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Metodologie di allenamento
WKO+: Allenamento basato sui quadranti
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 2582679" data-attributes="member: 5183"><p>Calma, calma... sono pienamente d'accordo sul fatto che l'endurance ad una certa intensità (sub-massimale, di gara) sia una caratteristica da ricercare in una fase più avanzata della preparazione... il che evidenzia appunto l'utilità di programmare la preparazione per cercare, preliminarmente, di isolare le capacità di base sulle quali quella capacità viene costruita.</p><p>Quindi in generale endurance (per aumentare gradualmente la durata ad una intensità inferiore a quella che si adotterà in gara), forza (ad intensità adeguata alla stimolazione delle diverse tipologie di fibre) e velocità di ripetizione del gesto (intervalli a cadenza elevata e sprint massimali brevi... in cui impegno cardiaco e/o intensità posso essere molto elevate).</p><p></p><p>Assumendo che l'intensità di Lactate Threshold corrisponda alla FTP=CP60 è evidente che una stimolazione della durata di 20/30' a quella intensità non va a "saturare" completamente le capacità di fornire quella potenza (siccome per definizione sono in grado di mantenerla per 60') pur essendo utile per mantenere la "abitudine" a lavorare a quel "regime". Uno stimolo di durata maggiore lo si potrebbe andare ad applicare in una fase più avanzata, e quindi più vicina al periodo gara (con aumento dell'endurance a quella intensità), qualora per la tipologia di gara ci sia utilità nell'aumentare l'endurance a quella intensità.</p><p>Questo è l'approccio, con piccole o grandi variazioni, a cui si ispirano i metodi di molti allenatori: Lydiard, Thibault, Friel, Coggan (quindi non solo nel ciclismo, ma anche nel running e, in generale, in tutti gli sport di durata).</p><p>Comunque anche il "fondo" come comunemente inteso ha il suo perchè... in qualche modo devo pur collegare le porzioni o le sessioni di allenamento a intensità più elevata, recuperando l'affaticamento a breve termine indotto dalle stesse, senza aggiungere ulteriore affaticamento a lungo termine rispetto a quello indotto dalle esercitazioni "mirate". Si tratta insomma di un allenamento che, pur non operando in modo ottimale sugli adattamenti, risulta utile in quanto complementare alle altre tipologie (ammesso che siano state inserite <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 2582679, member: 5183"] Calma, calma... sono pienamente d'accordo sul fatto che l'endurance ad una certa intensità (sub-massimale, di gara) sia una caratteristica da ricercare in una fase più avanzata della preparazione... il che evidenzia appunto l'utilità di programmare la preparazione per cercare, preliminarmente, di isolare le capacità di base sulle quali quella capacità viene costruita. Quindi in generale endurance (per aumentare gradualmente la durata ad una intensità inferiore a quella che si adotterà in gara), forza (ad intensità adeguata alla stimolazione delle diverse tipologie di fibre) e velocità di ripetizione del gesto (intervalli a cadenza elevata e sprint massimali brevi... in cui impegno cardiaco e/o intensità posso essere molto elevate). Assumendo che l'intensità di Lactate Threshold corrisponda alla FTP=CP60 è evidente che una stimolazione della durata di 20/30' a quella intensità non va a "saturare" completamente le capacità di fornire quella potenza (siccome per definizione sono in grado di mantenerla per 60') pur essendo utile per mantenere la "abitudine" a lavorare a quel "regime". Uno stimolo di durata maggiore lo si potrebbe andare ad applicare in una fase più avanzata, e quindi più vicina al periodo gara (con aumento dell'endurance a quella intensità), qualora per la tipologia di gara ci sia utilità nell'aumentare l'endurance a quella intensità. Questo è l'approccio, con piccole o grandi variazioni, a cui si ispirano i metodi di molti allenatori: Lydiard, Thibault, Friel, Coggan (quindi non solo nel ciclismo, ma anche nel running e, in generale, in tutti gli sport di durata). Comunque anche il "fondo" come comunemente inteso ha il suo perchè... in qualche modo devo pur collegare le porzioni o le sessioni di allenamento a intensità più elevata, recuperando l'affaticamento a breve termine indotto dalle stesse, senza aggiungere ulteriore affaticamento a lungo termine rispetto a quello indotto dalle esercitazioni "mirate". Si tratta insomma di un allenamento che, pur non operando in modo ottimale sugli adattamenti, risulta utile in quanto complementare alle altre tipologie (ammesso che siano state inserite :mrgreen:). [/QUOTE]
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