Salumi : pro e contro

lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
14.869
14.207
Basilicata del sud
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Bici
Rose X-Lite Six, Canyon Ultimate CF10
Mi intrometto nella discussione... La mia famiglia, ha un allevamento di cinghiali allo stato brado e un salumificio artigianale dove facciamo prodotti senza conservanti aggiunti...ho fatto la tesi sui salumi italiani, studiato molto in merito e ho fatto un corso da assaggiatori di salumi....neanche vi dico cosa ci sia dietRo alla produzione di prosciutto cotto...inimmaginabile...e i produttori"d élite" si contano sulle punte di una mano in Italia...un piccolo consiglio...se proprio volete acquistato quando siete al banco comprate quello meno lucido...più appannato possibile come colori..tipo la fesa di tacchino per intenderci..ma io eviterei:)

e no...ora ce lo dici..

dicci che siamo curiosi!

Si per favore facci questa rivelazione!:hail:
 

lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
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Basilicata del sud
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Rose X-Lite Six, Canyon Ultimate CF10
infatti io cosa dico? non è un prosciutto, è una coscia di maiale insaporita e cotta, ha qualche analogia col prosciutto, ma non è un prosciutto. :asd2:

la spalla cotta deriva dalla spalla del maiale, mica la chiamano spalla di prosciutto cotta. :mrgreen:

Guarda sul nome posso anche essere d'accordo con te, ma non è lì il punto, non è il nome che mangiamo, ma qualche post prima hai scritto che ci mettevano gli scarti del crudo andati a male.....il che non mi pare proprio!
Quella che in ìnvece in gergo viene chiamata "spalla" è molto più simile a quello che hai descritto tu, ma con scarti di lavorazione della carne, non certo del crudo.o-o
 

Paolo.87

Apprendista Velocista
26 Ottobre 2011
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Milano / Monza
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Bianchi Specialissima Comp
infatti io cosa dico? non è un prosciutto, è una coscia di maiale insaporita e cotta, ha qualche analogia col prosciutto, ma non è un prosciutto. :asd2:

la spalla cotta deriva dalla spalla del maiale, mica la chiamano spalla di prosciutto cotta. :mrgreen:

Non è per contraddirti per forza ma te più indietro parli di coscia più scarti, etc etc..
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Palse drioalNiuBar
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Rosetta e Mortadella:

A persona occorrono una rosetta, possibilmente sfornata da poco, ancora tiepida e fragrante, e circa mezz’etto di mortadella Bologna, rigorosamente col pistacchio. Fin qui gli adepti della comunità di aficionados sono tutti d’accordo.
Quando si parla di spessore della fetta, invece, le scuole di pensiero diventano due:
la fetta sottile, con spessore inferiore al millimetro, vuol dire fusione quasi immediata delle succulente occhiature grasse, che a contatto con la mollica tiepida sprigioneranno già al primo morso tutti gli strepitosi aromi speziati che caratterizzano la nostra mortadella. Effetto collaterale: probabilmente il pistacchio non sopravviverà all’attacco della lama e la fetta risulterà lacerata e costellata qua e là da piccoli fori;
la fetta spessa, di circa due millimetri di spessore, si traduce invece in un piacere ben più lento, dedicato a quelli che amano “guadagnarsi” il sapore con una lunga masticazione. Risultato, pistacchio intatto e un lasso di tempo maggiore tra il primo morso e la deglutizione.
A prescindere dai gusti personali, il rito della composizione del panino vale per tutti: si spacca in due la rosetta, si adagia il nostro untuoso fazzoletto picchiettato di verde sulla parte inferiore, si ricongiungono le due metà, e il gioco è fatto: un apostrofo rosa tra due fette di pane e vissero tutti sazi e contenti.
Rimane solo da decidere il bicchiere giusto!
 

Marcolento

Apprendista Passista
14 Ottobre 2008
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Sardinnia
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Pinarello FP2 - Basso Viper
Rosetta e Mortadella:

A persona occorrono una rosetta, possibilmente sfornata da poco, ancora tiepida e fragrante, e circa mezz’etto di mortadella Bologna, rigorosamente col pistacchio. Fin qui gli adepti della comunità di aficionados sono tutti d’accordo.
Quando si parla di spessore della fetta, invece, le scuole di pensiero diventano due:
la fetta sottile, con spessore inferiore al millimetro, vuol dire fusione quasi immediata delle succulente occhiature grasse, che a contatto con la mollica tiepida sprigioneranno già al primo morso tutti gli strepitosi aromi speziati che caratterizzano la nostra mortadella. Effetto collaterale: probabilmente il pistacchio non sopravviverà all’attacco della lama e la fetta risulterà lacerata e costellata qua e là da piccoli fori;
la fetta spessa, di circa due millimetri di spessore, si traduce invece in un piacere ben più lento, dedicato a quelli che amano “guadagnarsi” il sapore con una lunga masticazione. Risultato, pistacchio intatto e un lasso di tempo maggiore tra il primo morso e la deglutizione.
A prescindere dai gusti personali, il rito della composizione del panino vale per tutti: si spacca in due la rosetta, si adagia il nostro untuoso fazzoletto picchiettato di verde sulla parte inferiore, si ricongiungono le due metà, e il gioco è fatto: un apostrofo rosa tra due fette di pane e vissero tutti sazi e contenti.
Rimane solo da decidere il bicchiere giusto!

Fetta fine e mezza Ichnusa o-o salute
 

mescal

Bioesorcista
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quelle che non usa Peggio
Guarda sul nome posso anche essere d'accordo con te, ma non è lì il punto, non è il nome che mangiamo, ma qualche post prima hai scritto che ci mettevano gli scarti del crudo andati a male.....il che non mi pare proprio!
Quella che in ìnvece in gergo viene chiamata "spalla" è molto più simile a quello che hai descritto tu, ma con scarti di lavorazione della carne, non certo del crudo.o-o

Non è per contraddirti per forza ma te più indietro parli di coscia più scarti, etc etc..

il prosciutto cotto deriva dai prosciutti crudi che, per diverse ragioni, non possono iniziare o completare la stagionatura. Per questo li cuociono, alla fine sono scarti.