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watt, rpm, forza, potenza...
Testo
<blockquote data-quote="vaminga" data-source="post: 2811928" data-attributes="member: 22219"><p>Il concetto che esprimi è chiaro!</p><p>Io non ho elementi significativi che possano confutare o meno quanto sostieni che è, mi risulta, largamente condiviso (anche Gianni Tendola in questo 3d sostiene cosa analoga).</p><p>Tuttavia continuo ad avere delle peplessità, più che altro sull'entità del vantaggio, anche sulla base di esperienze vissute. Mi riferisco in particolare alla salita e ricordo che il miglioramento delle prestazioni (in sostanza l'incremento di potenza media sostenibile in una salita perchè percorsa in minor tempo) lo ottenevamo attraverso un aumento della forza sostenibile a parità di rpm (circa). In concreto, quando si era in forma, la stessa salita riuscivamo a farla in minor tempo perchè utilizzavamo (mediamente) per es. il 42/18 anzichè il 42/19 a rpm tendenzialmente invariate. </p><p>E' vero che il tipo di competizione era, in particolare, una cronoscalata o una corsa in salita dove l'impegno è, di norma, su una scalata singola, ma in conclusione riusciva più "naturale" incrementare la potenza media senza variare le rpm che "istintivamente" si sentivano ottimali. </p><p>Ovviamente la mia è solo un'opinione (che poggia su alcuni dati di esperienza) e nulla più.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vaminga, post: 2811928, member: 22219"] Il concetto che esprimi è chiaro! Io non ho elementi significativi che possano confutare o meno quanto sostieni che è, mi risulta, largamente condiviso (anche Gianni Tendola in questo 3d sostiene cosa analoga). Tuttavia continuo ad avere delle peplessità, più che altro sull'entità del vantaggio, anche sulla base di esperienze vissute. Mi riferisco in particolare alla salita e ricordo che il miglioramento delle prestazioni (in sostanza l'incremento di potenza media sostenibile in una salita perchè percorsa in minor tempo) lo ottenevamo attraverso un aumento della forza sostenibile a parità di rpm (circa). In concreto, quando si era in forma, la stessa salita riuscivamo a farla in minor tempo perchè utilizzavamo (mediamente) per es. il 42/18 anzichè il 42/19 a rpm tendenzialmente invariate. E' vero che il tipo di competizione era, in particolare, una cronoscalata o una corsa in salita dove l'impegno è, di norma, su una scalata singola, ma in conclusione riusciva più "naturale" incrementare la potenza media senza variare le rpm che "istintivamente" si sentivano ottimali. Ovviamente la mia è solo un'opinione (che poggia su alcuni dati di esperienza) e nulla più. [/QUOTE]
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