Avrà anche vinto un irlandese davanti a un eritreo, però sono entrambi corridori di squadre WT.
Il fatto che al via ci fossero 10 squadre italiane su 18 (o 73 italiani su 118) non significa che partissero tutti alla pari, le squadre più forti non pagano solo meglio, preparano anche meglio. Tra l'altro neanche tutte le squadre WT sono allo stesso livello.
Una WT italiana, che avesse un occhio di riguardo per i corridori italiani, verosimilmente non aiuterebbe i supercampioni (che emergono comunque, anche in formazioni straniere), ma forse aiuterebbe le seconde linee. Non che sia particolarmente importante, secondo me.
Per il resto, ai massimi livelli, con la globalizzazione che ha avuto il ciclismo, è improbabile per chiunque avere chissà quale continuità al vertice e si procederà per alti e bassi, con campioni occasioni che spunteranno qua e là (a Sagan non è seguito nessuno slovacco neanche vagamente paragonabile, tra dieci anni vedremo come saranno messi gli sloveni), dove c'è maggiore tradizione ovviamente ci saranno bassi meno bassi.
Se quello attuale italiano è da considerarsi un momento no notiamo almeno che ci concediamo il lusso di avere un periodo di magra targato Ganna (ma non solo), non proprio così vuoto