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Metodologie di allenamento
watt, rpm, forza, potenza...
Testo
<blockquote data-quote="gianni.tendola" data-source="post: 2821233" data-attributes="member: 8990"><p>Stando sempre all'esempio, anche se il 42 lo trovo inusuale, con il 42x18 a 70 rpm occorre una coppia di 3 kg di spinta in più ad ogni pedalata rispetto a quella richiesta dal rapporto 42x19 a 75 rpm, che vuol dire spingere 210 kg in più al minuto e in una salita di 30' oltre 6 tonnellate! e ciò porta sicuramente ad un affaticamento muscolare rilevante per la prestazione. Ora questo non significa che chi fa più rpm in assoluto va più forte e si stanca di meno, ma c'è una proporzionalità da seguire in base alla potenza a disposizione. Uso il tuo post, perchè sei un pò il faro di questa discussione, per rispondere anche a altri. Ad esempio la cadenza che consiglierei per chi ha una FTP sotto i 250 watt in una salita media del 7% può anche essere intorno alle 65, ma chi ne ha 250 anzichè con un 39x21 a 65 rpm è meglio un 39x23 a 70, a 300w 39x21 a 75, a 350 39x19 a 77. Naturalmente a potenze massime tipo MPA ,per alcuni minuti, si devono realizzare 10 rpm in più di quelle sopra. Qui l'agilità non c'entra nulla se non è messa in relazione con il lavoro compiuto, se agilità vuol dire eseguire facilmente l'esercizio cioè "agilmente" e con meno fatica, grazie ad un allenamento mirato ovviamente, allora si può accettare ma bisogna andare anche più veloci. Dobbiamo leggere la potenza sotto 2 punti di vista: 1) Forza x Velocità (e qui specifico velocità angolare) perchè si riferisce alla velocità di rotazione della pedalata e non ai km/h; 2) Lavoro/Tempo. La prima riguarda l'aspetto muscolare, meccanico della pedalata,il lavoro periferico, il rendimento meccanico. La seconda attiene più all'aspetto metabolico, potenza in termini di VO2 max, soglia anaerobica, FTP..., il lavoro centrale cardio-circolatorio. L'allenamento per il miglioramento della potenza deve passare attraverso l'esecuzione di esercizi, sia specifici che generali, che impegnino i due sistemi tenendo conto che il ciclismo è uno sport di resistenza, dove entrano in gioco con un ruolo determinante, fattori di economicità del gesto per poter eseguire il lavoro per lungo tempo, consumando meno energie e quindi più grassi e meno zuccheri: per questo scopo è molto importante eseguire distanze almeno 1 volta la settimana.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gianni.tendola, post: 2821233, member: 8990"] Stando sempre all'esempio, anche se il 42 lo trovo inusuale, con il 42x18 a 70 rpm occorre una coppia di 3 kg di spinta in più ad ogni pedalata rispetto a quella richiesta dal rapporto 42x19 a 75 rpm, che vuol dire spingere 210 kg in più al minuto e in una salita di 30' oltre 6 tonnellate! e ciò porta sicuramente ad un affaticamento muscolare rilevante per la prestazione. Ora questo non significa che chi fa più rpm in assoluto va più forte e si stanca di meno, ma c'è una proporzionalità da seguire in base alla potenza a disposizione. Uso il tuo post, perchè sei un pò il faro di questa discussione, per rispondere anche a altri. Ad esempio la cadenza che consiglierei per chi ha una FTP sotto i 250 watt in una salita media del 7% può anche essere intorno alle 65, ma chi ne ha 250 anzichè con un 39x21 a 65 rpm è meglio un 39x23 a 70, a 300w 39x21 a 75, a 350 39x19 a 77. Naturalmente a potenze massime tipo MPA ,per alcuni minuti, si devono realizzare 10 rpm in più di quelle sopra. Qui l'agilità non c'entra nulla se non è messa in relazione con il lavoro compiuto, se agilità vuol dire eseguire facilmente l'esercizio cioè "agilmente" e con meno fatica, grazie ad un allenamento mirato ovviamente, allora si può accettare ma bisogna andare anche più veloci. Dobbiamo leggere la potenza sotto 2 punti di vista: 1) Forza x Velocità (e qui specifico velocità angolare) perchè si riferisce alla velocità di rotazione della pedalata e non ai km/h; 2) Lavoro/Tempo. La prima riguarda l'aspetto muscolare, meccanico della pedalata,il lavoro periferico, il rendimento meccanico. La seconda attiene più all'aspetto metabolico, potenza in termini di VO2 max, soglia anaerobica, FTP..., il lavoro centrale cardio-circolatorio. L'allenamento per il miglioramento della potenza deve passare attraverso l'esecuzione di esercizi, sia specifici che generali, che impegnino i due sistemi tenendo conto che il ciclismo è uno sport di resistenza, dove entrano in gioco con un ruolo determinante, fattori di economicità del gesto per poter eseguire il lavoro per lungo tempo, consumando meno energie e quindi più grassi e meno zuccheri: per questo scopo è molto importante eseguire distanze almeno 1 volta la settimana. [/QUOTE]
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