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WKO+: Allenamento basato sui quadranti
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2405793" data-attributes="member: 20890"><p>non concordo, prevale molto più spesso il carattere stocastico tra stagione e stagione (specialmente in ambito amatoriale con atleti che, appunto essendo amatori, hanno più attività quotidiane/lavorative, in genere più variabili che possono influenzare il rapporto carico/recuperi).</p><p>Idealmente c'è sempre un incremento graduale ma non è sempre così, ci possono essere miglioramenti più o meno marcati. Se fosse così (relativamente) semplice ognuno potrebbe basarsi su "tabelle" o riferimenti dell'anno precedente e incrementare solo determinati parametri. Purtroppo non è così immediato e matematico ma c'è chi per pigrizia o comodità perpetua tabelle e lavori dall'anno precedente a quello successivo non valutando la differenza tra stagione precedente e successiva, anche solo semplicemente a livello di pianificazione.</p><p>Il mio caso n=1 è solo esemplificativo, ovviamente in 20 gg ho perso ~20W, se lo stop si fosse protratto la curva di perdita sarebbe stata logaritmica con perdita non più lineare (30gg di stop non corrisponderebbero a -30W ma a meno).</p><p>I miglioramenti poi sono sempre da collocare in un ambito a più ampio spettro (quanti anni di allenamento, come, con quali obiettivi?).</p><p>Più ci si migliora e più si arriva al proprio limite "genetico-prestazionale", tanto più sono impercettibili e complicati i miglioramenti raggiungibili (sempre idealmente immaginando una curva che all'aumentare del miglioramento perde pendenza fin quasi ad appiattirsi).</p><p>Più si è all'apice di questa curva e più gli stop e infortuni "portano verso il basso", in maniera inversamente proporzionale invece se si è ancora in una fase in cui i margini di miglioramento sono più ampi, le fasi di stop incidono meno sul livello di performance esprimibile.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2405793, member: 20890"] non concordo, prevale molto più spesso il carattere stocastico tra stagione e stagione (specialmente in ambito amatoriale con atleti che, appunto essendo amatori, hanno più attività quotidiane/lavorative, in genere più variabili che possono influenzare il rapporto carico/recuperi). Idealmente c'è sempre un incremento graduale ma non è sempre così, ci possono essere miglioramenti più o meno marcati. Se fosse così (relativamente) semplice ognuno potrebbe basarsi su "tabelle" o riferimenti dell'anno precedente e incrementare solo determinati parametri. Purtroppo non è così immediato e matematico ma c'è chi per pigrizia o comodità perpetua tabelle e lavori dall'anno precedente a quello successivo non valutando la differenza tra stagione precedente e successiva, anche solo semplicemente a livello di pianificazione. Il mio caso n=1 è solo esemplificativo, ovviamente in 20 gg ho perso ~20W, se lo stop si fosse protratto la curva di perdita sarebbe stata logaritmica con perdita non più lineare (30gg di stop non corrisponderebbero a -30W ma a meno). I miglioramenti poi sono sempre da collocare in un ambito a più ampio spettro (quanti anni di allenamento, come, con quali obiettivi?). Più ci si migliora e più si arriva al proprio limite "genetico-prestazionale", tanto più sono impercettibili e complicati i miglioramenti raggiungibili (sempre idealmente immaginando una curva che all'aumentare del miglioramento perde pendenza fin quasi ad appiattirsi). Più si è all'apice di questa curva e più gli stop e infortuni "portano verso il basso", in maniera inversamente proporzionale invece se si è ancora in una fase in cui i margini di miglioramento sono più ampi, le fasi di stop incidono meno sul livello di performance esprimibile. [/QUOTE]
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