. [/QUOTE]
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