Oggi ho fatto il nuovo pezzo aperto della ciclabile, il tratto lana - sinigo (alle porte di merano). quindi il fiume adige, nel trentino alto adige, è completamente affiancato dalla ciclabile. con tutte le critiche che si possono fare alla nostra amministrazione provinciale in fatto di amministrazione della cosa pubblica, bisogna ammettere che in questo campo il trentino, ma soprattutto l'alto adige, ha surclassato tutte le altre regioni o province, affiancando alle principali direttrici di traffico una ottima rete ciclabile.
Ciao Genannt, a proposito di ciclabili e di viabilità nell'ambito ciclistico, il Trentino e l'Alto Adige, sono veramente all'avanguardia, tanto è vero che settimanalmente mi pedalo la ciclabile del Brenta in entrambe le direzioni per ammirarne la sua bellezza.
Magari con le mie riflessioni vado OT, ma non importa, siamo dentro la discussione della VRV e quindi ci può stare, dato che la rando veronese, è un esempio da seguire per una viabilità ciclistica a portata d'uomo e anche di randonnèe.
Penso che noi randonneurs siamo molto più sensibili di altri nel vivere le strade che pedaliamo e, proprio per questo siamo un metro di giudizio veritiero che deve essere preso in considerazione.
Come dicevo prima, in Trentino vige la cultura e la mentalità del cicloturismo intelligente a rischio molto limitato, visto che scegliendo, si può pedalare su bellissime ciclabili per spostarsi lungo i fiumi della regione.
In Veneto purtroppo non è così, almeno per il momento; lo spazio e il territorio ci sarebbero per creare una rete di ciclabili degna di questo nome, ma manca la cultura e l'educazione civica per fare ciò.
Un esempio è la ciclabile del Brenta; arrivati alla birreria Cornale, in territorio veneto, la pista finisce bruscamente e fino a Bassano del Grappa si pedala sulla strada interna che fiancheggia il fiume.
Lo spazio per la ciclabile ci sarebbe ma purtroppo qui regna l'indifferenza più sovrana.
Altro scellerato esempio di considerazione zero verso chi pedala, è il progetto della pedemontana veneta, in costruzione, che da Montecchio Maggiore nel vicentino, porta dopo 94 km a Spresiano nel trevigiano.
Probabilmente a nessuno è passato per la testa di costruire anche una ciclabile di fianco a questa nuova arteria che con un costo irrisorio, avrebbe collegato i due capoluoghi attraversando la bellissima pianura veneta ricca in questa zona di stupende ville.
Se poi, la ciclabile del Brenta venisse ampliata fino alla foce del fiume, ci sarebbe una via che collega l'Adriatico fino a Monaco, Passau, Vienna, Bratislava, Maribor e chi ne ha più ne metta.
Un'autentica ciclostrada per bici, in cui si sceglie l'uscita per scalare il passo Manghen, per arrivare al Resia o per salire lungo le Dolomiti sull'asse Venezia- Bolzano-Bressanone.
Sono solo sogni, magari in un futuro,speriamo non lontano diventeranno realtà, e magari si potrà pedalare una rando di 1200 km totalmente in ciclabile e magari finalmente si darà spazio anche a quelle cose che la politica ritiene inutili.
Il detto veneto, lavora,magna tasi e sta bon, ormai ha fatto il suo tempo e i suoi danni!!