Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?

cbr70

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Specy
un po ' la stessa cosa successa a Vergallito con le dovute proporzioni . vergallito stesso , laureato in scenze motorie, pero' dice col senno di poi che la sua potenza sui 5-6 minuti non e' poi tanto cambiata da quando era junior ma grazie ad un allenamento piu' scientifico ed all'alimentazione sia riuscito a raggiungere il suo potenziale col tempo. lui non ne fa solo una questione di maturazione ma di analisi nel capire cosa non abbia funzionato allora.
 

dromos

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Tra esordienti e juniores c’è stata sopratutto tanta tanta selezione naturale pure.
 
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La parola "amatore" già dice tutto, ma forse "pummarola pro" è più chiaro...
Domanda; hai mai fatto parte di ambienti ciclistici non amatoriali?
 

Marmuel

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Secondo me ci sono troppe variabili in gioco e per la maggior parte degli amatori il fattore genetico sta abbastanza in basso in questo ipotetico elenco. Siamo tutti convinti di allenarci benissimo e al massimo delle nostre possibilità, di alimentarci bene e in maniera corretta, ecc ma in realtà nella maggior parte dei casi siamo molto molto lontani da una situazione ideale.
Poi gli amatori in certe cose sono poco affidabili "e quest'anno in bici non vado mai, non sono allenato, non ho tempo, ecc" poi vai a vedere su Strava e a Marzo hanno già fatto 15k
 

Marmuel

Scalatore
5 Novembre 2022
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Orbea Orca, Cinelli Zydeco Lala
Soprattutto all'inizio, avere una buona genetica e quindi soffrire meno, significa avere maggiori stimoli per continuare.
Secondo me all'inizio conta veramente poco invece, soprattutto partendo da zero si migliora in maniera repentina senza neanche volerlo e senza bisogno di nessuna predisposizione.
Poi se c'è una cosa che ho imparato è che non si soffre mai di meno, al massimo ci si mette meno tempo ma si soffre uguale
 
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andry96

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Anzi, con l'aumentare del motore c'è il rischio di aumentare le idee malsane e la conseguente sofferenza
 
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dromos

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Poi bisognerebbe fare una distinzione secondo me: parliamo della prestazione e della relativa genetica di un amatore X o della prestazione di tale amatore X in relazione all’universo mondo della categoria amatori?
 

sepica

Ammiraglia
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Poi bisognerebbe fare una distinzione secondo me: parliamo della prestazione e della relativa genetica di un amatore X o della prestazione di tale amatore X in relazione all’universo mondo della categoria amatori?
partiamo dal presupposto che magari chi ha il dono della genetica, tante volte non si rende conto di averlo, e che non lo ha, facilmente si nasconde dietro questa scusa...
pero fammi dire che un amatore riesce ad uscire "tutti i giorni" esprimendo valori importanti di watt (uso questi per generalizzare), o che ne so, riesce a stare in bici 6 7 ore e poi scendere dalla stessa per farsi 10 20 km di corsa, non puo che definirsi baciato dalla genetica.
tu dirai che l'esempio è poco calzante, invece i credo che il punto sia anche qui, ovvero la differenza di genetica ti permette di sfruttare e fammi dire abusare anche del proprio corpo, avendo poi la consapevolezza che uno, riesco ad arrivare in fondo e che il "giorno dopo" posso partire per una altro allenamento/prestazione.
poi che la genetica non incida sugli amatori a mio avviso , è sbagliato... incide e come, visto che ci sono maori da 5 6wkg e amatori da 3 wkg, il cui gap non è superabile solo con l'allenamento. Nei pro questa differenza è molto piu assottigliata perche appunto ci si arriva dopo una selezione dove la genetica fa la sua parte, e poi in fondo dei pro ce ne deve fregare il giusto...
 
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Super Ciuk

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Comunque il concetto base da comprendere (a mio avviso) è che senza predisposizione genetica potremmo fare molto allenandoci, ma di certo non potremmo diventare dei fuoriclasse, se nasci asino non potrai mai diventare un cavallo, e anche se nasci cavallo non basta, devi nascere cavallo da corsa e avere anche la testa giusta e la fortuna di incontare un bravo preparatore, solo così puoi sperare di diventare un fuoriclasse.
Poi va detto che tra asino e cavallo c'è il mulo, che poi sono la maggior parte degli amatori, dei muli da corsa ...
 

Lumi

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La genetica definisce la prestazione massima cui si può arrivare con un allenamento fatto bene.

La condizione di allenamento definisce da quanto distanti partiamo rispetto a questa ipotetica prestazione massima.

Se uno hai nei geni il doppio dei miei watt/kg ma è sovrappeso ed esce solo una domenica ogni tanto probabilmente andremo uguali se io mi alleno al meglio delle mie possibilità.

Poi ci sono tutti i casi intermedi, ma in un gruppo di ciclisti amatori che escono insieme nelle stesse uscite e quindi hannno allenamento simile chi ha la genetica dalla sua parte sarà davanti a tirare e chi non ce l'ha (come me) farà il ciucciaruote con la lingua a penzoloni.

Quindi la genetica conta molto secondo me.
 

martin_galante

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cletta
Secondo me in questa discussione si confonde la predisposizione (che conta molto), con la predisposizione genetica (che verosimilmente conta poco). Mi sembra un bias generale, che tendiamo ad applicare in un'infinita' diversa di contesti, cosa non sorprendente visto che viviamo nell'epoca in cui si iniziano a capire le implicazioni del nostro patrimonio genetico, ingigantendole come avviene per tutte le novita'.
 

Lumi

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Ma se la predisposizione non arriva dai geni da dove arriva?