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Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 7369667" data-attributes="member: 20890"><p>Uno dei (pochi) vantaggi del ragionamento (un po' obsoleto) per zone è che quelle sono paragonabili su n+1= lo sforzo al 50% di X è il 50%, per definizione, per tutti.</p><p>Il problema è</p><p>a) se X è sovrastimato (come spesso accade per celodurismo)</p><p>b) se la gestione dello sforzo non è "parametrata" sulle possibilità dell'atleta: finire/fare tutto in "Z3" può essere banalmente un limite di gestione/energetico/distribuzione dello sforzo</p><p>quindi c) ipotizzare che "tanto farò la gara in Z3 = devo allenare Z3" non è di certo il modo per migliorarsi ma anzi per stagnare in quel limbo...</p><p>a maggior ragione visto che così facendo non si alza/estende LT1 (capacità/soglia aerobica) né si alza ripetibilità/sostenibilità in LT2/CP (passaggio di stato da reclutamento totale ossidativo a glicolitico).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 7369667, member: 20890"] Uno dei (pochi) vantaggi del ragionamento (un po' obsoleto) per zone è che quelle sono paragonabili su n+1= lo sforzo al 50% di X è il 50%, per definizione, per tutti. Il problema è a) se X è sovrastimato (come spesso accade per celodurismo) b) se la gestione dello sforzo non è "parametrata" sulle possibilità dell'atleta: finire/fare tutto in "Z3" può essere banalmente un limite di gestione/energetico/distribuzione dello sforzo quindi c) ipotizzare che "tanto farò la gara in Z3 = devo allenare Z3" non è di certo il modo per migliorarsi ma anzi per stagnare in quel limbo... a maggior ragione visto che così facendo non si alza/estende LT1 (capacità/soglia aerobica) né si alza ripetibilità/sostenibilità in LT2/CP (passaggio di stato da reclutamento totale ossidativo a glicolitico). [/QUOTE]
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