running invernale

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
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Sì, Ubaldo, avevo citato Albanesi, ma non per le scarpe, ma per la bandelletta, mi riferivo all'articolo sulla bandelletta.

Ecco, tra Nimbus e Cumulus mi ero informato male, avrei detto il contrario. Il drop delle Nimbus è 10,9. Quello delle DS trainer è 9,1.

Quindi oltre al supporto per pronazione ci sarebbe da considerare anche il drop, che influenza maggiormente laq rotazione del piede?!? Consigileresti di provare una scarpa con drop ridotto a 8-9mm nel mio caso. In effetti ho notato anche io che con le Nimbus tendo ad appoggiare quasi sul tallone...

Mi sa che tiro fuori le mie Nike A2 con 4mm di drop appena sto meglio, per provare la differenza e vedere se la bandelletta si infiamma ugualmente.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Perchè Ubaldo dice di non usare scarpe che ammortizzano tanto (io ho A3 e A5 a sto punto) se si pesa meno di 70 kg (anche se adesso sarò pure di più :bua:).
Poi tu dici che per i misti (corro su asfalto e su ghiaia compatta) dovrei usare le Salomon (A5), mentre ho sempre usato le Nike (A3).
Poi Ubaldo mi da' delle dritte per correre in un modo e io prontamente disattendo le indicazioni facendo una distanza di 21 km, totalmente fuori della mia portata e trascinandomi a più di 5' al km per tutta la seconda parte.
Insomma, un disastro umano! :mrgreen:

Ubaldo ha ragione, ma ti crea problemi correre con delle A3??? Poi se vuoi delle scarpe da trail devi mettere in conto che sono tutte A5 se non sbaglio. A meno che tu non voglia andare per sentieri impegnativi con delle A3 o A2, ma avresti degli svantaggi. Quindi se fai trail lo devi fare con le scarpe adeguate, poi certo, c'è chi corre i trail forte in gara anche con scarpe leggere da running, ma è un compromesso...

Per la distanza sei tu il padrone del tuo destino, io non posso dare suggerimenti, visto che predicavo progressività e ieri ho sforato pure io :mrgreen:
 

Andrea_Web

Maglia Iridata
11 Agosto 2006
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Focus Izalco Team SL 1.0 Klein Quantum Pro Yellow Pearl
Ubaldo ha ragione, ma ti crea problemi correre con delle A3??? Poi se vuoi delle scarpe da trail devi mettere in conto che sono tutte A5 se non sbaglio. A meno che tu non voglia andare per sentieri impegnativi con delle A3 o A2, ma avresti degli svantaggi. Quindi se fai trail lo devi fare con le scarpe adeguate, poi certo, c'è chi corre i trail forte in gara anche con scarpe leggere da running, ma è un compromesso...

Per la distanza sei tu il padrone del tuo destino, io non posso dare suggerimenti, visto che predicavo progressività e ieri ho sforato pure io :mrgreen:

Fino a 8 km a 4'20" non mi crea particolari problemi, come dice Ubaldo probabilmente riesco a correre con una discreta postura/falcata/appoggio ecc.
Il 31 ero partito per fare 10km, poi mi è venuta voglia di farne il doppio e son arrivato a casa con le ginocchia in fiamme.
Adesso penso di riuscire a correre nuovamente a piedi da lunedì prossimo e vorrei provare a fare uscite di 8 km sui 4'30" tutti i giorni, ma proverò a usare anche le Salomon.
 

Ubaldo

Apprendista Scalatore
26 Luglio 2008
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Perchè Ubaldo dice di non usare scarpe che ammortizzano tanto (io ho A3 e A5 a sto punto) se si pesa meno di 70 kg (anche se adesso sarò pure di più :bua:).
Poi tu dici che per i misti (corro su asfalto e su ghiaia compatta) dovrei usare le Salomon (A5), mentre ho sempre usato le Nike (A3).
Poi Ubaldo mi da' delle dritte per correre in un modo e io prontamente disattendo le indicazioni facendo una distanza di 21 km, totalmente fuori della mia portata e trascinandomi a più di 5' al km per tutta la seconda parte.
Insomma, un disastro umano! :mrgreen:

la corsa è uno sport, lo sport è prevalentemente passione, quindi ti capisco, c'è poco da fare! :P Molti buoni propositi saltano appena ci si infila le scarpette! :D
Io stesso, quando mi trovo in certe zone geografiche, faccio salite e discese in quantità vietata! :D
 

Ubaldo

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Sì, Ubaldo, avevo citato Albanesi, ma non per le scarpe, ma per la bandelletta, mi riferivo all'articolo sulla bandelletta.

Ecco, tra Nimbus e Cumulus mi ero informato male, avrei detto il contrario. Il drop delle Nimbus è 10,9. Quello delle DS trainer è 9,1.

Quindi oltre al supporto per pronazione ci sarebbe da considerare anche il drop, che influenza maggiormente laq rotazione del piede?!? Consigileresti di provare una scarpa con drop ridotto a 8-9mm nel mio caso. In effetti ho notato anche io che con le Nimbus tendo ad appoggiare quasi sul tallone...

Mi sa che tiro fuori le mie Nike A2 con 4mm di drop appena sto meglio, per provare la differenza e vedere se la bandelletta si infiamma ugualmente.
sì, di fatto molti iperpronatori scoprono un nuovo mondo quando scendono di drop. Il quando corro a drop 0 mi sembra più che correre di scorrere... Eppure, appena infilate, l'ammortizzazione praticamente 0 mi aveva spaventato! Poi tu hai già esperienza di vari tipi di scarpe, quindi non ti farai manco problemi a sperimentare, immagino!
 

Andrea_Web

Maglia Iridata
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la corsa è uno sport, lo sport è prevalentemente passione, quindi ti capisco, c'è poco da fare! :P Molti buoni propositi saltano appena ci si infila le scarpette! :D
Io stesso, quando mi trovo in certe zone geografiche, faccio salite e discese in quantità vietata! :D

Il punto è questo, con la differenza che in bici prendo delle belle bambole ma in qualche modo torno a casa, a piedi si rischia grosso...
 

lupus

Gregario
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Due ruote e una capanna
Fino a 8 km a 4'20" non mi crea particolari problemi, come dice Ubaldo probabilmente riesco a correre con una discreta postura/falcata/appoggio ecc.
Il 31 ero partito per fare 10km, poi mi è venuta voglia di farne il doppio e son arrivato a casa con le ginocchia in fiamme.
Adesso penso di riuscire a correre nuovamente a piedi da lunedì prossimo e vorrei provare a fare uscite di 8 km sui 4'30" tutti i giorni, ma proverò a usare anche le Salomon.

Perché ti fai tante pippe sulle scarpe quando sai benissimo (come scrivi qui sopra) che hai male perché hai esagerato con i km e/o la velocità? Anche il proposito di farti 8km tutti i giorni va nella stessa direzione di esagerare il carico: sono 56km a settimana. Sono fattibili, ma ci devi arrivare molto gradualmente, da raggiungere non prima di tre-quattro mesi da adesso (ammesso che nell'ultimo giro non ti sia fatto male sul serio, spero di no).

Riguardo alle scarpe: negli ultimi anni sono diventate di moda quelle con poca o nulla ammortizzazione, ma appunto è una moda, come i tacchi a spillo per le donne: se ci sai camminare va bene, altrimenti ti sloghi le caviglie (con i tacchi). Nel caso delle scarpe senza ammortizzazione, devi assolutamente evitare di atterrare con il tallone, ma non è semplice cambiare completamente il proprio stile di corsa se non si usa già di per sè l'avampiede. In pratica se già usi l'avampiede per toccare terra sei già un po' più protetto dagli infortuni, qualsiasi scarpa tu usi (scarpe ortopediche e scarponi da sci non ammessi:-)) ed ovviamente non ha nessun senso dire "poi le articolazioni rimangono immacolate dopo qualunque distanza" se usi quelle scarpe, perché è completamente ed evidentemente falso. Se invece atterri di tallone, continua con le A3 (o A4 per iperpronatori) altrimenti le probabilità di infortunio aumentano notevolmente (su sweatscience tempo fa avevano pubblicato i risultati di una ricerca proprio su quest'argomento, per chi vuole leggersela).
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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sì, di fatto molti iperpronatori scoprono un nuovo mondo quando scendono di drop. Il quando corro a drop 0 mi sembra più che correre di scorrere... Eppure, appena infilate, l'ammortizzazione praticamente 0 mi aveva spaventato! Poi tu hai già esperienza di vari tipi di scarpe, quindi non ti farai manco problemi a sperimentare, immagino!

Con calma sperimentare, non è che posso riempirmi la casa di scarpe :wacko: :mrgreen:

Comunque ho fatto così anche per le scarpe da bici: prima di approdare alle Specialized, le ho provate un po' tutte: Sidi, Diadora, Northwave, Mavic, Pearl Izumi...

Cercherò piuttosto di non ripetere l'errore di ieri, come quello di Andrea: non farò più 17 km oppure oltre, senza arrivarci gradualmente; se ieri mi fossi fermato a 10 non sarei qui a parlarne.

Ora in casa ho:

1) Nike Free 3.0, peso 210 gr. circa, drop 4mm
2) Nike Lunarglide, peso 275 gr. circa, drop 10mm
3) Asics Nimbus, peso 320 gr. circa, drop 10,9mm
4) Salomon XA 3d ultra 2, per il trail

I migliori riscontri per la bandelletta li ho avuti con le Lunarglide (che sono neutre e per lievi pronatori), abbinate a suolette Ironman con un po' di sostegno per la pronazione, ed è la soluzione che adotto ormai da 2 mesi circa. Poi mi son preso le Asics, a fine anno, perché speravo di alleggerire ulteriormente la bandelletta, ed erano col 50% di sconto...:mrgreen:

Sinceramente, per quello che intendo fare io, eviterei di comprare un altro paio di scarpe: al massimo userò come facevo le Lunarglide con la suoletta, in modo da non infastidire la bandelletta e poter fare 2-3 uscite di running a settimana. Al massimo fino a 12 km, non di più.

Quando la situazione si sarà stabilizzata, farò una bella visita biomeccanica/dinamica per valutare bene il tipo di appoggio che ho, soprattutto con il piede destro, e a quel punto sceglierò la scarpa mirata, oppure un plantare, se necessario.
 

Ubaldo

Apprendista Scalatore
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Perché ti fai tante pippe sulle scarpe quando sai benissimo (come scrivi qui sopra) che hai male perché hai esagerato con i km e/o la velocità? Anche il proposito di farti 8km tutti i giorni va nella stessa direzione di esagerare il carico: sono 56km a settimana. Sono fattibili, ma ci devi arrivare molto gradualmente, da raggiungere non prima di tre-quattro mesi da adesso (ammesso che nell'ultimo giro non ti sia fatto male sul serio, spero di no).

Riguardo alle scarpe: negli ultimi anni sono diventate di moda quelle con poca o nulla ammortizzazione, ma appunto è una moda, come i tacchi a spillo per le donne: se ci sai camminare va bene, altrimenti ti sloghi le caviglie (con i tacchi). Nel caso delle scarpe senza ammortizzazione, devi assolutamente evitare di atterrare con il tallone, ma non è semplice cambiare completamente il proprio stile di corsa se non si usa già di per sè l'avampiede. In pratica se già usi l'avampiede per toccare terra sei già un po' più protetto dagli infortuni, qualsiasi scarpa tu usi (scarpe ortopediche e scarponi da sci non ammessi:-)) ed ovviamente non ha nessun senso dire "poi le articolazioni rimangono immacolate dopo qualunque distanza" se usi quelle scarpe, perché è completamente ed evidentemente falso. Se invece atterri di tallone, continua con le A3 (o A4 per iperpronatori) altrimenti le probabilità di infortunio aumentano notevolmente (su sweatscience tempo fa avevano pubblicato i risultati di una ricerca proprio su quest'argomento, per chi vuole leggersela).

se fossi in te non ci andrei così sicuro nelle affermazioni. Ci sono ricerche che dimostrano l'esatto contrario, soprattutto dando almeno 4 settimane di adattamento perchè il corpo si abitui alla nuova condizione. Altrimenti non si spiegherebbe il perchè dell'elevata incidenza di problemi all'anca e al ginocchio con l'introduzione delle ammortizzate a drop alto (per atleti che usavano scarpe più semplici).
Consideriamo che non basta indossare una scarpa piatta o correre a piede nudo per appoggiare il piede in maniera più omogenea a terra, visto il condizionamento neuromuscolare.

Basta vedere quanto allenamento fanno fare nell'atletica sulla tecnica. A tutte le età si riesce a lavorare sullo stile, anche se diviene più difficile da adulti (chiaramente).
come la metti con gente di peso medio che ha fatto 2000 km continuativi con le nike free 3.0 v4 senza infortunarsi? E sono scarpe praticamente non ammortizzate e senza nessun controllo della falcata. Idem per ultramaratoneti come Krupicka: 10000 km all'anno tra strada e sentieri solo con scarpe minimali.
Possiamo tranquillamente mettere in discussione il "nuovo" (che nuovo non è, visto che semplicemente ora se ne parla massicciamente anche da noi, a differenza di qualche anno fa) trend, ma non mi lancerei in dichiarazioni tanto sicure ;)
Personalmente non concordo nemmeno sull'affermazione secondo cui gli heel striker dovrebbero usare solo scarpe ammortizzate del tipo A3/A4. Per la gran parte degli amatori, la quasi totalità, è normale atterrare in una zona più o meno arretrata del tallone, poichè con una suola alta ed ad alto differenziale spostare l'atterraggio più avanti costringerebbe la muscolatura della gamba e la caviglia ad un gesto innaturale: una scarpa che non rispetta la forma naturale del piede porta ad una corsa diversa da quella a cui saremmo portati naturalmente e questo mi sembra difficile da discutere, sinceramente. È proprio provando una scarpa più bassa e con meno dislivello che già da subito si tende a spostare più avanti l'atterraggio e si pongono basi più adeguate per lavorare sullo stile (che poi, basta imporsi una frequenza già un poco più elevata e si agevola questo lavoro).
Inoltre un atterraggio di tallone pesante (quindi non uno moderato) va sempre corretto, perchè non c'è scarpa che ti salvi abbastanza dal trauma dell'impatto, dalla difficoltà a controllare il movimento del piede conseguente e dall'eccessivo uso dei muscoli posteriori della coscia, che vengono mobilitati per uno sforzo per cui non sono sono stati "progettati" :D
Detto questo, non vado oltre su un forum di bici, mi pare troppo approfondita come questione, anche se era giusto fornire due prospettive sull'argomento.
Certo la verità non la ha nessuno in tasca, come peraltro dimostrano le ricerche contrastanti, però penso che potremmo parlarne in maniera più rilassata o-o

Con calma sperimentare, non è che posso riempirmi la casa di scarpe :wacko: :mrgreen:

Comunque ho fatto così anche per le scarpe da bici: prima di approdare alle Specialized, le ho provate un po' tutte: Sidi, Diadora, Northwave, Mavic, Pearl Izumi...

Cercherò piuttosto di non ripetere l'errore di ieri, come quello di Andrea: non farò più 17 km oppure oltre, senza arrivarci gradualmente; se ieri mi fossi fermato a 10 non sarei qui a parlarne.

Ora in casa ho:

1) Nike Free 3.0, peso 210 gr. circa, drop 4mm
2) Nike Lunarglide, peso 275 gr. circa, drop 10mm
3) Asics Nimbus, peso 320 gr. circa, drop 10,9mm
4) Salomon XA 3d ultra 2, per il trail

I migliori riscontri per la bandelletta li ho avuti con le Lunarglide (che sono neutre e per lievi pronatori), abbinate a suolette Ironman con un po' di sostegno per la pronazione, ed è la soluzione che adotto ormai da 2 mesi circa. Poi mi son preso le Asics, a fine anno, perché speravo di alleggerire ulteriormente la bandelletta, ed erano col 50% di sconto...:mrgreen:

Sinceramente, per quello che intendo fare io, eviterei di comprare un altro paio di scarpe: al massimo userò come facevo le Lunarglide con la suoletta, in modo da non infastidire la bandelletta e poter fare 2-3 uscite di running a settimana. Al massimo fino a 12 km, non di più.

Quando la situazione si sarà stabilizzata, farò una bella visita biomeccanica/dinamica per valutare bene il tipo di appoggio che ho, soprattutto con il piede destro, e a quel punto sceglierò la scarpa mirata, oppure un plantare, se necessario.
hai le v4 della nike? Quelle sono effettivamente da 4-6 mm, a seconda delle misurazioni. Hai il piede stretto? A me non entrano manco pagando! :DDD
La lunarglide rimane piacevole anche con quel tipo di soletta? Non ti toglie sensibilità d'appoggio?
Cmq, la bandelletta soffre le variazioni di carico prima di tutto e il sovrappeso.
Nel tuo caso potrebbe essere il primo aspetto ed eventualmente il tipo di scarpa (ma se iperproni abbastanza marcatamente lo dovresti vedere già dalla deformazione delle scarpe e mi par di capire non sia il tuo caso, giusto?).
A me la bandelletta dava fastidio assai con le scarpe dall'ammortizzazione troppo morbida, che, come dicevo, mi facevano iperpronare. Le mie gambe gradiscono scarpe più secche e possibilmente più basse, altro elemento stabilizzante un poco sottovalutato (mi trovo pure molto bene con le green silence, che sono A2 a drop intermedio, 8mm).
Una cosa è sicura: più son basse e col tallone ridotto meno problemi articolari ho (parlando della mia esperienza personale, però condivisa da altri iperpronatori non eccessivi).
C'è un sito parzialmente in costruzione che raccoglie interessanti articoli sull'approccio minimal o barefoot (quest'ultimo non lo condivido, ma è cosa mia): http://www.corsanaturale.it/ Qui qualcosa di interessante si può leggere
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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hai le v4 della nike? Quelle sono effettivamente da 4-6 mm, a seconda delle misurazioni. Hai il piede stretto? A me non entrano manco pagando! :DDD
La lunarglide rimane piacevole anche con quel tipo di soletta? Non ti toglie sensibilità d'appoggio?
Cmq, la bandelletta soffre le variazioni di carico prima di tutto e il sovrappeso.
Nel tuo caso potrebbe essere il primo aspetto ed eventualmente il tipo di scarpa (ma se iperproni abbastanza marcatamente lo dovresti vedere già dalla deformazione delle scarpe e mi par di capire non sia il tuo caso, giusto?).
A me la bandelletta dava fastidio assai con le scarpe dall'ammortizzazione troppo morbida, che, come dicevo, mi facevano iperpronare. Le mie gambe gradiscono scarpe più secche e possibilmente più basse, altro elemento stabilizzante un poco sottovalutato (mi trovo pure molto bene con le green silence, che sono A2 a drop intermedio, 8mm).
Una cosa è sicura: più son basse e col tallone ridotto meno problemi articolari ho (parlando della mia esperienza personale, però condivisa da altri iperpronatori non eccessivi).
C'è un sito parzialmente in costruzione che raccoglie interessanti articoli sull'approccio minimal o barefoot (quest'ultimo non lo condivido, ma è cosa mia): [URL]http://www.corsanaturale.it/[/URL] Qui qualcosa di interessante si può leggere

Ti rispondo punto per punto

1) Sì, ho le v4 e mi entrano, n. 44: le prime volte usavo un calzascarpe, ma ora anche col dito :-) Le ho trovate subito ottime nella calzata, però siccome ero agli inizi della corsa (erano 15 anni che facevo solo bici e un po' di trekking), l'impatto muscolare è stato traumatico: ero devastato ed indolenzito ovunque. In più abito in campagna è ho molte strade sterrate, non perfettamente piane, ma esempre con buche e/o avvallamenti, ghiaino che si infilava nella suola. Vedendo che ci mettevo molto a recuperare l'indolenzimento muscolare, mi sono dirottatto su una scarpa un pochino più "sostenuta" e provando le Lunarglide mi son trovato subito bene.

2) Le Lunarglide con la suoletta con supporto antipronazione han perso qualcosa, vero, ma ho guadagnato che è sparita la tensione alla bandelletta, che appariva usando le suolette originali puntualmente dopo 4-5 km. Con la suoletta è come se la zona si fosse scaricata della tensione che le provocava l'appoggio ripetuto della corsa. C'è da dire che faccio un percorso ricco di curve a destra, e ho notato che questa cosa accentuava l'insorgenza del problema.

3) Non so se iperprono, magari è una pronazione leggera, ma tanto basta. Quando cammino sento che appoggio prima l'interno del tacco e poi il resto della scarpa, sempre all'interno, con qualsiasi tipo di scarpa. Ho provato anche a correre con le scarpe da trail, più stabili, su un percorso misto, e son tornato a casa senza alcun dolore. Il problema è dovuto anche al fatto che il mio piede destro è più "stretto", più piccolo del sinistro, e di solito le scarpe destre mi vanno leggermente larghe, tanto che devo stringerle di più. Non so se in fluisca, ma mi son fatto l'idea che se il piede ha un po' di libertà all'interno della scarpa, questo aiuti la mia pronazione. Guarda caso le suolette non solo hanno il supporto per la pronazione, ma sono anche più spesse e mi consentono di vestire la scarpa tenendo la caviglia ben ferma.

4) Ti ringrazio del link, ci ero arrivato anche io in effetti cercando in rete, perché la cosa è molto interessante: son sempre più convinto che meno condizionamenti si hanno, più il nostro corpo ha la libertà di esprimersi assecondando le proprie particolarità, e quindi non è detto che certi aspetti siano necessariamente da correggere, anzi.

Sul discorso anche di Lupus, scarpe ammortizzate o no, è un po' il discorso che ho sentito fare dagli addetti ai lavori di molti negozi: per correre ci vogliono scarpe ammortizzate, le Nike Free sono buone da andare a passeggio. Questo può essere vero in alcuni casi, ma non universalmente: ci sono pro e contro e ogni corridore ha esigenze diverse: le scarpe col gel o roba simile non possono essere e non sono la panacea di tutti i mali, e a mio avviso vengono consigliate con troppa faciloneria. E così è stato fatto anche con me, nonostante sia di natura diffidente alle ovvietà, mi è stato detto che probabilmente con l'ammortizzazione avrei avuto meno problemi alla bandelletta, perché l'ammortizzazione avrebbe alleggerito il carico. E che le Lunarglide non erano delle vere scarpe ammortizzate, per quello avevo male.

La fine di tutto questo discorso è che concordo con te e con Lupus sul fatto che la maggior parte dei problemi, per i principianti, risiedono nell'esagerare, e su quello faccio mea culpa pure io che ci son cascato di nuovo, in pieno. Però poi che ognuno individui il proprio problema e scelga le scarpe adatte, anche le scarpe ammortizzate possono essere una moda, come quelle minimali.

Siccome son convinto che potrei correre con le Superga in tela, se non fosse per come appoggio il piede destro, la cosa che farò è fare stretching mirato per la bandelletta, un buon riscaldamento, e mi aiuterò con una suoletta apposta per contrastare quel vizio. Queste ad esempio sono molto interessanti [URL]http://orthosole.com/index.php[/URL] perché consentono una personalizzazione della calzata, cosa per me fondamentale sia per la pronazione, sia per il fatto che ho un arco plantare molto accentuato.
 

Ubaldo

Apprendista Scalatore
26 Luglio 2008
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Beato te che ti entrano le V4! :D Le ha prese la mia ragazza, comunque, davvero una bella scarpa. È una scarpa "difficile" ma vedo che aiuta molto sul passo.
In linea generale concordo, una scarpa più minimale aiuta il nostro corpo a fare una cosa che sa fare benissimo: adattarsi naturalmente alle situazioni. Più filtri abbiamo, peggio è. Naturalmente la progressività negli sforzi va comunque rispettata.
Il mio amico che mi ha introdotto alla corsa, che faceva atletica dice la stessa cosa che hai detto tu: correva tranquillamente con le superga di tela e gli hanno comunque insegnato che è meglio assecondare una caratteristica fisica, che non tentare di correggerla.
Salvo che non raggiunga livelli patologici, mi sento di aggiungere.
Le scarpe strutturate peraltro sono una parentesi all'interno di vari tipi di scarpe più semplici, pensate che lo status quo sia il meglio a volte può rendere difficile l'analisi di un problema.
Cmq, lasciando perdere ora questo discorso generale, c'è qualcosa che non mi torna sul tuo appoggio. Premetto che i percorsi con molte curve non aiutano, soprattutto se tutte da un lato, il problema della bandelletta (e concordo anche sugli effetti di una scarpa larga), ci sarebbero due cose da analizzare.
Qualcuno dovrebbe guardarti correre, praticamente tutti poggiano prima il piede all'esterno, in un punto variabile tra il tallone e l'avampiede. Quello che accade dopo ci qualifica come iperpronatori, neutri o supinatori, a seconda che la caviglia collassi troppo, il giusto o troppo poco.
Peraltro un piede cavo, con l'arco alto quindi, è di solito indiziante di una certa rigidità dei legamenti, tipica dei supinatori, anche se non vi è relazione univoca tra tale caratteristica d'appoggio e la forma del piede, poichè bisogna guardare cosa accade al piede in maniera dinamica.
Tolto questo discorso, io farei una cosa, per la bandelletta. I giorni che non è infiammata inserirei una corsa molto breve con le nike free (senza soletta, ma tanto qui non la usi), per rinforzare la muscolatura del piede e aumentarne la sensibilità in appoggio.
Poi inserirei vari esercizi per rinforzare il "core", cioè la cintura addominale e i glutei: la cintura addominale tende a essere poco sviluppata nei ciclisti e questo può introdurre, mentre si corre, qualche instabilità che va proprio a ripercuotersi in svariati problemi del ginocchio. Val la pena provare! http://www.runnersworld.com/advice/...-Month-by-Month-Guide-to-a-Fitter,-Faster-You gli esercizi sotto MARCH: Build an Injury-Proof Body potrebbero aiutare.
P.S.: oltre alla bandelletta, alla lunga soffri di problemini all'anca?
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Grazie dei consigli.

In effetti anche io facevo atletica e non ho mai sofferto di nulla alla bandelletta: forse avevo la muscolatura più sviluppata, forse ero più giovane (ora ho 43 anni), facevo tanto sport con le gambe, le ginocchia, i tendini: erano continuamente sollecitati ma anche allenati.

Ecco, però ora siamo a livello di patologia che si ripresenta puntuale e in abbinamento a certe circostanze. Forse ho introdotto conclusioni sbagliate, magari non è un problema di pronazione, magari sono un supinatore che per contrastare questa sensazione, correndo, tende a chiudere sull'interno e a sollecitare in maniera anomala la bandelletta. Sta di fatto che ho tutte le caratteristiche per avere quel male lì: varismo sia delle ginocchia che della tibia, il piede cavo non mi aiuta perché mi rende difficile l'appoggio dell'avampiede, e quindi o corro quasi di punta (e quando facevo 200 e 400 in pista correvo così), oppure se cerco di spostare l'appoggio trovo subito il tallone: ciò spiegherebbe il perché abbia trovato benificio con una suoletta che ha un sostegno proprio nella zona dove l'arco del piede è più pronunciato, funziona in un certo senso riempiendo il vuoto e dando stabilità all'appoggio.

Mi piace il quadro che sta venendo fuori, ti ringrazio Ubaldo per le dritte che mi stanno aiutando a fare chiarezza: ottimo il consiglio di fare dei brevi con le Free, nelle quali, come dici, è impossibile inserire qualsiasi suoletta (non riuscirei proprio a calzarle): una certezza c'è, che quando le ho usate mi hann fatto male i muscoli, molto i polpacci, ma era un indolenzimento normale, e la bandelletta non ha dato nessun segnale anomalo.

Sul fatto che qualcuno dovrebbe vedermi son d'accordo, forse riesco a farmi vedere a breve da qualcuno esperto, in effetti è importante.

Grazie per gli esercizi, li inserirò insieme a quelli di streching volentieri: oltre alla bandelletta, la fitta parte da lì e poi risale lungo tutto l'apparato muscolare a lato del quadricipite, fino all'inguine e anche un po' all'anca. Quando torno a casa non solo faccio fatica a piegare/stendere il ginocchio, ma ho un indolenzimento su tutto l'inguine, fino all'interno, che mi dura fino al giorno seguente. Un tempo mi era capitato anche in bici, quando presi le scarpe nuove, ed era la tacchetta troppo arretrata; poi è intervenuto Emanuele che se n'è accorto subito. Avanzata la tacchetta, sparito il male. Se si potesse far così anche con la corsa :mrgreen: Ma in effetti quello che sto cercando di fare io mettendo supporti all'interno della scarpa è simile allo spostamento della tacchetta: si tratta di impedire al piede di poggiare in modo anomalo, soprattutto quando sono stanco, creando tensione inutile alla bandelletta.

Comunque le uniche certezze che ho sono che:

1) Col caldo, a settembre/ottobre, il problema non si era nemmeno palesato lontanamente. E' arrivato insieme al freddo. Ergo devo fare più riscaldamento e mettere magari un po' di crema riscaldante sulla zona.
2) con le scarpe da trekking, o da trail, anche camminando molte ore e facendo salite e discese sconnesse, non ho mai sofferto di questa problematica. Ultimamente sono andato a fare trekking con i cani il 31 dicembre, e mi son fatto anche qualche corsa con loro su e giù nei boschi. Son tornato a casa senza un dolore.

Il che vuol dire che c'è qualcosa di anomalo (non di sbagliato) nel modo in cui appoggio il piede nel running. Ciò può dipendere dalle scarpe e dalla mia postura, quindi la soluzione va cercata lì, anche andando per tentativi, formulati però su ipotesi plausibili.
o-o
 
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battaglin76

Apprendista Scalatore
28 Ottobre 2006
2.109
237
reggio emilia
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ma farti un bel plantare apposito invece di provare n-mila scarpe?
sulle minimal nn capisco una cosa: 20 e passa anni di ricerca per tornare alle origini, non è forse che le grandi marche non sanno più cosa inventare?moda tendenza...
oggi: 20'w-up+6x(1k fv+400fm)+20'fm+5'defa
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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ma farti un bel plantare apposito invece di provare n-mila scarpe?

Non vorrei entrare nel turbinio delle visite specializzate e dei plantari, me la tengo come ultima risorsa. Preferisco provare qualche scarpa, non essendo sicuro che sia un problema di postura statica, quanto di appoggio dinamico dato dal tipo di scarpa. Per quello provo scarpe diverse.

Forse devo solo correggere il mio modo di correre.

Mi ha detto Mardok che vicino a Cesena c'è un centro che valuta su tapis roulant l'appoggio e la dinamica della corsa. Sarebbe l'ideale: a quel punto se mi cosiglieranno un plantare si farà, e se mi consiglieranno un tipo di scarpa, beh, quella è probabile che l'avrò già: ho coperto quasi tutte le categorie ora: A2 leggere neutre, A2 leggere con poco supporto pronatorio, A3 neutre e per supinatori. Mi mancano praticamente solo le A4...

Cmq la situazione è sotto controllo, ho soltanto esagerato nei km, e si è riacutizzata una problematica un po' noiosa. Posso continuare come facevo prima, a fare allenamenti al massimo da 10 km, due volte a settimana.

Tanto a me interessa la bici, soprattutto. Però mi piacciono le scarpe, si era capito?!? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
 

lupus

Gregario
26 Aprile 2010
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Padova
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Bici
Due ruote e una capanna
se fossi in te non ci andrei così sicuro nelle affermazioni. Ci sono ricerche che dimostrano l'esatto contrario, soprattutto dando almeno 4 settimane di adattamento perchè il corpo si abitui alla nuova condizione.

http://www.asbweb.org/conferences/2012/abstracts/281.pdf
Approximately 1/3 of experienced MS runners in
this sample misclassified their footstrike pattern,
and demonstrated a rearfoot strike pattern with
potentially injurious loading rates.
Tradotto:
Circa un terzo dei runner esperti nell'usare scarpe minimaliste non si rende conto
di atterrare sui talloni, sollecitando le articolazioni a livello potenzialmente pericoloso.

Dopo almeno sei mesi di uso di scarpe minimaliste, il 30+% dei runner con scarpe minimaliste comunque atterra con il tallone, applicando un carico enormemente superiore a quello che avrebbero usando le normali scarpe da corsa con il conseguente aumento del rischio di danni.
Il paper è interessante anche per la quantificazione del carico: 69 con scarpe normali (presumibilmente A3), 53 con le minimaliste con appoggio all'avampiede e 108 con le minimaliste e appoggio con il tallone. Quindi come ci si aspetta, l'appoggio di avampiede da un piccolo vantaggio, l'appoggio di tallone con le minimaliste è disastroso (e non evitabile per molti anche dopo molti mesi di utilizzo).
Dato che l'aumento di rischio è sopralineare con l'aumento del carico, usare le minimaliste per molti sarebbe un danno, altro che la tua affermazione che con le minimaliste puoi correre qualunque distanza.
Ed io sono perfettamente rilassato;nonzo%, sono intervenuto solo per dare un consiglio supportato da ricerche perché mi dispiacerebbe vedere amici infortunarsi per l'uso di scarpe non adatte proposte come miracolistiche come è stato fatto qui.
E per chiarire: io non sono contrario all'uso delle scarpe minimaliste per quelle (poche) persone che naturalmente appoggiano con l'avampiede (considero invece abbastanza idiota il barefoot:-)). Per tutti gli altri, l'uso delle A3 (o A4 per iperpronatori) è il miglior compromesso.
Ho fatto qualche ricerca, ma non ci sono ancora dei paper ben fatti che indaghino la probabilità di infortunio tra i vari tipi di scarpe. Ce ne sono invece che indicano che il 90+% dei runner appoggia con il tallone e per questi le minimaliste sono assolutamente sconsigliate.
 

COSMIC

Gregario
30 Novembre 2004
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Cannondale Caad10 Ultegra 11 - BMC TMR02 Ultegra 11
Anche io ho ripreso dopo 3 anni e mezzo di stop...ho fatto la mia ultima mezza a Sanremo nel 2008 chiusa con un tempo di 1h34...la ripresa è stata traumatica, ma ad oggi, senza strafare (1 uscita ogni 5 giorni ad incremento km) sono tornato a fare i 17 km a 5' al km.....incuriosito dalle recensioni ho acquistato un paio di ADISTAR Ride 4 con le quali mi trovo veramente bene, ad oggi nessun problema alle ginocchia e caviglie nonostante non sia propriamente una piuma 181 x 78 kg...detto questo, pensassi di correre con una scarpa non ammortizzata con molta probabilità andrei incontro a seri problemi...
 

Ubaldo

Apprendista Scalatore
26 Luglio 2008
2.599
83
43
Bari, Castellana-Polignano (Chiesa Nuova)
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Haibike Affair custom
http://www.asbweb.org/conferences/2012/abstracts/281.pdf
Approximately 1/3 of experienced MS runners in
this sample misclassified their footstrike pattern,
and demonstrated a rearfoot strike pattern with
potentially injurious loading rates.
Tradotto:
Circa un terzo dei runner esperti nell'usare scarpe minimaliste non si rende conto
di atterrare sui talloni, sollecitando le articolazioni a livello potenzialmente pericoloso.

Dopo almeno sei mesi di uso di scarpe minimaliste, il 30+% dei runner con scarpe minimaliste comunque atterra con il tallone, applicando un carico enormemente superiore a quello che avrebbero usando le normali scarpe da corsa con il conseguente aumento del rischio di danni.
Il paper è interessante anche per la quantificazione del carico: 69 con scarpe normali (presumibilmente A3), 53 con le minimaliste con appoggio all'avampiede e 108 con le minimaliste e appoggio con il tallone. Quindi come ci si aspetta, l'appoggio di avampiede da un piccolo vantaggio, l'appoggio di tallone con le minimaliste è disastroso (e non evitabile per molti anche dopo molti mesi di utilizzo).
Dato che l'aumento di rischio è sopralineare con l'aumento del carico, usare le minimaliste per molti sarebbe un danno, altro che la tua affermazione che con le minimaliste puoi correre qualunque distanza.
Ed io sono perfettamente rilassato;nonzo%, sono intervenuto solo per dare un consiglio supportato da ricerche perché mi dispiacerebbe vedere amici infortunarsi per l'uso di scarpe non adatte proposte come miracolistiche come è stato fatto qui.
E per chiarire: io non sono contrario all'uso delle scarpe minimaliste per quelle (poche) persone che naturalmente appoggiano con l'avampiede (considero invece abbastanza idiota il barefoot:-)). Per tutti gli altri, l'uso delle A3 (o A4 per iperpronatori) è il miglior compromesso.
Ho fatto qualche ricerca, ma non ci sono ancora dei paper ben fatti che indaghino la probabilità di infortunio tra i vari tipi di scarpe. Ce ne sono invece che indicano che il 90+% dei runner appoggia con il tallone e per questi le minimaliste sono assolutamente sconsigliate.
è quello che ho scritto nel post, bisogna comunque rieducare il passo o fare come in quello studio che citavo e che dovresti trovare su runblogger, secondo cui dopo 4 settimane si nota un adattamento fisico del passo. Con una scarpa barefoot (quindi più che minimalista) è doloroso atterrare di tallone, visto che esso non è fatto per atterrarci e il feedback al cervello porta a spostare la corsa in avanti.
Basta fare, comunque, qualche esercizio: giochino del pendolo stando dritti, sentire il peso che si carica sull'avampiede con il tallone a terra ma molto scarico, inclinarsi in avanti e correre (senza portare il bacino all'indietro, come se un filo tirasse l'ombelico) cercando di conservare quella sensazione di appoggio. Fermarsi dopo 50 metri e riprovare. Si può fare anche con scarpe a drop alto, con meno efficacia
 
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Ubaldo

Apprendista Scalatore
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Grazie dei consigli.

In effetti anche io facevo atletica e non ho mai sofferto di nulla alla bandelletta: forse avevo la muscolatura più sviluppata, forse ero più giovane (ora ho 43 anni), facevo tanto sport con le gambe, le ginocchia, i tendini: erano continuamente sollecitati ma anche allenati.

Ecco, però ora siamo a livello di patologia che si ripresenta puntuale e in abbinamento a certe circostanze. Forse ho introdotto conclusioni sbagliate, magari non è un problema di pronazione, magari sono un supinatore che per contrastare questa sensazione, correndo, tende a chiudere sull'interno e a sollecitare in maniera anomala la bandelletta. Sta di fatto che ho tutte le caratteristiche per avere quel male lì: varismo sia delle ginocchia che della tibia, il piede cavo non mi aiuta perché mi rende difficile l'appoggio dell'avampiede, e quindi o corro quasi di punta (e quando facevo 200 e 400 in pista correvo così), oppure se cerco di spostare l'appoggio trovo subito il tallone: ciò spiegherebbe il perché abbia trovato benificio con una suoletta che ha un sostegno proprio nella zona dove l'arco del piede è più pronunciato, funziona in un certo senso riempiendo il vuoto e dando stabilità all'appoggio.

Mi piace il quadro che sta venendo fuori, ti ringrazio Ubaldo per le dritte che mi stanno aiutando a fare chiarezza: ottimo il consiglio di fare dei brevi con le Free, nelle quali, come dici, è impossibile inserire qualsiasi suoletta (non riuscirei proprio a calzarle): una certezza c'è, che quando le ho usate mi hann fatto male i muscoli, molto i polpacci, ma era un indolenzimento normale, e la bandelletta non ha dato nessun segnale anomalo.

Sul fatto che qualcuno dovrebbe vedermi son d'accordo, forse riesco a farmi vedere a breve da qualcuno esperto, in effetti è importante.

Grazie per gli esercizi, li inserirò insieme a quelli di streching volentieri: oltre alla bandelletta, la fitta parte da lì e poi risale lungo tutto l'apparato muscolare a lato del quadricipite, fino all'inguine e anche un po' all'anca. Quando torno a casa non solo faccio fatica a piegare/stendere il ginocchio, ma ho un indolenzimento su tutto l'inguine, fino all'interno, che mi dura fino al giorno seguente. Un tempo mi era capitato anche in bici, quando presi le scarpe nuove, ed era la tacchetta troppo arretrata; poi è intervenuto Emanuele che se n'è accorto subito. Avanzata la tacchetta, sparito il male. Se si potesse far così anche con la corsa :mrgreen: Ma in effetti quello che sto cercando di fare io mettendo supporti all'interno della scarpa è simile allo spostamento della tacchetta: si tratta di impedire al piede di poggiare in modo anomalo, soprattutto quando sono stanco, creando tensione inutile alla bandelletta.

Comunque le uniche certezze che ho sono che:

1) Col caldo, a settembre/ottobre, il problema non si era nemmeno palesato lontanamente. E' arrivato insieme al freddo. Ergo devo fare più riscaldamento e mettere magari un po' di crema riscaldante sulla zona.
2) con le scarpe da trekking, o da trail, anche camminando molte ore e facendo salite e discese sconnesse, non ho mai sofferto di questa problematica. Ultimamente sono andato a fare trekking con i cani il 31 dicembre, e mi son fatto anche qualche corsa con loro su e giù nei boschi. Son tornato a casa senza un dolore.

Il che vuol dire che c'è qualcosa di anomalo (non di sbagliato) nel modo in cui appoggio il piede nel running. Ciò può dipendere dalle scarpe e dalla mia postura, quindi la soluzione va cercata lì, anche andando per tentativi, formulati però su ipotesi plausibili.
o-o

quadro indubbiamente interessante!
Sì, le free hanno dato quell'effetto e non hanno indolenzito il ginocchio (se eri già vicino al palesarsi del problema, chiaro) perchè, facendo lavorare il piede e la muscolatura della coscia, spostano l'ammortizzazione della corsa nei punti dedicati del nostro corpo, cioè piede e coscia.
Con una scarpa strutturata il piede questo lavoro non lo può fare (e i relativi muscoli si indeboliscono, motivo dei tanti dolorini di quando si inizia a correre con queste scarpe).
Inoltre, quando si corre con un tallone rialzato, la corsa tende ad essere meno radente, quindi la scarpa, che deve sostenere tutto il lavoro al posto dei muscoli, si carica di un atterraggio anche più massiccio. E le scarpe si scaricano in fretta.


@ Cosmic: non so il tuo modello di adidas, ma in generale sono scarpe abbastanza secche, toste, fatte per chi ha muscoli elastici. Se ti ci trovavi bene, quindi, non usi particolare ammortizzazione.
Quando si pensa che si andrà in pezzi con una minimalista, non si tiene conto della diversità del tipo di corsa, ecco tutto.
Poi, magari le minimal non sono per tutti, possibile (ma la usano soggetti in sovrappeso con minor tendenza all'infortunio delle strutturate, secondo alcune esperienze personali che ho letto, non sulla base di statistiche in merito, che non ho), ma almeno consentono di provare una corsa più simile a quella a cui è portato naturalmente il nostro corpo. Alla fine danno un filtro, seppur ridotto, per diminuire la rigidità di un fondo stradale, cioè sarebbe quasi come correre a piedi nudi su un fondo lievemente elastico.
 

mardok80

Ammiraglia
22 Gennaio 2009
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Allego altre 2 foto per fare l'idea

Per adesso sono andato da un amico del mio collega di lavoro che e' osteopata,mi a visitato mi a fatto alcuni movimenti e mi a detto che sembrerebbe una infiammazione dei tendini della zampa d'oca.

Mi a detto che possono essere i tendini/legamenti che partono dal bacin perche non sembra essere molto allinato e cosi facendo si possono infiammare.

Ora provo qualche seduta e poi vedremo se passa.