Ultracycling

Paolo.87

Apprendista Velocista
26 Ottobre 2011
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Milano / Monza
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Bianchi Specialissima Comp
Potresti iniziare leggendo dei libri, che sono relativamente semplici, ma che danno un'infarinatura generale.

Ti posso consigliare "Ciclismo. Allenamento ed alimentazione" di Piero Fischi.

Poi sarebbe utile, per chi ci capisce, se fornisci quali sono i tuoi obiettivi.
 

Paolo.87

Apprendista Velocista
26 Ottobre 2011
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Diciamo che le preparazioni mirate sono svolte per avere dei picchi di forma in determinati periodi dell'anno.
Credo che se la tua intenzione è quella di fare più km possibili l'unica cosa importante è mettersi giù e pedalare.
Non vedo l'utilità di fare SFR e allunghi.

Per quanto riguarda l'alimentazione invece credo che dal cicloturista al prof. i criteri sono gli stessi. Con la differenza che il prof. ha quantità di cibo maggiori e un massiccio uso di integratori.

Torno a consigliarti il libro di prima, molto esaustivo. Inoltre se su google digiti "alimentazione ciclista" o "alimentazione sportivo" trovi tanti consigli utili.
 
22 Marzo 2007
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effekappatì;3788053 ha scritto:
Sto cercando informazioni su allenamenti, alimentazione adeguata e strutturazione di un obiettivo su questo splendido forum, ma non trovo nulla.
Puoi vedere la sezione dedicata sul sito dell'UMCA: [URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL="http://www.ultracycling.com/sections/articles/"][URL]http://www.ultracycling.com/sections/articles/[/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL]
ma non troverai nulla di così differente rispetto ad una preparazione per distanze meno estreme, segno che comunque gli ingredienti fondamentali sono sempre gli stessi. Ovviamente le differenze sono importanti: ad esempio l'intensità caratteristica dell'evento necessariamente limitata e la variabilità all'interno della gara molto meno marcata rispetto ad una competizione "classica" rendono meno importante, per la gara in sé, intensità critiche o submassimali, ma questo non significa che si debbano escludere queste intensità, anche perchè potenzialmente utili per ottenere adattamenti utili anche ad intensità inferiori. Presumibilmente una stimolazione anaerobica vera e propria avrà importanza relativa (anche perchè tendenzialmente ha una limitata compatibilità con la ricerca di adattamenti aerobici), ma il range di intensità cui tipicamente si fa riferimento con le sigle z4 e z5 troveranno il loro posto, nei tempi e nelle quantità opportune.
Ovviamente riveste un ruolo fondamentale la gestione della prova: analizzando le cause che inducono affaticamento e cercando di limitarne gli effetti si può provare ad ottimizzare la strategia di gara (anche in funzione del percorso), ma oltre ad un certa durata si sperimenterà comunque un calo di prestazione anche se la gestione di ritmo, idratazione ed alimentazione è stata ottimale, calo almeno in parte legato alla carenza di soste/riposo o all'insorgere di altri disturbi (indolenzimenti ecc,), la cui probabilità di accadimento aumenta molto in considerazione delle durate estremamente lunghe di queste prove. In questo, provare qualche volta in allenamento condizioni simili può essere utile sotto il punto di vista mentale.
Aggiungo il link a un articolo che analizza la questione "gestione" per un evento molto lungo (nello specifico, RAAM): [URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL="http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf"][URL]http://xa.yimg.com/kq/groups/13356481/2102522185/name/article+2.pdf[/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL][/URL]
Credo che se la tua intenzione è quella di fare più km possibili l'unica cosa importante è mettersi giù e pedalare.
Sì, ma non è sufficiente, e non in termini così semplicistici siccome per accumulare una grande capacità di carico occorre parecchio tempo e quindi deve essere messa in pratica una gestione intelligente dell'alternanza carico/scarico. In più, anche se negli eventi di ultraciclismo la strategia di gara richiede il mantenimento di una potenza piuttosto bassa, se parliamo effettivamente di Ultracycling è importante anche disporre di una adeguata velocità di crociera. Anche se le rischieste di gara sono principalmente legate all'endurance di base, non ci si può certo limitare alla sola endurance di base, specialmente se si ha interesse ad innalzare la velocità a tale livello di sforzo.
Giusto come spunto, puoi vedere 'Training tips from other sports", pag.24: http://www.ultracycling.com/sections/magazine/issues/2011_V20_2.1.pdf
Non vedo l'utilità di fare SFR e allunghi.
Non ci sono solo SFR ed allunghi. :mrgreen: E neppure una tipologia di esercizio miracolosa... una tipologia di esercizi è utile se collocata nei modi e nei tempi corretti in una progressione globalmente adeguata (e considerati i volumi di carico che possono essere richiesti, non si può che passare attraverso una attenta gestione della fatica sul medio e sul lungo periodo).
 
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