Oggi ho preso una cotta da paura...
Premetto che ho fatto colazione alle 8.30 (3 fette biscottate con la Nutella e un caffè macchiato zuccherato); sono uscito dalle 9.30 e ho fatto 61,8 km ma con 1490 di dislivello (3° Bondone in 25 giorni...).
I primi 14 km dell'ascesa sono andati benissimo, sono salito molto meglio del solito e ho fatto finta di non avere il 27 con la finalità di potenziare, quindi ho fatto tutto con 34/24 e in alcuni punti 34/21; poi è arrivata una crisi da spavento che è durata gli ultimi 7 km circa, non andavo su nemmeno a spingermi, mi ha tenuto in strada solo la forza di volontà e sono comunque arrivato in cima senza piede a terra, ma che dura, ho pensato un sacco di volte di mollare; le gambe stavano bene, il cuore era sui 160 massimo quindi più che accettabile, probabilmente è stato il caldo perché avvertivo semplicemente FATICA PURA.
D'altronde in otto giorni ho fatto 2 volte il Bondone più la Peri-Fosse e l'ultimo tratto del Passo Fittanze, con 6 uscite delle quali 3 sopra i 1400 di dislivello, quindi forse dipende anche dall'aver caricato molto...
Figurarsi che il Polar mi ha dato 33 gradi di temperatura media nell'uscita di oggi!
Ma in questi casi, su salite lunghe come il Bondone e con un caldo da spavento, conviene cercare l'agilità ad ogni costo, anche nell'ottica di un risparmio energetico, o sarei "saltato" comunque e quindi almeno salire più duro mi è servito per potenziare?
Mi rimane la soddisfazione di non aver mollato e di aver gestito bene il "dopo-crisi", nel senso che poi mi sono fatto la discesa successiva decorosamente, altri 12 km di pianura e una salita finale di 2,2 km per tornare a casa, in agilità ma decentemente. Adesso un paio di giorni di riposo...

Premetto che ho fatto colazione alle 8.30 (3 fette biscottate con la Nutella e un caffè macchiato zuccherato); sono uscito dalle 9.30 e ho fatto 61,8 km ma con 1490 di dislivello (3° Bondone in 25 giorni...).
I primi 14 km dell'ascesa sono andati benissimo, sono salito molto meglio del solito e ho fatto finta di non avere il 27 con la finalità di potenziare, quindi ho fatto tutto con 34/24 e in alcuni punti 34/21; poi è arrivata una crisi da spavento che è durata gli ultimi 7 km circa, non andavo su nemmeno a spingermi, mi ha tenuto in strada solo la forza di volontà e sono comunque arrivato in cima senza piede a terra, ma che dura, ho pensato un sacco di volte di mollare; le gambe stavano bene, il cuore era sui 160 massimo quindi più che accettabile, probabilmente è stato il caldo perché avvertivo semplicemente FATICA PURA.

D'altronde in otto giorni ho fatto 2 volte il Bondone più la Peri-Fosse e l'ultimo tratto del Passo Fittanze, con 6 uscite delle quali 3 sopra i 1400 di dislivello, quindi forse dipende anche dall'aver caricato molto...
Figurarsi che il Polar mi ha dato 33 gradi di temperatura media nell'uscita di oggi!

Ma in questi casi, su salite lunghe come il Bondone e con un caldo da spavento, conviene cercare l'agilità ad ogni costo, anche nell'ottica di un risparmio energetico, o sarei "saltato" comunque e quindi almeno salire più duro mi è servito per potenziare?

Mi rimane la soddisfazione di non aver mollato e di aver gestito bene il "dopo-crisi", nel senso che poi mi sono fatto la discesa successiva decorosamente, altri 12 km di pianura e una salita finale di 2,2 km per tornare a casa, in agilità ma decentemente. Adesso un paio di giorni di riposo...