Adesso verrò sommerso da una valanga di impropèri, ma mi sento di spezzare una lancia a favore della De Stefano. Elenco per brevità i motivi per cui mi sento di fare questo insano gesto:
1) Una voce femminile è necessaria per rompere/integrare le telecronache di Cassani-Pancani-Martinello-Savoldelli, altrimenti mia moglie non mi lascerebbe guardarle;
2) E' riuscita a sposarsi Philippe Brunel che, a mio modesto avviso, è tra i tre migliori giornalisti di sempre per quanto riguarda il ciclismo: la mia speranza è che per osmosi (o nel corso dell'accoppiamento) qualcosa egli riesca a passarle;
3) E' l'unica in grado di accorgersi se un corridore non ha le gambe perchè è triste o perche la moglie gliel'ha data nel giorno di riposo; i colleghi maschi non hanno questa sensibilità oppure hanno questa informazione per certo perchè hanno fatto la domanda diretta al corridore in questione;
4) Ha una passione per il ciclismo vera da quando era bambina. Ha frequentato questo mondo dai tempi di Merckx e parla fluentemente tre lingue oltre all'italiano. Di questo bisogna darle atto. Il fatto che le parli, anche contemporaneamente, mentre il corridore intervistato tenta molto sommessamente di esprimersi in italiano è in effetti un grosso difetto che non posso tacere, ma chi non ne ha;
5) E' l'unica cronista a cui Andy Schleck dà in anteprima la sua agenda indicando i giorni dell'anno in cui andrà a pescare; qualora dovesse trovarsi una fidanzata credo che potrebbe aggiungere anche l'informazione relativa ai giorni in cui timbrerà il cartellino e solo noi italiani potremmo beneficiare, grazie alla madama, di questa informazione;
Mi fermo qui ma mi vengono in mente almeno altri cinque o sei punti degni di nota. In ogni caso preferisco mille volte la De Stefano che la passione ce l'ha sul serio a quel tizio messo lì un paio di anni fa che, in quantto messo lì, aveva l'espressività del Trota. Facezie a parte sono del parere che, se uno fa le cose con passione, gli si possono perdonare anche eccessi di zelo o scivoloni vari.