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Metodologie di allenamento
potenza/peso in salita
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 729402" data-attributes="member: 5183"><p>La potenza dissipata per vincere gli attriti meccanici (rotolamento delle parti in movimento) viaggia linearmente con la velocità: può essere tenuto in conto a spanne considerando la salita circa l'1% più ripida (infatti anche la potenza necessaria per vincere le forze di gravità cresce linermente con la velocità).</p><p>La potenza dissipata per attrito aerodinamico viaggia invece con il cubo della velocità (in metri al secondo) quindi può diventare importante; non essendo lineare, non è possibile effettuarne una stima di validità generale come per il contributo precedente. Sicuramente anche in salita può diventare comparabile con il termine gravitazionale.</p><p> </p><p></p><p>Il fatto che a ridotte rpm si eroghi meno potenza dipende dal fatto che non si ha abbastanza forza (F) per fornire la stessa potenza (P = F * v) al ridursi della velocità (v).</p><p>Ragionando a parità di potenza fornita riduco la forza (scalo il rapporto) e vado più agile (aumento la velocità di rotazione).</p><p>Se dopo aver scalato il rapporto non riesco ad aumentare la velocità di rotazione delle pedivelle significa che prima di cambiare stavo fornendo una potenza eccessiva rispetto a quella che il corpo era in grado di fornire in quelle condizioni (ambientali, di allenamento, di affaticamento).</p><p>Ciò è vero indipendentemente che si lavori sotto soglia (ovvero quando la potenza fornita cresce linearmente con il ritmo cardiaco; un po' come per un motore per cui, aumentando il numero di giri, aumenta la potenza fornita) sia sopra soglia (quando la potenza fornibile non è più aumentabile per "raggiunti limiti" del sistema: anche un motore oltre un certo numero di giri non può andare, l'unico modo per aumentare la potenza sarebbe quello di aumentare la cilindrata).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 729402, member: 5183"] La potenza dissipata per vincere gli attriti meccanici (rotolamento delle parti in movimento) viaggia linearmente con la velocità: può essere tenuto in conto a spanne considerando la salita circa l'1% più ripida (infatti anche la potenza necessaria per vincere le forze di gravità cresce linermente con la velocità). La potenza dissipata per attrito aerodinamico viaggia invece con il cubo della velocità (in metri al secondo) quindi può diventare importante; non essendo lineare, non è possibile effettuarne una stima di validità generale come per il contributo precedente. Sicuramente anche in salita può diventare comparabile con il termine gravitazionale. Il fatto che a ridotte rpm si eroghi meno potenza dipende dal fatto che non si ha abbastanza forza (F) per fornire la stessa potenza (P = F * v) al ridursi della velocità (v). Ragionando a parità di potenza fornita riduco la forza (scalo il rapporto) e vado più agile (aumento la velocità di rotazione). Se dopo aver scalato il rapporto non riesco ad aumentare la velocità di rotazione delle pedivelle significa che prima di cambiare stavo fornendo una potenza eccessiva rispetto a quella che il corpo era in grado di fornire in quelle condizioni (ambientali, di allenamento, di affaticamento). Ciò è vero indipendentemente che si lavori sotto soglia (ovvero quando la potenza fornita cresce linearmente con il ritmo cardiaco; un po' come per un motore per cui, aumentando il numero di giri, aumenta la potenza fornita) sia sopra soglia (quando la potenza fornibile non è più aumentabile per "raggiunti limiti" del sistema: anche un motore oltre un certo numero di giri non può andare, l'unico modo per aumentare la potenza sarebbe quello di aumentare la cilindrata). [/QUOTE]
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