Quasi paradossalmente, uno degli effetti dimostrati degli amminoacidi nelle performance di lunga durata è proprio una sorta di "effetto placebo": infatti, l'assunzione di BCAA durante performance di lunga durata interferisce con il meccanismo del triptofano che è responsabile del meccanismo della fatica centrale, sicché l'assunzione di amminoacidi dovrebbe comportare una minor sensazione di fatica. Si tratta però solo di sensazioni; gli stessi studi che affermano questi meccanismi riconoscono che gli amminoacidi non aumentano la performance (se non in conseguenza dell'effetto suddetto). Tra le varie fonti di questo cito l'European Journal of Applied Physiology , nonché uno studio dell'università di Menphis.
Senza stare a scomodare le università statunitensi, del resto, anche in Italia il carattere limitato dell'utilità a determinate situazioni (che è concetto ben diverso dall'"inutilità"...) degli amminoacidi è ben evidenziato, tra gli altri, dal buon Albanesi, che comunque non si inventa nulla ma trae conclusioni partendo da dati certi.
http://www.albanesi.it/Alimentazione/aminoacidi.htm[url]http://www.albanesi.it/Alimentazione/aminoacidi.htm[/URL]
L'unico appunto che mi permetto di fare all'articolo di Albanesi è relativo al punto in cui dice che l'assunzione di amminoacidi può alzare l'azotemia: in realtà non è proprio così, in quanto gli amminoacidi baipassano praticamente tutto l'apparato digerente e rilasciano solo un 1% di scorie azotate, quindi di per sé non possono avere questi effetti. Quello che, al limite, può succedere, è che l'assunzione di amminoacidi vada a soddisfare una buona parte del fabbisogno proteico del soggetto, per cui se poi l'assunzione di proteine "normali" è alta, si ha un eccesso, che però è provocato dalle proteine "normali", e non dai ram.
Oh, poi è anche ammessa l'ipotesi che io nel frattempo mi sia perso qualcosa, nel qual caso provvederò ad informarmi meglio seguendo il consiglio di BLU SILVER...