Come promesso nel post dove ho messo le foto, dopo circa 500 km eccomi qua a condividere con voi le prime impressioni sulla mia nuova x-lite CRS.
Una duplice doverosa premessa: 1) sono sensibile come un pezzo di ghiaccio e 2) provengo da una Colnago CLX prima serie, un modello che cominciava ad avere una decina di anni alle spalle e dunque molto datato.
Sulla componentistica: rispetto al modello base, ho tolto la sella monolink a favore di una già sperimentata Prologo con conseguente cambio anche del tubo reggisella. Cambio anche del manubrio (FSA compact). Pipa da 100 mm come da indicazione del biomeccanico.
Inoltre, ho fatto circa 300 km con le
DT Swiss R20 Dicut di serie e circa 200 con le Racing 0 che già avevo.
Il gruppo è
Ultegra
Il telaio di assesta ben sotto il kilo di peso e con ruote leggere si sta intorno ai 7 kg di peso complessivo (e forse anche qualcosa meno). Per una bici da 2.300 direi ci si può stare.
Da granfondista, ho testato la bici per lo più in salita. Circa 7.500 m di dislivello in 2 settimane, con salite più o meno lunghe.
La prima cosa che mi ha colpito è stata la grande comodità. Con entrambe le ruote la bici scorre via assorbendo benissimo le buche dell'asfalto. Mi sarei aspettato da una bici così fondamentalmente corsaiola un comportamento più nervoso. Al contrario, rimane stabile e precisa, senza trasmettere particolari vibrazioni. Il tutto si risolve in un generale eccellente comfort di marcia che fa sì che si rientri a casa anche dopo quasi cinque ore senza quella stanchezza da trauma che caratterizzava la Colnago (solo che non lo sai finché non lo provi).
Al di là del comfort la bici va che è una meraviglia, con prestazioni costantemente elevate in tutte le fasce di velocita. Per velocità moderate, si è dimostrata riposante (mi è sembrata nettamente diminuita la deriva cardiaca su salite lunghe) e reattiva. Non appena la strada spiana, poi, sembra "chiedere" di essere rilanciata. Se vuoi, lo fai; altrimenti eviti e lei ti consente di recuperare in maniera molto efficace.
Il meglio di sé, però, lo dà sulle prestazioni elevate. In termini estremanente pratici, intendo dire che è molto più facile raggiungere e (soprattutto) tenere velocità elevate, sia "di crocera", sia "di picco" come può essere un allungo finale o una volata.
Questo accade soprattutto con le Racing 0, per le quali ho avuto conferma che è inutile avere ruote TOP se il telaio non è adeguato. Ma è vero anche per le DT Swiss, che si sono rivelate un buono strumento di allenamento: scorrono bene e sono leggere (le dano per 1500-1600 g), anche se peccano nei rilanci. In ogni caso, sono un buon compromesso e un paio di ruote del genere fa sempre comodo.
Proprio la sua reattività e la sua non estrema leggerezza mi porta a dire che con le ruote giuste è una bici in grado di dare soddisfazione nelle gare a circuito (specie se è prevista qualche salitella) addirittura forse più che nelle granfondo alle quali partecipo (sporful, Mdd ecc...). Al contempo, anche in queste ultime un amatore può arrivare preparato quanto vuole, ma non la porterà mai al limite.
Sono molto soddisfatto del mio acquisto. E ringrazio chi mi ha messo (e lui non lo sa) la pulce nell'orecchio di rivolgere la mia attenzione a questo marchio ancora non così conosciuto nel pur grande mondo degli amatori.
Spero che queste mie impressioni possano essere utili a chi magari sta ancora valutando l'acquisto ed è indeciso.
Ci vediamo in strada!