Tecnica di guida in discesa

Ale MN

Apprendista Passista
5 Maggio 2004
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Bici
FM069 (TT) - HCP020 (bdc disc) - FM268 (CX disc)
Inizio subito dicendo ai MOD che se sono :offtopic: nella sezione in cui scrivo, mi scuso e chiedo subito di spostare la discussione da un'altra parte... Ma non sapevo dove scrivere dell'argomento.
Veniamo al titolo del post. Mi è venuto in mente di scrivere di questo argomento, leggendo il topic relativo al video della discesa dal Gran S. Bernardo.
Leggevo di come Dru scendesse tenendo le mani alte sul manubrio e mi sono chiesto come facciano gli altri a scendere in modo efficace, "sicuro" e avendo il massimo del controllo sul mezzo.
Inizio io con il dire che non sono proprio fermo in discesa e che, come Dru, mi esalto nelle discese molto tecniche (ammetto di fare qualche dritto pure io e di stare facendo ancora i conti con i postumi della caduta in discesa dei primi di novembre... :cry:).
Io scendo a mani alte solo se scendo piano... Se decidi di tirare una discesa, rigorosamente mani basse. Sui dritti cerco di chiudere il più possibile i gomiti e scivolo con il sedere molto indietro, a volte al limite della sella (a volte giù dalla sella...). Quando mi accingo ad affrontare una curva, a parte il fatto di "rimettermi" in sella, comincio a smanettare con il cambio, "scalando" almeno un paio di rapporti (salgo di rapporto, così all'uscita della curva avrò abb.za agilità per poter rilanciare prima l'azione...) senza ovviamente compromettere la frenata... Rialzo il busto cominciando a "frenare" con il corpo e poi passo ad impostare la curva.
Ho letto varie interpretazioni su come affrontare le curve. Io personalmente prediligo (parlo solo della mia posizione sulla bdc e non delle traiettorie) ovviamente tenere alto il pedale interno alla curva ed appoggiare il ginocchio sul tubo orizzontale.
Quella del ginocchio sul tubo mi hanno detto che l'ha scritta anche Lance Armstrong sul suo libro e la spiegazione sta nel fatto che si ha un punto di "appoggio" e di "controllo" in più... Devo dire che all'inizio facevo un po' fatica ad adattarmi a questa posizione, ma adesso mi viene naturale ed è molto efficace!!! Si ha la sensazione di riuscire a guidare meglio la bici, oltre che con le braccia, anche con il resto del corpo. Si è un tutt'uno con il mezzo...
Non trovo invece utile, come invece vedo fare a molti, "allargare" il ginocchio "interno" alla curva, "imitando" una posizione motociclistica, che in quell'ambito ha un significato particolare e serve effettivamente poichè le ginocchia si appoggiano all'asfalto... (mica tutti ovviamente...).
In uscita di curva, sfruttando il rapporto più agile inserito in precedenza, riesco a pedalare subito in modo proficuo e non "legnoso" ed a rilanciare subito la velocità... E via di nuovo verso un'altra curva... :smile:
Altre tecniche? Altri pareri?
Ciaooooooo
Ale
 

fabulous

Apprendista Scalatore
18 Novembre 2005
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Io, proprio perché sono incredibilmente scarso nella pratica della discesa, sto diventando un esperto della teoria, quindi aggiungerei:
  1. In rettilineo pedivelle parallele al terreno, presa bassa con gomiti piegati per abbassare il busto e posizione arretrata sulla sella.
  2. Tenere la testa parallela al terreno per avere il massimo dell'equilibrio (orecchio interno nella corretta posizione)
  3. Allargare la curva prima, stringerla durante e riallargarla dopo per aumentare il raggio di curvatura. Ad esempio prima di una curva a destra, se il traffico lo consente, spostarsi al centro della strada, frenare prima, mollare i freni, stringere la curva piegando la bici e allargare in uscita rilanciando.
  4. Guardare con gli occhi la traiettoria che si intende fare... quoto Vadabrut: "Se si guarda il fosso si finisce nel fosso".
  5. In curva appoggiare il peso su piede e mano esterni per aumentare la pressione delle ruote sull'asfalto e quindi la tenuta.
  6. Se costretti a frenate di emergenza, raddrizzare la bici e usare tutti e due i freni.
 

palmer

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20 Ottobre 2005
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Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Sono d'accordo anch'io con questa posizione, anche se si vedono in giro molti colleghi con il ginocchio in posizione motociclistica.
Trovo che il ginocchio verso l'orizzontale dia una maggiore eleganza all'azione, perchè il corpo rimane più raccolto.
Provate a confrontare delle foto e vedrete che mi darete ragione
 

isaia

Apprendista Passista
21 Aprile 2006
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Coppi TIME
Aggiungo

Allargare la curva prima, stringerla durante e riallargarla dopo per aumentare il raggio di curvatura. ... frenare sul diritto, prima della curva, principalmente con il freno davanti, "posizionarsi" per la curva, scaricare il freno davanti e modulare con il posteriore (in curva) in modo da conservare l'effetto giroscopico dell'anteriore
 

fabulous

Apprendista Scalatore
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;nonzo%;nonzo%

non ho capito dove va tenuto l'orecchio?

l'orecchio interno a cosa?

Intendevo il fatto che il meccanismo che regola il nostro senso d'equilibrio è nell'orecchio interno, per evitare di "ingannarlo" occorre avere la testa il più possibile parallela al terreno... l'ho letto da qualche parte, ormai le sto provando tutte... :-(
 

dru

Passista
premesso che nn sto insegnando ma solo raccontando le mie esperienze mi rifaccio al post di fabulous per quel che riguarda i punti da lui indicati:

punto 1) :-) nei rettilinei: mano dx sul manubrio all'altezza dell'attacco manubrio. mano sx attaccata al corpo verso la schiena (posizione alla superman). gambe strette nel telaio. pedali paralleli. petto il più basso possibile, mento che sfiora l'attacco manubrio...occhio ai denti che con i sobbalzi ci si sbatte!

punto 2) direi di si
punto 3) occhio a nn fare la staccata sulla linea di mezzeria... sulla vernice per intendersi. inoltre occhio a non piegare troppo sulla stessa, soprattutto se è bagnato!
punto 4) si l'ho sentita dire pure io... il corpo va da gli occhi guardano...
punto 5) boh... concordo con ginocchio attaccato alla bici anche se io nn lo attacco proprio... ma solo per evitare di prendere botte sul telaio... che fa male :-)
aggiungo: occhio allo sconnesso, ai piccoli dossi dell'asfalto. le nostre bici nn hanno le sospensioni quindi si perde aderenza in un attimo. occhio al brecciolino, in tal caso meglio raddrizzare e fare un dritto controllato. piccolo aneddoto: avevo 17 anni, juniores, la discesa era ormai finita, e avevo rallentato per aspettare... chi mi aveva staccato in salita :-) avevo come si dice abbassato la guardia... curva a dx, stavo sui 40, per terra c'era il sale per evitare il ghiaccio. sfioro il freno e la bici si intraversa di brutto. la curva ormai nn si fa. raddrizzo, mollo i freni. dall'altra parte saliva una macchina, gli ho sfiorato il paraurti posteriore, esco di strada e evito nell'ordine un fosso, del filo spinato e i binari. neanche sgancio i look, che faccio inversione a U sullo sterrato e rientro. io ero bianco-cadavere :afraid: i miei amici ancora più bianchi perchè han visto tutto. il mio allenatore mi si è... :angrymod:
come dicevo nn sono mai finito per terra (sgrat sgrat) ma quella volta è come se ci fossi finito e un angelo mi avesse aiutato!

punto 6)
ok. se si è costretti a girare (magari c'è un burrone o simile) mollare il freno anteriore, e continuare col posteriore... se andate in derapata fa molto fico :-) sul serio, un piccolo ma deciso colpo, intraversate e mollate il freno... occhio ai testacoda con effetto catapulta :smile:
 

accio1965

Apprendista Scalatore
30 Agosto 2004
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siena
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prima di entrare in curva dove si deve guardare?
1-davanti alla ruota anteriore?
2-l'ingresso (inizio) della curva?
3-tutta la curva?
4-la parte finale della curva insomma l'uscita?

non è un quiz ma una domanda di un imbranato in discesa
 

duncan

Passista
14 Dicembre 2005
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Ariminum
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prima di entrare in curva dove si deve guardare?
1-davanti alla ruota anteriore?
2-l'ingresso (inizio) della curva?
3-tutta la curva?
4-la parte finale della curva insomma l'uscita?

non è un quiz ma una domanda di un imbranato in discesa

Tutto contemporaneamente no? Sì, insomma nel campo visivo ci sta tutto (tranne guardare la ruota anteriore, che poi non ho capito cosa c'entri )..... o-o
 

dru

Passista
direi il punto di corda...
l'uscita di curva nn è detto che la vedi.
la ruota anteriore la conosci :-)

ma nn sempre è valido. ad esempio ci sono dalle mie parti le strade fatte durante la guerra, tutte curve "fuori corda" ovvero a metà curva il raggio di curvatura varia...
 

Ale MN

Apprendista Passista
5 Maggio 2004
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Bici
FM069 (TT) - HCP020 (bdc disc) - FM268 (CX disc)
...punto 1) :-) nei rettilinei: mano dx sul manubrio all'altezza dell'attacco manubrio. mano sx attaccata al corpo verso la schiena (posizione alla superman). gambe strette nel telaio. pedali paralleli. petto il più basso possibile, mento che sfiora l'attacco manubrio...occhio ai denti che con i sobbalzi ci si sbatte!...

aggiungo: occhio allo sconnesso, ai piccoli dossi dell'asfalto. le nostre bici nn hanno le sospensioni quindi si perde aderenza in un attimo...

Io l'ho fatto un paio di volte... Ma non l'ho messo nel post perchè credo sia una cosa mooooooooolto pericolosa e tu stesso l'hai confermato parlando dello sconnesso subito dopo...
E' vero che aerodinamicamente è una posizione "ottima", ma non si ha il controllo del mezzo... E diventa pericoloso oltre modo...
Non ho parlato delle traiettorie in precedenza perchè anche il come impostare la curva può essere interpretato...
Ovviamente si dovrebbe allargare la curva prima di entrarci, cercando di frenare in modo tale di poter affrontare la curva, teoricamente, senza dover più frenare... e, puntando a stringerla nel momento in cui si arriva circa a metà, poi allargarla di nuovo... Allego uno schizzo così evitiamo incomprensioni...

Mi pare di aver letto che ci fosse, credo, Jalabert che diceva che invece le curve lui le impostava a "pezzi", ossia spezzava la curva in tante piccole parti e dava dei colpetti di freno ogni volta (prima...) che cambiava direzione... In pratica non è lineare come curva, ma risulta fatta proprio a "pezzi"...

P.S.: lo schizzo che ho fatto presuppone che la strada sia a doppia corsia, quindi allargo prima della curva, se ho spazio visivo, salvo poi andare a "stringere" cmq mentre la effettuo e arrivando al limite consentito della mia corsia di marcia. Poi in uscita, avendo di nuovo campo visivo, posso allargare a piacimento...
P.S.2: evitate di dire che il disegno fa schifo... :wacko: Lo so già di mio... :smile:
 

Arcor

Apprendista Passista
15 Dicembre 2006
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Roma
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Il mio grosso limite in discesa non è tanto il saper impostare la curva quanto la paura dell'imprevisto e per imprevisto non intendo solo che qualcuno o qualcosa ti sbuca davanti alla bdc, ma anche avere sulla traiettoria una buca e a quelle velocità visto il poco tempo(a volte nemmeno si puo fare) per sterzare bruscamente, quasi sempre la prendi in pieno e quindi perdi aderenza con l'asfalto con annessa caduta dalla bici al 90%.
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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Roma Eur
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Bici
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Io dopo anni di moto, pensavo che in bici fosse lo stesso devo dire invece che ci sono sostanziali differenze .
Se e' vero che bisogna impostare la curva come se si fosse in moto ovvero allargare e impstare un proprio punto di corda e' altrettanto vero che in uisita di curva il comportamento da moto a bici e profonramente diverso.
Perke in moto vuoi il peso vuoi la velocita /potenza tende a spingerti fuori curva , stessa cosa avviene in bici ma in maniera molto ma molto limitata oltre al fatto che in bici puo azzardare molto di piu l cordo ovvero lesterno della curva essendo molto + stretto di una moto e non subendo forze centrifughe che ti spingono fuori curva .
insomma puo essere usta molto di piu la sede stradale diciamo di un metro o poco meno, rispetto alla moto.
il mio limite e' la frenata ovvero in bici e' difficile frenare per riaggiustare una curva si rischia di andare pesantemente per terra.
il limite e' capire quanto si possa inclinare con la bici da corsa.....
 

stambecco

Maglia Gialla
14 Giugno 2005
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cane sciolto
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Bici
si
Si, all'inizio non è facile, ma l'effetto è garantito.
Io mi son sforzato, poi si è accesa la luce...

Devo soffrire ancora molto?



:offtopic:
direi di no....però sei così carico di aspettative che non vorrei deluderti :-(
qualche giorno ancora dai....




per riallacciarmi a sepica devo dire che io da buon motociclista con innumerevoli anni d'esperienza credevo fosse più facile andare forte e piegare anche con la bici, invece o esco sempre con gente molto forte oppure ho la tecnica da affinare molto......propendo di più per la seconda ipotesi
oppure non ho ancora trovato l'accoppiata bici/copertoncini in grado d'infondermi grande sicurezza :afraid:
 

beorn

Apprendista Cronoman
14 Giugno 2006
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un consiglio che imho é utile si trova sul libro di LA: in curva lui dice di non allargare il ginocchio interno (come altri in questo topic, son d'accordo) e di spingere con il piede interno alla curva verso il movimento centrale (cioé, tornante a destra, porta la pedivella destra in alto, non allargare il ginocchio, e spingi il piede destro verso la bici).
In questo modo si ottiene maggior aderenza, io mi ci trovo bene.

Un consiglio che imho puó aiutare parecchio, é di farsi un po' di mtb "serio"...poi vedrete come scendete su asfalto, specie in curva! :mrgreen: