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piede e pedale
Testo
<blockquote data-quote="Ophen" data-source="post: 1647352" data-attributes="member: 9838"><p>Il corretto movimento della caviglia aiuta moltissimo la pedalata ma non credo che sbagliando e tenendo la caviglia rigida tipo Pinocchio ci si possa infortunare, specie se non si fanno molti chilometri.</p><p>Avere pedali e scarpette che ti consentono di bloccare il piede è un grosso aiuto perchè la gamba che sale dovrebbe sollevarsi autonomamente insieme alla caviglia, senza pesare sulla spinta di quella che scende, ma coi piedi liberi puoi rischiare di perdere il contatto con il pedale.</p><p>In sostanza iniziare la pedalata discendente con la punta del piede verso l'alto e terminarla con la punta del piede verso il basso migliora le prestazioni perchè aumenta l'arco di pedalata attivo.</p><p>Io mi sto sforzando di far lavorare le caviglie perchè mi sono accorto che mentre la destra segue bene la pedalata la sinistra tende a starsene rigida (credo centrino alcuni infortuni avuti sul campo da rugby); mi sono accorto che mi viene più facile sforzandomi di portare su la punta quando la gamba sale, il resto viene di conseguenza.</p><p>Secondo me è un lavoro da fare con calma senza troppo forzare per evitare fastidi al tendine d'achille ed ai polpacci.</p><p>Se poi hai il timore di irrobustire troppo i muscoli prova ad andare agile sforzandoti di tenere almeno 80-90 pedalate al minuto (basta contarsele ogni tanto con un occhio all'orologio). Il cuore accelererà un po', farai un po' di fiato e la gamba dovrebbe assottigliarsi e tonificarsi.</p><p>Poi l'appetito vien mangiando e ti verrà voglia di aumentare i chilometri, la velocità e le difficoltà del percorso... a quel punto sarai stata contagiata dal morbo e non ci sarà più speranza di guarigione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ophen, post: 1647352, member: 9838"] Il corretto movimento della caviglia aiuta moltissimo la pedalata ma non credo che sbagliando e tenendo la caviglia rigida tipo Pinocchio ci si possa infortunare, specie se non si fanno molti chilometri. Avere pedali e scarpette che ti consentono di bloccare il piede è un grosso aiuto perchè la gamba che sale dovrebbe sollevarsi autonomamente insieme alla caviglia, senza pesare sulla spinta di quella che scende, ma coi piedi liberi puoi rischiare di perdere il contatto con il pedale. In sostanza iniziare la pedalata discendente con la punta del piede verso l'alto e terminarla con la punta del piede verso il basso migliora le prestazioni perchè aumenta l'arco di pedalata attivo. Io mi sto sforzando di far lavorare le caviglie perchè mi sono accorto che mentre la destra segue bene la pedalata la sinistra tende a starsene rigida (credo centrino alcuni infortuni avuti sul campo da rugby); mi sono accorto che mi viene più facile sforzandomi di portare su la punta quando la gamba sale, il resto viene di conseguenza. Secondo me è un lavoro da fare con calma senza troppo forzare per evitare fastidi al tendine d'achille ed ai polpacci. Se poi hai il timore di irrobustire troppo i muscoli prova ad andare agile sforzandoti di tenere almeno 80-90 pedalate al minuto (basta contarsele ogni tanto con un occhio all'orologio). Il cuore accelererà un po', farai un po' di fiato e la gamba dovrebbe assottigliarsi e tonificarsi. Poi l'appetito vien mangiando e ti verrà voglia di aumentare i chilometri, la velocità e le difficoltà del percorso... a quel punto sarai stata contagiata dal morbo e non ci sarà più speranza di guarigione. [/QUOTE]
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