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Allenamento
Metodologie di allenamento
Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 7689339" data-attributes="member: 20890"><p>Domanda complicata ma cercherò di essere il più sintetico possibile. Con alcune premesse 1) non esiste nessun singolo allenamento magico ma è la concatenazione/strutturazione di successione di allenamenti a creare il "pacchetto" migliorativo. Sempre ricordando che l'allenamento non è il solo stimolo allenante di deviazione dallo stato di omeostasi...ma tutto il processo di recupero e assimilazione tra uno stimolo e il successivo. Motivo per cui la loro "sequenza" è più importante del singolo allenamento. 2) Gli adattamenti sullo spettro di intensità non sono a compartimenti stagni. Si ragiona per "intorni": LT1 con carichi/strutture adeguate (vedi 1)...migliora CP/FTP ...più difficilmente incide sulle intensità superiori ma crea sicuramente le basi per avere degli adattamenti poi più solidi in Vo2max. Paradossalmente molti miglioramenti sono più "facili" ma soprattutto "solidi" lavorando dal basso più che uccidendosi *A* quell'intensità target se non sopra di essa. Ci sarebbero altre considerazioni ma mi fermo a queste premesse.</p><p></p><p>Quindi perVo2max ma in generale per qualsiasi intervento di intensità "mirata" non mi focalizzerei su X meglio di Y ma proverei tutto lo spetto "sensato e utile" di interventi. Fatto questo farei un bilancio di quelle sessioni che sono più ostiche e quelle meno, analizzando il perché. Es. un soggetto con migliori capacità anaerobiche si trova magari meglio su sessioni 30/30 o 40/20 come da tuo esempio e meno su un classico intervento "esteso" di rip. da 3-8' e viceversa. Lavorerei anche su carichi intermedi a questi due esempio con l'obiettivo, prima di alzare le intensità di "estenderle" ossia passare a un numero di rip. maggiori a parità di intensità.</p><p>Personalmente negli anni ho strutturato alcune sessioni con carico piramidale inverso basato su W' (nell'esempio non è perfettamente in scala ma dà un'idea grossolana) per estendere un carico Vo2max fino a serie di 20'. Non facile ma il modello teorico in n+1 soggetti....raramente è stato smentito. [ATTACH]486788[/ATTACH]</p><p></p><p>Come "modello intermedio" a un HIIT e un "esteso" 3-8' proverei anche qualcosa di simile ossia un 1'+1' con target 1' "on" a potenza MMP5 (massima potenza espressa in tempi recenti su 5'). Recuperi ad libitum, nel grafico solo un esempio di recupero attivo con andamento W' sempre un po' grossolano ma utile per capire dove si va a finire (un bel 10' in 1+1' davvero in MMP5 porta vicini al cimitero <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_biggrin.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":-)xxxx" title="Icon Biggrin :-)xxxx" data-shortname=":-)xxxx" /> ) comparabile a quanto sopra.[ATTACH]486787[/ATTACH]</p><p>Spero di esserti stato utile/averti dato qualche spunto e idea.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 7689339, member: 20890"] Domanda complicata ma cercherò di essere il più sintetico possibile. Con alcune premesse 1) non esiste nessun singolo allenamento magico ma è la concatenazione/strutturazione di successione di allenamenti a creare il "pacchetto" migliorativo. Sempre ricordando che l'allenamento non è il solo stimolo allenante di deviazione dallo stato di omeostasi...ma tutto il processo di recupero e assimilazione tra uno stimolo e il successivo. Motivo per cui la loro "sequenza" è più importante del singolo allenamento. 2) Gli adattamenti sullo spettro di intensità non sono a compartimenti stagni. Si ragiona per "intorni": LT1 con carichi/strutture adeguate (vedi 1)...migliora CP/FTP ...più difficilmente incide sulle intensità superiori ma crea sicuramente le basi per avere degli adattamenti poi più solidi in Vo2max. Paradossalmente molti miglioramenti sono più "facili" ma soprattutto "solidi" lavorando dal basso più che uccidendosi *A* quell'intensità target se non sopra di essa. Ci sarebbero altre considerazioni ma mi fermo a queste premesse. Quindi perVo2max ma in generale per qualsiasi intervento di intensità "mirata" non mi focalizzerei su X meglio di Y ma proverei tutto lo spetto "sensato e utile" di interventi. Fatto questo farei un bilancio di quelle sessioni che sono più ostiche e quelle meno, analizzando il perché. Es. un soggetto con migliori capacità anaerobiche si trova magari meglio su sessioni 30/30 o 40/20 come da tuo esempio e meno su un classico intervento "esteso" di rip. da 3-8' e viceversa. Lavorerei anche su carichi intermedi a questi due esempio con l'obiettivo, prima di alzare le intensità di "estenderle" ossia passare a un numero di rip. maggiori a parità di intensità. Personalmente negli anni ho strutturato alcune sessioni con carico piramidale inverso basato su W' (nell'esempio non è perfettamente in scala ma dà un'idea grossolana) per estendere un carico Vo2max fino a serie di 20'. Non facile ma il modello teorico in n+1 soggetti....raramente è stato smentito. [ATTACH]486788[/ATTACH] Come "modello intermedio" a un HIIT e un "esteso" 3-8' proverei anche qualcosa di simile ossia un 1'+1' con target 1' "on" a potenza MMP5 (massima potenza espressa in tempi recenti su 5'). Recuperi ad libitum, nel grafico solo un esempio di recupero attivo con andamento W' sempre un po' grossolano ma utile per capire dove si va a finire (un bel 10' in 1+1' davvero in MMP5 porta vicini al cimitero :-)xxxx ) comparabile a quanto sopra.[ATTACH]486787[/ATTACH] Spero di esserti stato utile/averti dato qualche spunto e idea. [/QUOTE]
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