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Testo
<blockquote data-quote="MrSpock" data-source="post: 3075832" data-attributes="member: 11324"><p>E questa dove l'hai letta ?</p><p>Quello non è innovare, è botta di culo <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>Non arrampichiamoci sui vetri, succede raramente nella storia e non c'entra nulla con le discussioni oggetto di questi thread.</p><p> </p><p>Sperimentare qualcosa di nuovo richiede di essere in grado di valutare con obbiettività e i giusti strumenti i risultati che derivano dall'aver intrapreso una nuova strada.</p><p>Se uno non ha ancora capito che quando due misure rientrano nel margine d'errore dello strumento di misura non si può dire se le due misure siano diverse o una maggiore dell'altra, non si sta parlando di innovazione grazie ad un per errore, ma si sta semplicemente parlando di analisi sbagliate.</p><p> </p><p>Nel mio campo mi è capitato spesso di fare innovazione, di provare cose nuove (a iniziare dalla Tesi), di migliorare processi, ma questo non è passato dalla casualità. Si formula una teoria che potrebbe migliorare qualcosa, la si mette in pratica, si raccolgono i dati, si interpretano correttamente i risultati e infine si traggono delle conclusioni. Se non si ottengono i risultati sperati si cerca di capirne il perchè al fine di formulare nuove ipotesi correttive. E il giro ricomincia. Se i risultati corrispondono a quanto atteso se ne verifica la ripetibilità fino a giungere ad una casistica significativa che dimostra la Tesi.</p><p>Non si avanza a casaccio solo perchè mancano le basi teoriche per valutare i risultati.</p><p> </p><p></p><p> </p><p>Procedere per tentativi non vuol dire procedere a caso.</p><p>Per trovare una soluzione bisogna saper interpretare i risultati, i margini di errore, le relazioni causa->effetto ecc...</p><p> </p><p>Massimo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MrSpock, post: 3075832, member: 11324"] E questa dove l'hai letta ? Quello non è innovare, è botta di culo :mrgreen: Non arrampichiamoci sui vetri, succede raramente nella storia e non c'entra nulla con le discussioni oggetto di questi thread. Sperimentare qualcosa di nuovo richiede di essere in grado di valutare con obbiettività e i giusti strumenti i risultati che derivano dall'aver intrapreso una nuova strada. Se uno non ha ancora capito che quando due misure rientrano nel margine d'errore dello strumento di misura non si può dire se le due misure siano diverse o una maggiore dell'altra, non si sta parlando di innovazione grazie ad un per errore, ma si sta semplicemente parlando di analisi sbagliate. Nel mio campo mi è capitato spesso di fare innovazione, di provare cose nuove (a iniziare dalla Tesi), di migliorare processi, ma questo non è passato dalla casualità. Si formula una teoria che potrebbe migliorare qualcosa, la si mette in pratica, si raccolgono i dati, si interpretano correttamente i risultati e infine si traggono delle conclusioni. Se non si ottengono i risultati sperati si cerca di capirne il perchè al fine di formulare nuove ipotesi correttive. E il giro ricomincia. Se i risultati corrispondono a quanto atteso se ne verifica la ripetibilità fino a giungere ad una casistica significativa che dimostra la Tesi. Non si avanza a casaccio solo perchè mancano le basi teoriche per valutare i risultati. Procedere per tentativi non vuol dire procedere a caso. Per trovare una soluzione bisogna saper interpretare i risultati, i margini di errore, le relazioni causa->effetto ecc... Massimo [/QUOTE]
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