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Metodologie di allenamento
watt, rpm, forza, potenza...
Testo
<blockquote data-quote="gianni.tendola" data-source="post: 2814869" data-attributes="member: 8990"><p>Certamente la prima cosa che si fa "istintivamente" quando si ha a disposizione maggior potenza acquisita grazie all'allenamento, alla gara, e quindi maggior forza è quella di spingere più a fondo il rapporto usando un dente in meno che è anche frutto della sensazione di essere proprio più forti e di provare soddisfazione a scaricare quella forza. E' nella natura umana, diciamo, epperò quell'istinto ci può tradire portandoci ad esaurirci se la prestazione è lunga e l'uso della forza prolungata diventa il fattore limitante la prestazione stessa. Per impegni più brevi si possono spingere rapporti più lunghi a parità di potenza erogata ed è forse meglio per chi non è abituato non dico all'agilità, perchè non si tratta di questa abilità, ma della capacità di velocizzare la potenza usando maggior velocità angolare anzichè più espressione di forza (potenza=forza x velocità o più lavoro nell'unità di tempo). Nel ciclismo, dove va più forte chi riesce a resistere maggiormente a potenze elevate per un tempo più lungo, diventa determinante saper capitalizzare la forza a favore della velocità e quindi appena si incrementa la forza partendo da esercitazioni più generali e aspecifiche, cominciando dalle SFR, fino a quelle più vicine al modello di gara passando dalla forza esplosiva, dalla salita-potenza, dal falsopiano-potenza con rapporti lunghi ecc. occorre trasformare la forza in più velocità angolare nella pedalata= + rpm e quindi è meglio spingere un 53x17 a 95 rpm anzichè un 53x16 a 90, o quel che è nell'esempio citato. Ha ragione Ciclotraining a insistere con l'equazione più potenza=+velocità=+rpm=-forza ma a patto di allenare la forza o meglio più correttamente la resistenza di forza di una percentuale superiore a quella usata in gara (direi di un 20% ) che consenta di sviluppare quella spinta aggiuntiva ai pedali (+watt) attraverso un lavoro di velocizzazione cui bisogna abituarsi sia in salita che in pianura per raggiungere prestazioni più elevate e di maggior durata ricordandosi che il potenziamento muscolare deve andare di pari passo con quello metabolico con lavori intensi oltre la soglia FTP (soglia 4 mM, MPA, VAM...) con rpm più alte.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gianni.tendola, post: 2814869, member: 8990"] Certamente la prima cosa che si fa "istintivamente" quando si ha a disposizione maggior potenza acquisita grazie all'allenamento, alla gara, e quindi maggior forza è quella di spingere più a fondo il rapporto usando un dente in meno che è anche frutto della sensazione di essere proprio più forti e di provare soddisfazione a scaricare quella forza. E' nella natura umana, diciamo, epperò quell'istinto ci può tradire portandoci ad esaurirci se la prestazione è lunga e l'uso della forza prolungata diventa il fattore limitante la prestazione stessa. Per impegni più brevi si possono spingere rapporti più lunghi a parità di potenza erogata ed è forse meglio per chi non è abituato non dico all'agilità, perchè non si tratta di questa abilità, ma della capacità di velocizzare la potenza usando maggior velocità angolare anzichè più espressione di forza (potenza=forza x velocità o più lavoro nell'unità di tempo). Nel ciclismo, dove va più forte chi riesce a resistere maggiormente a potenze elevate per un tempo più lungo, diventa determinante saper capitalizzare la forza a favore della velocità e quindi appena si incrementa la forza partendo da esercitazioni più generali e aspecifiche, cominciando dalle SFR, fino a quelle più vicine al modello di gara passando dalla forza esplosiva, dalla salita-potenza, dal falsopiano-potenza con rapporti lunghi ecc. occorre trasformare la forza in più velocità angolare nella pedalata= + rpm e quindi è meglio spingere un 53x17 a 95 rpm anzichè un 53x16 a 90, o quel che è nell'esempio citato. Ha ragione Ciclotraining a insistere con l'equazione più potenza=+velocità=+rpm=-forza ma a patto di allenare la forza o meglio più correttamente la resistenza di forza di una percentuale superiore a quella usata in gara (direi di un 20% ) che consenta di sviluppare quella spinta aggiuntiva ai pedali (+watt) attraverso un lavoro di velocizzazione cui bisogna abituarsi sia in salita che in pianura per raggiungere prestazioni più elevate e di maggior durata ricordandosi che il potenziamento muscolare deve andare di pari passo con quello metabolico con lavori intensi oltre la soglia FTP (soglia 4 mM, MPA, VAM...) con rpm più alte. [/QUOTE]
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