TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 2)

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marconovelli

Apprendista Scalatore
21 Ottobre 2005
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addirittura fondamentale? non ho mai avuto particolari problemi nella T1 perché i muscoli coinvolti in nuoto e bici sono diversi. Un altro accorgimento è quello di partire in bici abbastanza agile
Dipende che gare fai, sinceramente più avanti sei più conta, a me per esempio a inizio stagione mi costa un po' fare la sparata iniziale per andare a prendere il gruppo e a rimanerci nelle prime fasi di gara dove si va più forte. Durante la stagione quando iniziamo con i minitriathlon riesco ad allenare la transizione. Va da sè che più indietro sei meno è traumatico il cambio, non trovi gruppi in bici ad alte velocità e non devi ( o non fai) sparate per cercare di prendere il gruppo magari a 10"-15". Tieni presente che nuoti in posizione orizzontale e utilizzi come mezzo propulsivo le braccia, per cui dovresti abituare il tuo corpo al passaggio in posizione verticale e ad un maggior utilizzo da parte delle gambe di sangue che si trova prevalentemente nelle braccia. Non ultimo l'affanno che ti porta il dover correre dopo il nuoto per arrivare in T1, poi come ti ho detto se sei davanti il tutto diventa fondamentale, se sei più dietro te la puoi prendere con calma
 

marconovelli

Apprendista Scalatore
21 Ottobre 2005
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alla fine del nuoto significa negli ultimi 50/100m ...

personalmente non ho mai avuto grossi problemi nel T1 degli olimpici (negli Ironman non credo ci possano essere visto che la transition area è vastissima)
Guarda, la frazione di nuoto nel triathlon viene suddivisa in 3 parti principali, la partenza con i primi 300-400m (a volte anche di più) dove si lotta per conquistare il posto nel gruppo, dove si parte forte e c'è apporto di braccia e gambe anche significativo, poi una fare di circa 700-800m in cui si cerca di mantenere la posizione e quindi magari risparmi un po' le gambe sfruttando il gruppo, per poi passare all'ultima fase di 400-500m dove si ha un'altra accelerazione per entrare in T2 nella miglior posizione possibile . Il tutto naturalmente può variare in base a come si svolge la frazione, di solito in corrispondenza delle boe ci sono cambi di ritmo dovuti all'effetto elastico e alla conquista della migliore posizione per la "virata".
Sinceramente le mie frazioni di nuoto + T1 sono sempre simili, partenza forte, non essendo un fulmine di guerra però devo andare in progressione poi per poter conquistare posizioni rispetto a chi è partito a fuoco, verso la fine (di solito gli ultimi 200-300) cerco di spingere forte per conquistare il gruppo davanti o un buon margine su quello dietro nel caso dovessi perdere quello che mi precede, corsa da uscita acqua a T1 A TUTTA per cercare di guadagnare posizioni, cambio velocissimo e appena salgo in bici a TUTTA e a volte anche 2-3 km prima di calzare le scarpe, quindi capirai benissimo che se non allenassi il cambio nuoto-bici mi pianterei già nelle corsa dall'acqua alla T1. Tu per cursiosità come imposti queste fasi?
 

marconovelli

Apprendista Scalatore
21 Ottobre 2005
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queste sono le mie transizioni nell'Ironman

Inaugural Ironman Florida - YouTube[/URL]
Qui non riesco a vederlo lo vedrò a casa ma ho paura per quello che mi aspetta ;-)
Personalmente ho sempre fatto le transizioni negli Im tipo sprint, poi partenza con rapporto duro per abbassare i BPM, quando cerchi di limare il tempo si possono limare tranquillamente minuti nelle transiazioni visto che non ci vuole molto, considerando che quando si viaggia al limite migliorare secondi in una frazione costa tempo e molti sacrifici
 

gepp1

Apprendista Cronoman
2 Gennaio 2009
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trentino
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Io sono un novellino...(all'attivo solo 2 olimpici e 2 sprint) ma la transizione che ho subito di più e che mi ha fatto più "strano" è proprio la T1.

A Bardolino (esordio) appena salito in bici la sensazione di quelle braccia stanche a guidare la bici mi ha lasciato nei primi km un pò perplesso, una sensazione mai provata in bici e che mi ha lasciato già a giugno la certezza che va allenato tutto anche la T1, e qui do ragione a [MENTION=3125]marconovelli[/MENTION] il top sono proprio i mini-triathlon (che peraltro devo ancora ingegnarmi nel trovare il modo per organizzarmeli).
Ad Iseo avevo già un idea ma qui la sensazione di disorientamento è venuta anche prima...appena fatti i primi passi mi son trovato a non riuscire ad accelerare gambe ferme e si che avevo appunto accelerato negli ultimi 200mt...ma era la mancanza di combinati nuoto-bici (o meglio nuoto-corsa) a farsi sentire....prima degli ultimi 2 sprint (uno il sab e uno la dom) ho fatto qlc allenamento in piscina di combinati (non vi dico gli sguardi qnd uscivo dall'acqua infilavo le scarpe da corsa e partivo fuori dalla piscina per un 15min di corsa...con la moglie che fa finta di non conoscermi ;-) ) e ne ho sentito i benefici...non in termini cronometrici ma in termini di capacità muscolari e di cognizioni di causa.
 

marconovelli

Apprendista Scalatore
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Io sono un novellino...(all'attivo solo 2 olimpici e 2 sprint) ma la transizione che ho subito di più e che mi ha fatto più "strano" è proprio la T1.

A Bardolino (esordio) appena salito in bici la sensazione di quelle braccia stanche a guidare la bici mi ha lasciato nei primi km un pò perplesso, una sensazione mai provata in bici e che mi ha lasciato già a giugno la certezza che va allenato tutto anche la T1, e qui do ragione a [MENTION=3125]marconovelli[/MENTION] il top sono proprio i mini-triathlon (che peraltro devo ancora ingegnarmi nel trovare il modo per organizzarmeli).
Ad Iseo avevo già un idea ma qui la sensazione di disorientamento è venuta anche prima...appena fatti i primi passi mi son trovato a non riuscire ad accelerare gambe ferme e si che avevo appunto accelerato negli ultimi 200mt...ma era la mancanza di combinati nuoto-bici (o meglio nuoto-corsa) a farsi sentire....prima degli ultimi 2 sprint (uno il sab e uno la dom) ho fatto qlc allenamento in piscina di combinati (non vi dico gli sguardi qnd uscivo dall'acqua infilavo le scarpe da corsa e partivo fuori dalla piscina per un 15min di corsa...con la moglie che fa finta di non conoscermi ;-) ) e ne ho sentito i benefici...non in termini cronometrici ma in termini di capacità muscolari e di cognizioni di causa.

Il discorso di base è che nella seconda transizione passi da una disciplina che utilizza prettamente le gambe ad un'altra che è simile (utilizzo principale delle gambe), cambia solo il tipo di movimento ma gli arti interessati e la posizione (verticale) sono gli stessi. Nalla prima passi dal nuoto alla bici attraverso una corsa, quindi hai:
- cambio posizione da orizzontale a verticale
- conseguenza del primo punto, possibilità di capogiri dovuti anche al "passaggio" del sangue causato dal cambio di posizione
- sempre in merito al punto precedente devi far passare il sangue (in un certo senso) dagli arti superiori (arti utilizzati in tutta la frazione) alle gambe (usate parzialmente e in totale scarico)
- la frequenza cardiaca nel nuoto a parità di sforzo è decisamente minore rispetto alla corsa, per cui ti puoi trovare in grave affanno respiratorio nei primi metri di corsa per andare in T1
Tutto questo solo nelle fasi immediatamente successive all'uscita dell'acqua, poi c'è la T1 e la prima parte della frazione in bici
 

enricob

Apprendista Scalatore
13 Ottobre 2008
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Qui non riesco a vederlo lo vedrò a casa ma ho paura per quello che mi aspetta ;-)
Personalmente ho sempre fatto le transizioni negli Im tipo sprint, poi partenza con rapporto duro per abbassare i BPM, quando cerchi di limare il tempo si possono limare tranquillamente minuti nelle transiazioni visto che non ci vuole molto, considerando che quando si viaggia al limite migliorare secondi in una frazione costa tempo e molti sacrifici

http://www.sportstats.ca/displayResults.xhtml?racecode=36942

Le mie transazioni furono di circa T1 5 min e T2 4 min, le zone cambio erano immense, piu di Roth. Si usciva dalle acque del mare e si correva tutta la batttigia per poi andare nel parcheggio di un hotel.
 

enricob

Apprendista Scalatore
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concordo con quanto dici ed infatti mi ritrovo nelle sensazioni e nelle spiegazioni che mi sono dato da solo dopo-Bardolino e dopo-Iseo!!!

Credo che Bardolino sia la classica eccezione che conferma la regola, forse l'unica gara che mi sconvolgeva anche in T1 per via del fatto che si partiva subito in salita!
I piattoni Irondelta e Grado erano ben diversi!
 

AI3

Pignone
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Il discorso di base è che nella seconda transizione passi da una disciplina che utilizza prettamente le gambe ad un'altra che è simile (utilizzo principale delle gambe), cambia solo il tipo di movimento ma gli arti interessati e la posizione (verticale) sono gli stessi. Nalla prima passi dal nuoto alla bici attraverso una corsa, quindi hai:
- cambio posizione da orizzontale a verticale
- conseguenza del primo punto, possibilità di capogiri dovuti anche al "passaggio" del sangue causato dal cambio di posizione
- sempre in merito al punto precedente devi far passare il sangue (in un certo senso) dagli arti superiori (arti utilizzati in tutta la frazione) alle gambe (usate parzialmente e in totale scarico)
- la frequenza cardiaca nel nuoto a parità di sforzo è decisamente minore rispetto alla corsa, per cui ti puoi trovare in grave affanno respiratorio nei primi metri di corsa per andare in T1
Tutto questo solo nelle fasi immediatamente successive all'uscita dell'acqua, poi c'è la T1 e la prima parte della frazione in bici

Credo che i capogiri oltre la passaggio dalla posizione orizziontale a quella verticale siano dovuti alla mancanza di ossigeno. Se da come ho capito molti sprintano nell`ultima parte del nuoto e magari continuano a respirare ogni 4 bracciate come nella parte centrale ad esempio, l`uscita` dall`acqua e` normale che crei qualche capogiro
 

marconovelli

Apprendista Scalatore
21 Ottobre 2005
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Marco hai per caso fatto il medio al lago di Idro nel 1997 e il lungo della Val di Non nel 2000?

Ho corso Idro come mia prima gara Fitri assoluta nel 1998, ma sinceramente per me lì l miracolo è stato uscire dall'acqua . Avevo comprato da 2 mesi la bici, naturalmente da crono con 11-21 e ruote da 26, manubrio da crono con praticamente pochissimi km nelle gambe, sono riuscito a finire la frazione bike (penso terzultimo) senza mettere piede a terra.
 

marconovelli

Apprendista Scalatore
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Credo che i capogiri oltre la passaggio dalla posizione orizziontale a quella verticale siano dovuti alla mancanza di ossigeno. Se da come ho capito molti sprintano nell`ultima parte del nuoto e magari continuano a respirare ogni 4 bracciate come nella parte centrale ad esempio, l`uscita` dall`acqua e` normale che crei qualche capogiro
E' dovuto alla posizione orizzontale non alla mancanza di ossigeno è come quando stai per tanto a letto e ti alzi di colpo. Personalmente respiro sempre 1:2
 

gepp1

Apprendista Cronoman
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E' dovuto alla posizione orizzontale non alla mancanza di ossigeno è come quando stai per tanto a letto e ti alzi di colpo. Personalmente respiro sempre 1:2

ho sempre respirato ogni 2 bracciate...trovo inutile e controproducente forzare i muscoli a lavorare in ipossia qnd si può cmq sciegliere una frequenza maggiore...ora sto trovando delle conferme in un libro che sto leggendo ed in alcune teorie di preparatori (che lo sostengono per il nuoto di fondo figuriamoci per chi deve attaccarci altre 2 frazioni)
 
Stato
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