- 22 Novembre 2009
- 1.797
- 53
- Bici
- Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Quando ti abbandona la testa e come per incanto al primo pensiero di mollare rispondi no, al secondo ni e al terzo molli.
Mi è capitato stamane quando visto che pioveva mi sono detto convinto:
oggi è la giornata ideale per fare un test CP20.
Quindi buona colazione con the e miele, tre fette biscottate con marmellata e un'ora prima di iniziare una gelatina di enervit pre sport con un decaffeinato intenso, casomai la caffeina alterasse il test.
Seguendo il protocollo del "Libro" già ai primi tre scatti N/A la mia convinzione ha mostrato le prime crepe.
Successivamente, i 5' minuti a tutta mi sono parsi un'infinità e il pensiero di non terminare si faceva sempre più strada.
Quando ho iniziato i 20' il pensiero mi ha assalito più volte finché dopo 10' e con potenza, hrm, rpm nei range stabiliti, ho mollato.
La domanda quindi è:
quanto la componente testa è fondamentale nella performance, quanto si puo allenare non già la sopportazione alla fatica fisica, ma la componente psicologica che traduce i segnali che derivano dal fisico nel pensiero razionale - basta, mi fermo.
se, quanto e con quale allenamento o pratica posso rimandare al mittente i segnali anzidetti senza compromettere l'integrità fisica.
Forse quando arriva il pensiero è già tardi oppure semplicemente la mia riflessione è da ascrivere nelle "Catalanate" ovvero le ovvietà: "se smetti di pedalare è perché non ce la fai più".
Però stamane i range di potenza erano alla mia portata e nonostante questo non ho concluso quindi a mio avviso quando si sforza talvolta la testa non è allineata allo sforzo e il problema è che comunque dopo due o tre tentativi gli si da retta e si molla.
g
ho aperto una nuova discussione perché non ho trovato nulla di specifico, se esiste già un 3d in questo senso chiedo ai moderatori di spostarla.
grazie
Mi è capitato stamane quando visto che pioveva mi sono detto convinto:
oggi è la giornata ideale per fare un test CP20.
Quindi buona colazione con the e miele, tre fette biscottate con marmellata e un'ora prima di iniziare una gelatina di enervit pre sport con un decaffeinato intenso, casomai la caffeina alterasse il test.
Seguendo il protocollo del "Libro" già ai primi tre scatti N/A la mia convinzione ha mostrato le prime crepe.
Successivamente, i 5' minuti a tutta mi sono parsi un'infinità e il pensiero di non terminare si faceva sempre più strada.
Quando ho iniziato i 20' il pensiero mi ha assalito più volte finché dopo 10' e con potenza, hrm, rpm nei range stabiliti, ho mollato.
La domanda quindi è:
quanto la componente testa è fondamentale nella performance, quanto si puo allenare non già la sopportazione alla fatica fisica, ma la componente psicologica che traduce i segnali che derivano dal fisico nel pensiero razionale - basta, mi fermo.
se, quanto e con quale allenamento o pratica posso rimandare al mittente i segnali anzidetti senza compromettere l'integrità fisica.
Forse quando arriva il pensiero è già tardi oppure semplicemente la mia riflessione è da ascrivere nelle "Catalanate" ovvero le ovvietà: "se smetti di pedalare è perché non ce la fai più".
Però stamane i range di potenza erano alla mia portata e nonostante questo non ho concluso quindi a mio avviso quando si sforza talvolta la testa non è allineata allo sforzo e il problema è che comunque dopo due o tre tentativi gli si da retta e si molla.
g
ho aperto una nuova discussione perché non ho trovato nulla di specifico, se esiste già un 3d in questo senso chiedo ai moderatori di spostarla.
grazie


...anche il contesto esterno è importante per me...se piove, fa freddo o troppo caldo o comunque non sono a mio agio con la situazione esterna (banalmente anche non ho la borraccia con i miei sali) mollo MOLTO prima non parliamo in palestra....quanto conta la testa!!!!