La montagna ha rovesciato sulla ex statale 456 del Turchino almeno un migliaio di metri cubi di terra, sassi, alberi, arbusti e grossi massi, bloccando totalmente la strada. Altri massi sono in bilico assieme al materiale franoso e si presume che possano cadere da un momento all'altro. La frana, gigantesca, ha rotto le barriere protettive a rete di metallo sistemate nei punti critici per contenere i movimenti. È successo poco dopo le cinque al chilometro 73 in località Panicata di Ovada. Solo verso le 18 la polizia municipale di Ovada è riuscita a sistemare a valle, nell'intersezione con lautostrada e la strada per Belforte Monferrato, segnalazioni stradali. Pesanti le ripercussioni sul traffico, totalmente bloccato, enormi i disagi per automobilisti e soprattutto per gli abitanti delle zone limitrofe e le popolose località della valle Stura, in particolare Rossiglione e Campoligure. Sul posto anche i sindaci di Ovada, Andrea Oddone, e di Belforte, Franco Ravera. «La frana è grossa - dice il responsabile del settore tecnico della Provincia, geometra Roso, giunto tempestivamente sul posto con la protezione civile, vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri, forestale per valutare la frana, i danni provocati, e soprattutto stabilire gli interventi da eseguire. «Non possiamo intervenire subito - spiega Roso - perchè è presente un notevole quantitativo di materiale in caduta. Bisogna farlo quando la situazione si è più o meno stabilizzata. Penso che lunedì potranno intervenire i rocciatori per far cadere tutto il materiale instabile, poi provvederemo allo sgombero della strada e interverremo sulla frana per mettere in sicurezza in punto».
La frana ha invaso completamente la carreggiata stradale, formando un grosso muro. Parte del materiale è finito anche nel sottostante torrente Stura dopo aver tranciato una quarantina di metri di doppia barriera metallica. Tanto è anche il fronte della frana. Il sindaco di Belforte è preoccupato perché, coloro che conoscono la zona, hanno preso d'assalto la strada comunale che conduce a Pian Carpeneto e che consente di bypassare la frana. «È stretta, con molte curve - dice Ravera - non può sopportare un traffico superiore Si verificherebbero pericolosi intasamenti». L'alternativa, per le migliaia di automobilisti, ciclisti e pedoni che percorrono la ex statale 456, sono i due caselli della A26, quello di Ovada e quello di Masone. Costringono però, specialmente per gli abitanti di Rossiglione e Tiglieto, a doversi sobbarcare un lungo percorso ed un costo notevole, per chi deve spostarsi su Ovada più volte al giorno per ragioni di lavoro.
fonte:www.ilsecoloxix.it
Speriamo che la strada sia percorribile in occasione della tappa Torino - Arenzano!
La frana ha invaso completamente la carreggiata stradale, formando un grosso muro. Parte del materiale è finito anche nel sottostante torrente Stura dopo aver tranciato una quarantina di metri di doppia barriera metallica. Tanto è anche il fronte della frana. Il sindaco di Belforte è preoccupato perché, coloro che conoscono la zona, hanno preso d'assalto la strada comunale che conduce a Pian Carpeneto e che consente di bypassare la frana. «È stretta, con molte curve - dice Ravera - non può sopportare un traffico superiore Si verificherebbero pericolosi intasamenti». L'alternativa, per le migliaia di automobilisti, ciclisti e pedoni che percorrono la ex statale 456, sono i due caselli della A26, quello di Ovada e quello di Masone. Costringono però, specialmente per gli abitanti di Rossiglione e Tiglieto, a doversi sobbarcare un lungo percorso ed un costo notevole, per chi deve spostarsi su Ovada più volte al giorno per ragioni di lavoro.
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Speriamo che la strada sia percorribile in occasione della tappa Torino - Arenzano!