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Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 7105185" data-attributes="member: 20890"><p>L'utilità di questi "scambi" - indipendentemente dei "lost in translation" (eufemismo) - è però evidenziare alcuni aspetti abbastanza evidenti:</p><p>- per molti FTP è un parametro involontariamente (o meno) sovrastimato per errore nell' INTERPRETARE il corretto protocollo di test</p><p>- ancorare a questo SINGOLO valore delle percentuali FISSE (modello FTP però superato...da anni...certo è quello che "piace" perché per avere quello "evoluto" tocca sganciare i pippi <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> = WKO5 ) non ha particolare senso e questo è stato sottolineato da sempre. Ultimamente anche dello stesso Coggan= il 120% FTP per l'atleta con maggiori capacità anerobiche è un carico BEN differente rispetto al medesimo e stesso valore % dall'atleta con minori/inferiori capacità anaerobiche. Il punto è che essendo un riferimento MONO parametro...FTP non dice NULLA di cosa e come è questa capacità > FTP <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" /> </p><p>- se vi prendete la briga di ascoltare Weber, Tveiten, San Millan (solo per citare 3 di cui trovare decine di podcast)...tutti concordano sulle criticità del concetto di FTP e sua applicazione "rigida" (vedi % fisse per identificare zone). Parafrasando Weber...le zone così impostate non hanno neppure un senso fisiologico. E non gli si può dare torto visto che (7 o addirittura 7+ zone) sono un puro stratagemma comunicativo coach-atleta senza delimitare valori fisiologicamente rilevanti. A differenza di quanto viene fatto in letteratura con VT/LT1 VT/LT2 -con similare sovrapponibilità di CP+W' o con misurazioni lattato (tutta l'impostazione di Weber&Co. sopra citati).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 7105185, member: 20890"] L'utilità di questi "scambi" - indipendentemente dei "lost in translation" (eufemismo) - è però evidenziare alcuni aspetti abbastanza evidenti: - per molti FTP è un parametro involontariamente (o meno) sovrastimato per errore nell' INTERPRETARE il corretto protocollo di test - ancorare a questo SINGOLO valore delle percentuali FISSE (modello FTP però superato...da anni...certo è quello che "piace" perché per avere quello "evoluto" tocca sganciare i pippi :mrgreen: = WKO5 ) non ha particolare senso e questo è stato sottolineato da sempre. Ultimamente anche dello stesso Coggan= il 120% FTP per l'atleta con maggiori capacità anerobiche è un carico BEN differente rispetto al medesimo e stesso valore % dall'atleta con minori/inferiori capacità anaerobiche. Il punto è che essendo un riferimento MONO parametro...FTP non dice NULLA di cosa e come è questa capacità > FTP ;) - se vi prendete la briga di ascoltare Weber, Tveiten, San Millan (solo per citare 3 di cui trovare decine di podcast)...tutti concordano sulle criticità del concetto di FTP e sua applicazione "rigida" (vedi % fisse per identificare zone). Parafrasando Weber...le zone così impostate non hanno neppure un senso fisiologico. E non gli si può dare torto visto che (7 o addirittura 7+ zone) sono un puro stratagemma comunicativo coach-atleta senza delimitare valori fisiologicamente rilevanti. A differenza di quanto viene fatto in letteratura con VT/LT1 VT/LT2 -con similare sovrapponibilità di CP+W' o con misurazioni lattato (tutta l'impostazione di Weber&Co. sopra citati). [/QUOTE]
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