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Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7698990" data-attributes="member: 149927"><p>Ovvio che qualsiasi strumento in più può essere d'aiuto, ma per me si tratta comunque di marginal gains.</p><p></p><p>Se non fosse così, allora in altre epoche dovrebbero essere stati dei brocchi allucinanti, visto la mancanza di strumenti e l'ignoranza totale della scienza. Li conosciamo gli aneddoti del passato, tra gente che stava a digiuno, e addirittura Pantani che si ferma in negozio in crisi di fame per cercare cioccolato, e che non era amante nemmeno del cardio. Ma quella gente andava forte.</p><p></p><p>L'incomprensione può anche essere dovuta al fatto che molti considerano un miglioramento del 10% come significativo, io invece lo reputo marginal gains. Non pagherei molto per avere un miglioramento del 10%. Un miglioramento del 50% invece potrei pensarci, magari potrei vendere l'anima al diavolo. <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p></p><p>L'unica cosa su cui possiamo essere d'accordo è che se un preparatore deve dare indicazioni ad un atleta che non sa nulla, e deve seguire ciecamente le istruzioni, allora è <strong>certamente molto meglio creare tabelle basate sul power meter che sul cardio</strong>.</p><p></p><p>Il power meter ha quindi migliorato il rapporto tra preparatore ed atleta rendendo gli esercizi più chiari e il monitoraggio più completo.</p><p></p><p>Ma se invece di fare un 4x4 spaccato al secondo e preciso al watt, ti fai un giro in cui inserisci 4 salite corte fatte forte, che siano 4:00 minuti esatti oppure 5:00 oppure 3:25 oppure 6:10, cambia veramente qualcosa? Se invece di 10 minuti di recupero ne fai 15 oppure 9 oppure anche 40, cambia veramente qualcosa? Se più o meno il volume e le intensità sono quelle, tutto il resto sono marginal gains. Nessuno diventa Pantani seguendo le tabelle alla lettera, Pantani manco usava il power meter, e Coppi e Bartali manco il cardio.</p><p></p><p>Forse stiamo andando offtopic però.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7698990, member: 149927"] Ovvio che qualsiasi strumento in più può essere d'aiuto, ma per me si tratta comunque di marginal gains. Se non fosse così, allora in altre epoche dovrebbero essere stati dei brocchi allucinanti, visto la mancanza di strumenti e l'ignoranza totale della scienza. Li conosciamo gli aneddoti del passato, tra gente che stava a digiuno, e addirittura Pantani che si ferma in negozio in crisi di fame per cercare cioccolato, e che non era amante nemmeno del cardio. Ma quella gente andava forte. L'incomprensione può anche essere dovuta al fatto che molti considerano un miglioramento del 10% come significativo, io invece lo reputo marginal gains. Non pagherei molto per avere un miglioramento del 10%. Un miglioramento del 50% invece potrei pensarci, magari potrei vendere l'anima al diavolo. :mrgreen: L'unica cosa su cui possiamo essere d'accordo è che se un preparatore deve dare indicazioni ad un atleta che non sa nulla, e deve seguire ciecamente le istruzioni, allora è [B]certamente molto meglio creare tabelle basate sul power meter che sul cardio[/B]. Il power meter ha quindi migliorato il rapporto tra preparatore ed atleta rendendo gli esercizi più chiari e il monitoraggio più completo. Ma se invece di fare un 4x4 spaccato al secondo e preciso al watt, ti fai un giro in cui inserisci 4 salite corte fatte forte, che siano 4:00 minuti esatti oppure 5:00 oppure 3:25 oppure 6:10, cambia veramente qualcosa? Se invece di 10 minuti di recupero ne fai 15 oppure 9 oppure anche 40, cambia veramente qualcosa? Se più o meno il volume e le intensità sono quelle, tutto il resto sono marginal gains. Nessuno diventa Pantani seguendo le tabelle alla lettera, Pantani manco usava il power meter, e Coppi e Bartali manco il cardio. Forse stiamo andando offtopic però. [/QUOTE]
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