Un caloroso saluto a tutti, sono nuovo del forum e vorrei raccontare la mia breve, per ora, favola.
Ogni giorno passando in officina vedevo la bici del mio caro Nonno li appesa, rugginosa, la vernice sfogliata, adesivi buttati sopra, le gomme squarciate e sgonfie, la polvere che le dava quel tocco malinconico.
Sono sempre stato un appassionato di restauri di moto e macchine, la mia ultima creazione è stata una Vespa 50L del 1967, le biciclette sono sempre state un mezzo per andare da A a B. Questo fino a quando non mi infortunai al ginocchio e il doc mi consigliò la bici per recuperare. Detto fatto, comprai una ottima, a mio parere, Trek in alluminio. Giorno dopo giorno i metri diventavano chilometri, i chilometri giornate, le giornate gioia e fatica.
Intanto i giorni passavano e quella vecchia bici sempre li, appesa, sola. Un giorno passando di li la tirai giù, mi misi in sella ed ebbi una sensazione quasi mistica (hehe), scesi e quasi senza rendermene conto la smontai tutta e decisi di restaurarla, maniacalmente, come ogni mio altro restauro. E così un pò per noia un pò per amore del vintage partii con questa avventura.
Ora viene il bello... la bici sembrava una sconosciutissima "Tunesi". I particolari tradivano questa casa sconosciuta: il cambio campagnolo gran sport, il deragliatore campagnolo, tutte le fascette campagnolo cromate e rugginose, un cambio che era un'opera d'arte, dei freni sinuosi e ammalianti. E poi molti particolari strani e molto belli, il piantone del manubrio 3ttt nero, la corona anodizzata. Non ancora convinto andai da mio nonno e chiesi "Sto sistemando la tua bici te vist?"
"si?"
"Si, ma che diavolo di marca è Tunesi?!?!"
"ma no il tunesi è l'artigiano che me l'ha sistemata quando son caduto, cunt la squadra, in quela gara là, che s'eri burlà giò e ma sun fà un mal dèla madonna"
"Quindi che bici è?"
"è una Masi speciale corsa, me l'ero fatta fare nel 1956 da quell'artigiano li del Vigorelli e me la son fatta portare dal mio capo corse"
"Ok grazie"
Torno a casa, cerco su google "Masi".... la storia la conoscete già....
E così un pò per caso, per fortuna, mettetela un pò come volete, mi ritrovo in mano questo pezzo di storia, di leggenda.
I pezzi ci sono tutti ed in ottimo stato, le fascette sono andate ma le ho già trovate nuove (campagnolo dell'epoca ovviamente), anche i poggiamani sono andati ma anche questi li ho trovati, corredati tra l'altro di un ottimo paio di leve campagnolo d'epoca (sostituendo quelle messe dal tunesi). I problemi, e qui mi rivolgo agli esperti, sono trovare il fregio anteriore (lo stemma Masi) e dei cerchi adatti, nonchè delle gomme adatte. Mi servirebbe anche un ottimo decoratore-aerografatore-decalcomaniatore che sia in grado di mettere le scritte sul telaio.
Detto ciò vi lascio da gustare le foto in allegato, aggiungendone sempre di nuove mano a mano che il restauro avanza.
Il prossimo passo che mi accingerò a fare sarà smontare i componenti campagnolo e riportarli a nuova vita, successivamente sabbiare il telaio e i diversi componenti per poi verniciarlo a forno.
Sperando di non avervi annoiato, un caloroso abbraccio.
Ogni giorno passando in officina vedevo la bici del mio caro Nonno li appesa, rugginosa, la vernice sfogliata, adesivi buttati sopra, le gomme squarciate e sgonfie, la polvere che le dava quel tocco malinconico.
Sono sempre stato un appassionato di restauri di moto e macchine, la mia ultima creazione è stata una Vespa 50L del 1967, le biciclette sono sempre state un mezzo per andare da A a B. Questo fino a quando non mi infortunai al ginocchio e il doc mi consigliò la bici per recuperare. Detto fatto, comprai una ottima, a mio parere, Trek in alluminio. Giorno dopo giorno i metri diventavano chilometri, i chilometri giornate, le giornate gioia e fatica.
Intanto i giorni passavano e quella vecchia bici sempre li, appesa, sola. Un giorno passando di li la tirai giù, mi misi in sella ed ebbi una sensazione quasi mistica (hehe), scesi e quasi senza rendermene conto la smontai tutta e decisi di restaurarla, maniacalmente, come ogni mio altro restauro. E così un pò per noia un pò per amore del vintage partii con questa avventura.
Ora viene il bello... la bici sembrava una sconosciutissima "Tunesi". I particolari tradivano questa casa sconosciuta: il cambio campagnolo gran sport, il deragliatore campagnolo, tutte le fascette campagnolo cromate e rugginose, un cambio che era un'opera d'arte, dei freni sinuosi e ammalianti. E poi molti particolari strani e molto belli, il piantone del manubrio 3ttt nero, la corona anodizzata. Non ancora convinto andai da mio nonno e chiesi "Sto sistemando la tua bici te vist?"
"si?"
"Si, ma che diavolo di marca è Tunesi?!?!"
"ma no il tunesi è l'artigiano che me l'ha sistemata quando son caduto, cunt la squadra, in quela gara là, che s'eri burlà giò e ma sun fà un mal dèla madonna"
"Quindi che bici è?"
"è una Masi speciale corsa, me l'ero fatta fare nel 1956 da quell'artigiano li del Vigorelli e me la son fatta portare dal mio capo corse"
"Ok grazie"
Torno a casa, cerco su google "Masi".... la storia la conoscete già....
E così un pò per caso, per fortuna, mettetela un pò come volete, mi ritrovo in mano questo pezzo di storia, di leggenda.
I pezzi ci sono tutti ed in ottimo stato, le fascette sono andate ma le ho già trovate nuove (campagnolo dell'epoca ovviamente), anche i poggiamani sono andati ma anche questi li ho trovati, corredati tra l'altro di un ottimo paio di leve campagnolo d'epoca (sostituendo quelle messe dal tunesi). I problemi, e qui mi rivolgo agli esperti, sono trovare il fregio anteriore (lo stemma Masi) e dei cerchi adatti, nonchè delle gomme adatte. Mi servirebbe anche un ottimo decoratore-aerografatore-decalcomaniatore che sia in grado di mettere le scritte sul telaio.
Detto ciò vi lascio da gustare le foto in allegato, aggiungendone sempre di nuove mano a mano che il restauro avanza.
Il prossimo passo che mi accingerò a fare sarà smontare i componenti campagnolo e riportarli a nuova vita, successivamente sabbiare il telaio e i diversi componenti per poi verniciarlo a forno.
Sperando di non avervi annoiato, un caloroso abbraccio.
