Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Quest'anno solo pianura: mai andato meglio in salita.
Testo
<blockquote data-quote="kilgoretrout" data-source="post: 4783876" data-attributes="member: 42236"><p>Ciao a tutti e grazie dei contributi alla discussione.</p><p>Provo ora a spiegare per quale motivo ritengo che l'allenamento con molta pianura di quest'anno mi abbia dato benefici sensibili per il passo in salita e sul giro (o GF) in montagna in generale.</p><p>Premetto che ho sempre fatto sport, ma sono tre anni che vado in bici in modo serio. Preparazione invernale con metodo F&O sui rulli, con protocollo Camorani da lui stesso elaborato, fino a metà marzo (stesa cosa lo scorso anno). Poi, come detto, tanta pianura.</p><p>Cosa mi ha dato in più la pianura rispetto all'allenamento dello scorso anno con molto più dislivello?</p><p>1) aspetto psicologico: la pianura fatta in solitaria ti conferisce la forma mentis di sopportare la fatica per lungo tempo, senza avere l'aspettativa di un tratto meno duro o di uno scollinamento. L'anno scorso, mentre scalavo, avevo sempre la testa rivolta verso l'alto per vedere quando terminava la salita, oppure quando questa si faceva meno dura, e appena avevo la sensazione che ciò avvenisse, aumentavo l'andatura per abbreviare la sofferenza e arrivare all'agognato riposo. Oggi salgo del mio passo sempre, e se sono in gara guardo la ruota davanti (oppure il panorama), e quando e se la salita si fa meno dura o si scollina, accelero o rilancio.</p><p>2) aspetto fisico: come accenanto da qualcuno in questa discussione, ho notato che il fisico tende ad andare sempre al risparmio. Ad uguale stimolo allenante, ci si appiattisce scrive paolo. Io dico si aumenta l'efficienza. Si sopporta lo stesso sforzo con meno dispendio energetico.</p><p>Dal punto di vista dell'amatore che nella GF compete principalmente con se stesso, questo lo ritengo un vantaggio. Il fisco sopporta bene uno sforzo prolungato, che ti permette di andare bene in salita, ma poi averne ancora quando si deve rilanciare nei falsi piani o in discesa. Poi è chiaro, di fronte ad una variazione di ritmo imposta dal gruppo, si potrebbe andare in difficoltà. Ma nell'economia globale del giro, ritengo questo approccio vantaggioso. </p><p>Insomma, sia psicologicamente che fisicamente si è più predisposti all'endurance, inteso come sforzo prolungato nel tempo, sia esso l'ora di salita continua o il giro di 4, 5, 6 ore.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="kilgoretrout, post: 4783876, member: 42236"] Ciao a tutti e grazie dei contributi alla discussione. Provo ora a spiegare per quale motivo ritengo che l'allenamento con molta pianura di quest'anno mi abbia dato benefici sensibili per il passo in salita e sul giro (o GF) in montagna in generale. Premetto che ho sempre fatto sport, ma sono tre anni che vado in bici in modo serio. Preparazione invernale con metodo F&O sui rulli, con protocollo Camorani da lui stesso elaborato, fino a metà marzo (stesa cosa lo scorso anno). Poi, come detto, tanta pianura. Cosa mi ha dato in più la pianura rispetto all'allenamento dello scorso anno con molto più dislivello? 1) aspetto psicologico: la pianura fatta in solitaria ti conferisce la forma mentis di sopportare la fatica per lungo tempo, senza avere l'aspettativa di un tratto meno duro o di uno scollinamento. L'anno scorso, mentre scalavo, avevo sempre la testa rivolta verso l'alto per vedere quando terminava la salita, oppure quando questa si faceva meno dura, e appena avevo la sensazione che ciò avvenisse, aumentavo l'andatura per abbreviare la sofferenza e arrivare all'agognato riposo. Oggi salgo del mio passo sempre, e se sono in gara guardo la ruota davanti (oppure il panorama), e quando e se la salita si fa meno dura o si scollina, accelero o rilancio. 2) aspetto fisico: come accenanto da qualcuno in questa discussione, ho notato che il fisico tende ad andare sempre al risparmio. Ad uguale stimolo allenante, ci si appiattisce scrive paolo. Io dico si aumenta l'efficienza. Si sopporta lo stesso sforzo con meno dispendio energetico. Dal punto di vista dell'amatore che nella GF compete principalmente con se stesso, questo lo ritengo un vantaggio. Il fisco sopporta bene uno sforzo prolungato, che ti permette di andare bene in salita, ma poi averne ancora quando si deve rilanciare nei falsi piani o in discesa. Poi è chiaro, di fronte ad una variazione di ritmo imposta dal gruppo, si potrebbe andare in difficoltà. Ma nell'economia globale del giro, ritengo questo approccio vantaggioso. Insomma, sia psicologicamente che fisicamente si è più predisposti all'endurance, inteso come sforzo prolungato nel tempo, sia esso l'ora di salita continua o il giro di 4, 5, 6 ore. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Quest'anno solo pianura: mai andato meglio in salita.
Alto
Basso