Gli errori però non sono stati solo dei CEO. Ma di tutti gli attori in gioco, che numero in parentesi.
Con il boom del ciclismo pre-covid, favorito dai clienti (1), cioè noi, che compravamo qualunque cagata a qualunque prezzo, hanno fatto entrare nel settore proprio tutti questi fondi (2) coi loro CEO, che hanno investito massicciamente nel settore, ingolositi.
Questa gente ha imposto un cambio di cultura "corporate" per cui il cliente è un'entità astratta, non è qualcuno con cui dialoghi. Tu, prima, se volevi, potevi andare a Cambiago a suonare il campanello e ti apriva l'Ernesto. Col CEO non è possibile, per intenderci.
Idem per la comunicazione (comunicati tutti uguali, foto tutte uguali, etc.).
Con l'esplosione della domanda in epoca covid questa gente non vedeva più il singolo cliente finale, ma vedeva solo i propri database intasati da ordini quadruplicati, ed hanno scambiato questa domanda fittizia per qualcosa di duraturo e reale (in gergo, la "Phantom Demand").
Però questo si è tradotto in una reale domanda da parte di tutti quelli che erano impazziti in casa durante la pandemia, che andavano (anche grazie agli incentivi a caxxo della poltiica (3) a fare ordini ai negozi. I negozi (4), per essere sicuri di ricevere almeno una bici, facevano lo stesso ordine a 4 o 5 fornitori diversi, pensando poi di cancellare quelli che arrivavano in ritardo dopo la prima consegna.
Questo modus operandi ha ancora di più amplificato il fenomeno, perché i brand sono stati costretti a firmare contratti di acquisto vincolanti e non cancellabili con le fabbriche asiatiche con anni di anticipo (perché in oriente non sono babbi) per milioni di bici.
Ma quando poi i negozi cancellavano gli ordini alle aziende la roba arrivava lo stesso.
Il resto è noto: magazzini pieni all'inverosiimile ed anni di sconti selvaggi per svuotarli, che hanno azzerato i margini e portato al collasso tutto il settore.
A questo aggiungici l'ideona delle ebike che hanno disintegrato le vendite delle mtb (che erano più del 50% del totale prima), alzato il prezzo di ingresso del primo acquisto e tagliato fuori i giovani impedendo un ricambio generazionale. Cosa che ha avuto un impatto anche sulla pratica: GF, garette varie. Tutte in contrazione.
Insomma, i CEO erano in buona compagnia.