Il Barbone di Treviri lo aveva detto...
Eh, ne aveva dette di cose sensate, l'avvinazzato! Ma nonostante la passione per la birra ed il vino, che forse superava la nostra per la bici, era assai lucido e soprattutto è riuscito a vedere molto in là prevedendo quanto il denaro (ed il suo accumulo) avrebbe condizionato e creato differenze sociali.
Continuo ad essere convinto del paragone tra la sorte delle gran fondo minori molto simili ai piccoli commercianti. In questo tempo fatto da grandi numeri, nel quale ad es. Amazon in un certo anno (statische alla mano) ha aumentato di quasi dieci volte le proprie vendite, e dopo quello ecco la sorpresa a pagamento: prime a 49,90 € all'anno, quando era 19 se ben ricordo.
Stessa strategia per le GF più blasonate. Incamerare clienti, aumentare i servizi, e poi quando sono tutti nella rete piazzare l'aumento. Le GF minori tra costi alti e difficoltà varie, magari senza supporto esterno dai comuni o grossi sponsor, chiudono perché invece di aumentare, gli iscritti calano, vuoi perché la gente è scontenta, vuoi perché se devi mettere su tutto per fare 500 iscritti non vale la pena. Intorno a tutto questo le GF grandi continuano a fagocitare ciclisti, che forse preferiscono iscriversi e spendere di più piuttosto che rischiare la GF piccola dov'è il pacco gara è minimale, i ristori magari finiscono, qualche incrocio non presidiato.
Insomma, anche se non siamo tutti così, la massa preferisce partecipare ad eventi massivi. Pensate al Jova Beach party itinerante di quest'estate, nonostante le polemiche ha fatto sempre tutto esaurito e non perché i presenti fossero tutti conoscitori e fans della musica di Jovanotti. La 9 colli è molto simile, non bella, perché ci sono posti splendidi in Romagna che vengono solo lambiti dalla gara, e quelli attraversati, pensate al mitico Barbotto, che senza la musica a palla, lo speaker ad incitare i ciclisti e tutto il cordolo di persone, gli stand, etc. non sono niente di che.
Ma tutti vogliono esserci, tutti vogliono i loro 30-40 secondi di gloria, la foto, la TV che li riprende.
E tutto questo ha un costo. Si paga per essere lì e poter raccontare la propria storia e dire io c'ero, ero lì in griglia prima dell'alba, ho fatto colazione in albergo alle 4 del mattino, ho sentito l'aria fresca del mattino sul viso mentre ai 40km/h andavo in gruppo verso Bertinoro, attraversando una Romagna che ancora dormiva. La passione, questa è la molla che muove molti ad essere lì in quel momento, sapendo che ci sono ancora altri 8 colli che ti spaccheranno le gambe e che arriverai stanco ma felice.
Ma qualcuno ha visto lungo, ha tenuto viva questa passione e l'ha fatta crescere, creando aspettative, desideri, obiettivi. A quel punto ci si è talmente dentro che molti pagherebbero qualsiasi cifra. Non tutti, perché comunque un aumento sensibile del prezzo di iscrizione non è facilmente digeribile. La spesa per un ciclista medio comprendente la trasferta, pasti, etc., costa come una vacanza.