In linea di principio si, ma nei fatti non è calzante il paragone del tennis con il ciclismo.
Il tennis quello è e i tornei quelli sono,
con le superfici dei campi come uniche variabili per cui la forbice del delta in queste competizioni è molto stretta.
Nel ciclismo le differenze tra una gara e l'altra sono per tipologia molto più marcate tanto da avere caratteristiche fisiche ed atletiche che fanno la differenza in positivo da un lato e in negativo dall'altro.
Di conseguenza il fisico e le caratteristiche ad esempio di Van Der Poel (cito lui ma vale per tutti con qualche eccezione

) lo rendono imbattibile in certe gare e "mediocre" in altre. Questo significa, per tornare a Vingegaard, semplicemente che è consapevole che le sue gare da vincere sono le classifiche generali delle corse a tappe (specie dei GT).
Se valesse davvero il principio che Vingegaard deve correre e vincere le classiche di un giorno per essere definito campione, allora si dovrebbe sostenere ciò anche di Van Der Poel, ossia che oltre a vincere le classiche dovrebbe vincere anche la classifica generale di un GT per essere definito un campione. Ovviamente tutto ciò è assurdo.
Come già scritto in precedenza la presenza di un campione come Pogacar che considero un unicum, non deve far sminuire le vittorie degli altri. Ho già scritto che Carapaz per aver vinto un oro olimpico e un GT va considerato un campione.