Pro Stagione 2023

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gibo2007

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@bad faceva riferimento ai giorni effettivi di gara, che sono oggettivamente inferiori a tanti altri.
Alcuni corridori degli ultimi anni con giorni di corsa simili hanno percentuali di vittoria/risultato abnormi (WVA, MVDP, Pogi, Roglic) e ti danno l'impressione di esserci sempre, ma in realtà corrono solo quando sono al top.
Ricordo che fino a una decina di anni fa per arrivare al top agli appuntamenti clou i corridori avevano bisogno di correre, ora anche questo "dogma" é stato rovesciato. Deve aver a che vedere con le nuove metodologie di allenamento.
 
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bradipus

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qualunquemente
Matteo Moschetti vince in volata la Clasica de Almerìa, battendo De Lie, Meeus, Kristoff e Nizzolo.
Podio finale tutto italiano all'UAE Tour femminile: vince Elisa Longo Borghini davanti alla compagna di squadra Gaia Realini ea a Silvia Persico.

Agli Europei su pista, due medaglie dal madison: Elia Viviani e Simone Consonni ottengono l'argento, Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini il bronzo (nonostante un cambio mancato a due giri dalla fine).
Buon bottino per i colori azzurri, con tre ori, tre argenti e un bronzo, e quarto posto nel medagliere.
 

gibo2007

Passista
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Matteo Moschetti vince in volata la Clasica de Almerìa, battendo De Lie, Meeus, Kristoff e Nizzolo.
Podio finale tutto italiano all'UAE Tour femminile: vince Elisa Longo Borghini davanti alla compagna di squadra Gaia Realini ea a Silvia Persico.

Agli Europei su pista, due medaglie dal madison: Elia Viviani e Simone Consonni ottengono l'argento, Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini il bronzo (nonostante un cambio mancato a due giri dalla fine).
Buon bottino per i colori azzurri, con tre ori, tre argenti e un bronzo, e quarto posto nel medagliere.
Consonni in coppia con Scartezzini, non Viviani.
 

bad

Velocista
22 Novembre 2006
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BMC Teammachine slr01
Diciamo che smettono anche perche' hanno le tasche piene.........se ci fosse un po' più di passione,stile Valverde,Nibali o Pozzovivo,almeno a 37-38 anni puoi arrivarci
la passione penso che inizialmente l'abbiano tutti, altrimenti difficilmente faresti tutti quei sacrifici da ragazzo, però poi diventa un lavoro.
Il gregario base spera nel rinnovo per poter avere lo stipendio per un altro anno, i corridori medi sperano di arrivare a 37/38 anni e magari oltre per poter mettere da parte un po' di soldi e fare una vita senza troppi problemi, ma comunque dovrà trovarsi un lavoretto.
I pochi con un alto stipendio fanno quello che gli pare, valutano i benefici (fama, stipendio ...) con le rinunce (stare lontano dagli affetti, fatica, pressione psicologica ...)

Che è quello che facciamo tutti noi con il nostro lavoro, quanti (io fortunatamente no) fanno un lavoro che non gli piace, si lamentano del capo, colleghi, datore di lavoro, ma non cambiano? La passione passa in secondo piano...

ovviamente imho
 

Fill

Passista
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bradipus

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qualunquemente
Ok la Fonte è quasi del tutto inattendibile, Gazzettino oramai non piu' buono neppure per incartare il Pesce..

Ma...:
E quindici giorni fa era contentissimo... mah!
 
D

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Guest
Quello è commento su carta da Casoin...

Credo che questo passaggio del post del ragazzo, sia significativo..
Lo faccio ora perché sono stanco di vivere il sogno di qualcun’altro,
Questo caso mi pare più un problema del ragazzo che un problema del ciclismo però.
 
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Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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Questo caso mi pare più un problema del ragazzo che un problema del ciclismo però.

Secondo me si e no. Il ciclismo oggi richiede "motori senza testa". Nel senso che si richiede una dedizione totale ed assoluta a ragazzi veramente giovani, con l'assillo di fare risultati subito.
Da un lato si vedono tanti 30 enni che sbroccano e si ritirano perché non ci stanno più dietro, con una vita ed un ciclismo che ti richiede di essere via da casa 200gg l'anno e nei restanti 100 devi comunque essere sempre focalizzato al 100%, quindi con minimo tempo per famiglia o qualunque altra cosa (e con anche la pressione dei social dove c'è gente che ti commenta come un perdente fallito e poco professionale perché invece che fare i rulli hai fatto un selfie con una capretta).
Dall'altro dei ragazzini che non devono che avere in testa solo il ciclismo ed hanno come modelli gente denutrita che posta la foto di un hamburger come se fosse il massimo sogno peccaminoso...
 

jan80

Ammiraglia
3 Marzo 2008
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Fare oggi il ciclista professionista e' molto più difficile che 20-30 anni fà,questo dovuto ai troppi impegni dopo la bici.
Dover guardare solo i numeri fa perdere entusiasmo,mette ansia e se i risultati non arrivano anche paura per il futuro,senza dimenticare che oggi i soldi sono molti meno,soprattutto per le squadre medio piccole.
Quindi si,ovvio che un ragazzo di 20-25 anni possa pensare al suo futuro,perchè un conto essere Evenepoel o Pogacar,ma per altri potresti trovartia a buttare 4-5 anni della tua vita per poco,soprattutto se avevi altri obbiettivi.
 

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Passista
23 Ottobre 2020
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Bici
Specialiezed
Questo caso mi pare più un problema del ragazzo che un problema del ciclismo però.
La mia risposta è molto simile a quella di @Ser pecora

Poi ci aggiungo il carico... :roll:
Non so se società attuale riesca a partorire nel bene e nel MALE..,, Un Personaggio come quello di Fortebraccio....
Cioè il riuscire l'affermazione sociale che ne comparta mi giustifica tutto...
 

theswiss

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3 Febbraio 2014
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Belin-zona
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vecchie mtb di metallo
"Dopo 12 anni ho deciso di mettere fine alla mia carriera ciclistica. "

anche questo mi pare abbastanza significativo, se a 20 é già da 12 che ha una carriera ciclistica, si sarà stufato si.
 

danieletesta79

Maglia Iridata
1 Settembre 2012
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Proceno
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Scott Addict rc - Pinarello Grevil
"Dopo 12 anni ho deciso di mettere fine alla mia carriera ciclistica. "

anche questo mi pare abbastanza significativo, se a 20 é già da 12 che ha una carriera ciclistica, si sarà stufato si.

ok ma la maggior parte di quelli che passano professionisti hanno preso la bici da piccoli, nel suo caso era davvero piccolo ma più o meno le categorie giovanili son quelle.
Anticipo già la risposta Evenepoel e Roglic, conosco la loro storia, infatti ho presso "la maggior parte"
 

gibo2007

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Secondo me si e no. Il ciclismo oggi richiede "motori senza testa". Nel senso che si richiede una dedizione totale ed assoluta a ragazzi veramente giovani, con l'assillo di fare risultati subito.
Da un lato si vedono tanti 30 enni che sbroccano e si ritirano perché non ci stanno più dietro, con una vita ed un ciclismo che ti richiede di essere via da casa 200gg l'anno e nei restanti 100 devi comunque essere sempre focalizzato al 100%, quindi con minimo tempo per famiglia o qualunque altra cosa (e con anche la pressione dei social dove c'è gente che ti commenta come un perdente fallito e poco professionale perché invece che fare i rulli hai fatto un selfie con una capretta).
Dall'altro dei ragazzini che non devono che avere in testa solo il ciclismo ed hanno come modelli gente denutrita che posta la foto di un hamburger come se fosse il massimo sogno peccaminoso...
Secondo me il tifoso del divano neppure si rende conto lontanamente cosa significhi essere un ciclista professionista.
 
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