Torino e dintorni... parte 16

 

riky76

Scalatore
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Diffida da chi ti parla della teoria in discesa. Chi va forte è perché ha quel tot di incoscienza per cui riesce a non aver paura e non irrigidirsi anche in caso di piccole perdite di aderenza.

È come la teoria nel trombare...non esiste. C'è chi sbaglia tutto e va forte e chi fa tutto giusto e fa pena[emoji13]

il trucco è quasi tutto lì, star morbidi, sguardo avanti e il resto vien da se... l'esser andato molto in moto aiuta tantissimo... infatti su tutte le mie bici ho il freno anteriore a destra (avvisati, nel caso mi chiediate di provarla...) :cassius:
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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Bah...io ci scendevo quando avevo 15 anni a muzzo senza lezioni di teoria. Basta andare un po' più piano

La teoria del "basta andare più piano" è proprio quella che (1) non ti fa acquisire sicurezza nel condurre il mezzo e (2) ti fa aumentare la probabilità di surriscaldare i cerchi e causare una esplosione della camera.

Ad andare in discesa si impara eccome. Come tutte le cose c'è chi nasce con un talento innato, e chi arriva a fare una cosa per bene facendo tanto esercizio. Prima si studia la teoria poi la si mette in pratica per gradi. Non è necessario fare il pazzo scatenato alla Salvoldelli, bastano pazienza ed esercizio.

Chi conosco che è caduto più volte in discesa non era chi andava forte, ma chi andava piano perché stava sulla bici rigido come un macigno e con i freni sempre in mano.

Poi, l'imprevisto "imprevedibile" non ha mai, ovviamente, probabilità nulla. Ma l'esercizio e la sicurezza aiutano anche a gestire gli imprevisti.

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Tony 96

Passista
5 Maggio 2016
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La discesa del pino (corso chieri ?) è molto facile, soprattutto alla fine dove non si frena..

Già Superga mi viene abbastanza difficile visto che son tutte curve veloci..
L'altra volta uno mi ha superato malamente, aveva uno stile che invidio parecchio...

Certo che ci vuole nulla e puff si cade..

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kikhit

Velocista
21 Dicembre 2004
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tra torinese e pinerolese, un po' qui e un po' lì
www.thegroupmtb.it
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
Diffida da chi ti parla della teoria in discesa. Chi va forte è perché ha quel tot di incoscienza per cui riesce a non aver paura e non irrigidirsi anche in caso di piccole perdite di aderenza.

È come la teoria nel trombare...non esiste. C'è chi sbaglia tutto e va forte e chi fa tutto giusto e fa pena[emoji13]

Su strada un poco meno, in mtb molto ma molto di più, ma la teoria e la tecnica che si acquisiscono con il tempo e con l'esercizio sono fondamentali, atroché! Poi c'è chi ha più coraggio, chi resta meno rigido, chi è temerario e finché non si grattugia va oltre le proprie posisbilità, ma alcune regole base che per i neofiti non sono così scontate ci sono eccome.
Se poi, come accennato su, si passa la mondo delle ruote grasse e si vuoel scendere come si deve e un po' dappertutto, teoria e tecnica sono importantissime. o-o

il trucco è quasi tutto lì, star morbidi, sguardo avanti e il resto vien da se... l'esser andato molto in moto aiuta tantissimo... infatti su tutte le mie bici ho il freno anteriore a destra (avvisati, nel caso mi chiediate di provarla...) :cassius:

Su tutte... non mi risulta che proprio tutte... abbiano i freni! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

La discesa del pino (corso chieri ?) è molto facile, soprattutto alla fine dove non si frena..

Già Superga mi viene abbastanza difficile visto che son tutte curve veloci..
L'altra volta uno mi ha superato malamente, aveva uno stile che invidio parecchio...

Certo che ci vuole nulla e puff si cade..

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La discesa del Pino nella parte alta se presa piano è facile, se presa a tutta non è per nulla banale e soprattutto con curve e controcurve permette di capire bene come influiscono posozione e baricentro sulla guida in discesa, oltre che permetterti di fare delle belle staccate.
 

riky76

Scalatore
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Giaveno (TO)
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Su strada un poco meno, in mtb molto ma molto di più, ma la teoria e la tecnica che si acquisiscono con il tempo e con l'esercizio sono fondamentali, atroché! Poi c'è chi ha più coraggio, chi resta meno rigido, chi è temerario e finché non si grattugia va oltre le proprie posisbilità, ma alcune regole base che per i neofiti non sono così scontate ci sono eccome.
Se poi, come accennato su, si passa la mondo delle ruote grasse e si vuoel scendere come si deve e un po' dappertutto, teoria e tecnica sono importantissime. o-o



Su tutte... non mi risulta che proprio tutte... abbiano i freni! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:



La discesa del Pino nella parte alta se presa piano è facile, se presa a tutta non è per nulla banale e soprattutto con curve e controcurve permette di capire bene come influiscono posozione e baricentro sulla guida in discesa, oltre che permetterti di fare delle belle staccate.

con ordine... io in MTB son un cane proprio in discesa... prima o poi migliorerò eh...

dici che ce n'è qualcuna senza? :mrgreen:

Pino nel tratto tecnico è bellissima, ormai l'ho fatta talmente tante volte che ho una linea ideale che evita anche i tombini e le (troppe) buche... è la chiave per vedere se la bici è ben bilanciata e valutarne le geometrie, se va bene in quei cambi di direzione sei a posto! o-o
 

raccone

Apprendista Velocista
9 Maggio 2007
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La teoria del "basta andare più piano" è proprio quella che (1) non ti fa acquisire sicurezza nel condurre il mezzo e (2) ti fa aumentare la probabilità di surriscaldare i cerchi e causare una esplosione della camera.

Ad andare in discesa si impara eccome. Come tutte le cose c'è chi nasce con un talento innato, e chi arriva a fare una cosa per bene facendo tanto esercizio. Prima si studia la teoria poi la si mette in pratica per gradi. Non è necessario fare il pazzo scatenato alla Salvoldelli, bastano pazienza ed esercizio.

Chi conosco che è caduto più volte in discesa non era chi andava forte, ma chi andava piano perché stava sulla bici rigido come un macigno e con i freni sempre in mano.

Poi, l'imprevisto "imprevedibile" non ha mai, ovviamente, probabilità nulla. Ma l'esercizio e la sicurezza aiutano anche a gestire gli imprevisti.

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Io la applico, ma in maniera clamorosa, in rettilineo oltre i 50 freno, in curva vado ad almeno 10 orari in meno di un ciclista "medio", ed effettivamente in una tragica discesa estiva dal mortirolo da mazzo avevo le piste incandescenti, ogni km mi fermavo per farle raffreddare un pochino, se non ricordo male ci avevo messo 40-45 minuti a scendere. Ma io sono un caso limite, in venti anni di bici ho visto una volta sola un ciclista piu' pauroso di me in discesa. :oops:
 

kikhit

Velocista
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Pino nel tratto tecnico è bellissima, ormai l'ho fatta talmente tante volte che ho una linea ideale che evita anche i tombini e le (troppe) buche... è la chiave per vedere se la bici è ben bilanciata e valutarne le geometrie, se va bene in quei cambi di direzione sei a posto! o-o

sì, per me è un'ottima discesa test, tra curve in serie e buche e tombini obbliga a stare sempre belli attivi ;-)
 

cinelli

Apprendista Scalatore
5 Luglio 2009
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Canavese (TO)
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indovina
Per completare il discorso, influisce anche il mezzo ciclistico (che non capita del cielo, si puo' sempre scegliere ed un pensiero alla discesa e' opportuno).
Un telaio morbido con geometria rilassata, ruote piu' rigide lateralmente che verticalmente, tubolari o copertoncini di sezione generosa, freni che funzionano anche con la pioggia, sono tutte cose che permettono di affrontare la discesa con tranquilita'.
 

Tony 96

Passista
5 Maggio 2016
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Eccomi ragazzi!

Oggi ho percorso la discesa che va da superga a baldissero, ho provato questa tecnica del ginocchio alto e la gamba tesa verso l'interno telaio.
Devo dire che funziona bene, anche se ovviamente scendevo sempre piano, ma meno rispetto le altre volte.

Ho paura di arrivare lungo alle curve, non so come spiegarci questa cosa...


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mimmo_dr

Apprendista Passista
24 Novembre 2014
1.044
9
giaveno
Bici
"deda" e "tita"
la prima regola per non fare un dritto quando si guida un mezzo a due ruote è... guardare dove si vuole andare.
sembra un controsenso ma spesso si guarda dritto. già il solo sguardo comporta una posizione del corpo (e della mente) che ci fa curvare.

per non prendere una buca o qualunque altro ostacolo, bisogna cercare di individuarlo un po prima, e poi non guardarlo più. bisogna guardare solo il punto in cui vogliamo mettere le ruote, perchè per la regola precedente, se guardo sempre un tombino, la cosa più naturale è che ci finisco sopra...

:)
 

kikhit

Velocista
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
la prima regola per non fare un dritto quando si guida un mezzo a due ruote è... guardare dove si vuole andare.
sembra un controsenso ma spesso si guarda dritto. già il solo sguardo comporta una posizione del corpo (e della mente) che ci fa curvare.

per non prendere una buca o qualunque altro ostacolo, bisogna cercare di individuarlo un po prima, e poi non guardarlo più. bisogna guardare solo il punto in cui vogliamo mettere le ruote, perchè per la regola precedente, se guardo sempre un tombino, la cosa più naturale è che ci finisco sopra...

:)

Tutto giusto! E nel fuoristrada vale ancora di più e, se si è mai andati ad es. in snowboard, si sa bene come basti ruotare il capo per abbozzare un cambio di direzione e, soprattutto, se sei in un bel boschetto in neve fresca e guardi il pino che vorresti evitare... di sicuro lo prendi in pieno! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

riky76

Scalatore
29 Aprile 2008
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Giaveno (TO)
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n+1
la prima regola per non fare un dritto quando si guida un mezzo a due ruote è... guardare dove si vuole andare.
sembra un controsenso ma spesso si guarda dritto. già il solo sguardo comporta una posizione del corpo (e della mente) che ci fa curvare.

per non prendere una buca o qualunque altro ostacolo, bisogna cercare di individuarlo un po prima, e poi non guardarlo più. bisogna guardare solo il punto in cui vogliamo mettere le ruote, perchè per la regola precedente, se guardo sempre un tombino, la cosa più naturale è che ci finisco sopra...

:)

Vangelo
 

Violinbici

Apprendista Velocista
4 Luglio 2012
1.651
191
Torino
Bici
Eremo XCR steel
12 anni, 0 cadute.

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Tolte le sfighe imprevedibili che possono colpire purtroppo chiunque,per il resto girare da soli limita molto il rischio di essere distratti e dunque le cadute. Se poi uno parte da un paesino con un millesimo del traffico di Torino aiuta ancora di più. Io caduto due/tre volte. Una del tutto incolpevole e inevitabile a causa di un motociclista,le altre scivolate stupide in mezzo al traffico. In discesa mai...eppure non so andare[emoji6]