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Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 7111744" data-attributes="member: 20890"><p>dipende sempre dall'intensità (dicasi reclutamento muscolare, dicasi +/- significativa produzione lattato) di quelle rip.</p><p>In ogni caso 30' di recupero attivo sono ampiamente sufficienti per un recupero da qualsiasi sforzo MA bisogna vedere/valutare se quello è il reale obiettivo di quel carico.</p><p>Sulla densità delle rip l'impostazione norvegese (decine di articoli usciti in questi ultimi mesi), a sua volta una rimodulazione di quanto proposto da decenni con Lydiard descrive gestioni "interessanti".</p><p>TL;DR intensità controllate su livelli lattato per un numero pienamente gestibile di minuti, per un numero mediamente sostenuto di rip (rispetto al tempo totale sostenibile senza pause per quell'intensità) CON poco/chissimo recupero tra le rip.</p><p></p><p>Indipendentemente da questo approccio sostanzialmente il concetto è semplice: modulo i tempi di recupero per rendere le rip. </p><p>a) fattibili (es controllo e deplezione W') </p><p>b) senza compromettere ripetibilità e qualità di quel carico, possibilmente dalla prima all'ultima</p><p>c) in genere massimizzando il tempo di carico per ampliare al massimo (sostenibile) il lavoro a quell'intensità rispetto al suo uso continuativo (es su CP, sostenibile continuativamente per 25-35'....lavorare in modo di estenderlo con brevi recuperi che permettano di gestire quell'intensità per >25-35' sommando tutte le rip...)</p><p>d) contemporaneamente non "staccando" eccessivamente l'impegno -anche mentale- su quel carico ( = no pause eccessivamente lunghe).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 7111744, member: 20890"] dipende sempre dall'intensità (dicasi reclutamento muscolare, dicasi +/- significativa produzione lattato) di quelle rip. In ogni caso 30' di recupero attivo sono ampiamente sufficienti per un recupero da qualsiasi sforzo MA bisogna vedere/valutare se quello è il reale obiettivo di quel carico. Sulla densità delle rip l'impostazione norvegese (decine di articoli usciti in questi ultimi mesi), a sua volta una rimodulazione di quanto proposto da decenni con Lydiard descrive gestioni "interessanti". TL;DR intensità controllate su livelli lattato per un numero pienamente gestibile di minuti, per un numero mediamente sostenuto di rip (rispetto al tempo totale sostenibile senza pause per quell'intensità) CON poco/chissimo recupero tra le rip. Indipendentemente da questo approccio sostanzialmente il concetto è semplice: modulo i tempi di recupero per rendere le rip. a) fattibili (es controllo e deplezione W') b) senza compromettere ripetibilità e qualità di quel carico, possibilmente dalla prima all'ultima c) in genere massimizzando il tempo di carico per ampliare al massimo (sostenibile) il lavoro a quell'intensità rispetto al suo uso continuativo (es su CP, sostenibile continuativamente per 25-35'....lavorare in modo di estenderlo con brevi recuperi che permettano di gestire quell'intensità per >25-35' sommando tutte le rip...) d) contemporaneamente non "staccando" eccessivamente l'impegno -anche mentale- su quel carico ( = no pause eccessivamente lunghe). [/QUOTE]
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