Inizio subito dicendo ai MOD che se sono
nella sezione in cui scrivo, mi scuso e chiedo subito di spostare la discussione da un'altra parte... Ma non sapevo dove scrivere dell'argomento.
Veniamo al titolo del post. Mi è venuto in mente di scrivere di questo argomento, leggendo il topic relativo al video della discesa dal Gran S. Bernardo.
Leggevo di come Dru scendesse tenendo le mani alte sul manubrio e mi sono chiesto come facciano gli altri a scendere in modo efficace, "sicuro" e avendo il massimo del controllo sul mezzo.
Inizio io con il dire che non sono proprio fermo in discesa e che, come Dru, mi esalto nelle discese molto tecniche (ammetto di fare qualche dritto pure io e di stare facendo ancora i conti con i postumi della caduta in discesa dei primi di novembre...
).
Io scendo a mani alte solo se scendo piano... Se decidi di tirare una discesa, rigorosamente mani basse. Sui dritti cerco di chiudere il più possibile i gomiti e scivolo con il sedere molto indietro, a volte al limite della sella (a volte giù dalla sella...). Quando mi accingo ad affrontare una curva, a parte il fatto di "rimettermi" in sella, comincio a smanettare con il cambio, "scalando" almeno un paio di rapporti (salgo di rapporto, così all'uscita della curva avrò abb.za agilità per poter rilanciare prima l'azione...) senza ovviamente compromettere la frenata... Rialzo il busto cominciando a "frenare" con il corpo e poi passo ad impostare la curva.
Ho letto varie interpretazioni su come affrontare le curve. Io personalmente prediligo (parlo solo della mia posizione sulla bdc e non delle traiettorie) ovviamente tenere alto il pedale interno alla curva ed appoggiare il ginocchio sul tubo orizzontale.
Quella del ginocchio sul tubo mi hanno detto che l'ha scritta anche Lance Armstrong sul suo libro e la spiegazione sta nel fatto che si ha un punto di "appoggio" e di "controllo" in più... Devo dire che all'inizio facevo un po' fatica ad adattarmi a questa posizione, ma adesso mi viene naturale ed è molto efficace!!! Si ha la sensazione di riuscire a guidare meglio la bici, oltre che con le braccia, anche con il resto del corpo. Si è un tutt'uno con il mezzo...
Non trovo invece utile, come invece vedo fare a molti, "allargare" il ginocchio "interno" alla curva, "imitando" una posizione motociclistica, che in quell'ambito ha un significato particolare e serve effettivamente poichè le ginocchia si appoggiano all'asfalto... (mica tutti ovviamente...).
In uscita di curva, sfruttando il rapporto più agile inserito in precedenza, riesco a pedalare subito in modo proficuo e non "legnoso" ed a rilanciare subito la velocità... E via di nuovo verso un'altra curva... :smile:
Altre tecniche? Altri pareri?
Ciaooooooo
Ale
nella sezione in cui scrivo, mi scuso e chiedo subito di spostare la discussione da un'altra parte... Ma non sapevo dove scrivere dell'argomento.Veniamo al titolo del post. Mi è venuto in mente di scrivere di questo argomento, leggendo il topic relativo al video della discesa dal Gran S. Bernardo.
Leggevo di come Dru scendesse tenendo le mani alte sul manubrio e mi sono chiesto come facciano gli altri a scendere in modo efficace, "sicuro" e avendo il massimo del controllo sul mezzo.
Inizio io con il dire che non sono proprio fermo in discesa e che, come Dru, mi esalto nelle discese molto tecniche (ammetto di fare qualche dritto pure io e di stare facendo ancora i conti con i postumi della caduta in discesa dei primi di novembre...
).Io scendo a mani alte solo se scendo piano... Se decidi di tirare una discesa, rigorosamente mani basse. Sui dritti cerco di chiudere il più possibile i gomiti e scivolo con il sedere molto indietro, a volte al limite della sella (a volte giù dalla sella...). Quando mi accingo ad affrontare una curva, a parte il fatto di "rimettermi" in sella, comincio a smanettare con il cambio, "scalando" almeno un paio di rapporti (salgo di rapporto, così all'uscita della curva avrò abb.za agilità per poter rilanciare prima l'azione...) senza ovviamente compromettere la frenata... Rialzo il busto cominciando a "frenare" con il corpo e poi passo ad impostare la curva.
Ho letto varie interpretazioni su come affrontare le curve. Io personalmente prediligo (parlo solo della mia posizione sulla bdc e non delle traiettorie) ovviamente tenere alto il pedale interno alla curva ed appoggiare il ginocchio sul tubo orizzontale.
Quella del ginocchio sul tubo mi hanno detto che l'ha scritta anche Lance Armstrong sul suo libro e la spiegazione sta nel fatto che si ha un punto di "appoggio" e di "controllo" in più... Devo dire che all'inizio facevo un po' fatica ad adattarmi a questa posizione, ma adesso mi viene naturale ed è molto efficace!!! Si ha la sensazione di riuscire a guidare meglio la bici, oltre che con le braccia, anche con il resto del corpo. Si è un tutt'uno con il mezzo...
Non trovo invece utile, come invece vedo fare a molti, "allargare" il ginocchio "interno" alla curva, "imitando" una posizione motociclistica, che in quell'ambito ha un significato particolare e serve effettivamente poichè le ginocchia si appoggiano all'asfalto... (mica tutti ovviamente...).
In uscita di curva, sfruttando il rapporto più agile inserito in precedenza, riesco a pedalare subito in modo proficuo e non "legnoso" ed a rilanciare subito la velocità... E via di nuovo verso un'altra curva... :smile:
Altre tecniche? Altri pareri?
Ciaooooooo
Ale


Lo so già di mio... :smile: