wouter weylandt

cico1980

Pedivella
26 Agosto 2010
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una
ragazzi, sono di genova, oggi ho preso ferie per andare a vedere la partenza...
veramente commovente...avevo le lacrime e i brividi...dentro di me mi chiedevo cos'è che ci porta tanta passione a questo sport...non mi risponderò mai...un'altra stella brillerà in cielo e correrà accanto a noi in ogni nostra uscita...ciao Wouter
 

max70

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Tarmac SL3 S-Works - Allez S-Works - Crux Pro- Langster Pro - Transition S-Works
A mè ha fatto tanta tenerezza la madre che sul luogo dell'incidente continuava ad accarezzare l'asfalto ancora sporco di sangue del figlio,forse era il caso di non mostrare quelle immagini.
Addio Wouter.
 

ROMBA

Apprendista Cronoman
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1 mtb 29er + 1 strada + 1 passeggio
Dal twetter di Cassani

"Il ciclismo è una grande famiglia. Oggi al giro hanno corso con il lutto al braccio. Facciamolo anche noi ciclisti domenica prossima"
 
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amatore

Apprendista Velocista
24 Settembre 2008
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graziella pieghevole
e da ieri che mi sento triste per quello che e accaduto,ed oggi non ho avuto neanche il coraggio di guardare la tappa sapendo quello che avrebbero fatto all'arrivo...non per vilta' ma per stato d'animo...

ciao amico ciclista
 

veloce288

Apprendista Scalatore
8 Agosto 2006
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Toscana
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Canyon SL 8.0 aero
A mè ha fatto tanta tenerezza la madre che sul luogo dell'incidente continuava ad accarezzare l'asfalto ancora sporco di sangue del figlio,forse era il caso di non mostrare quelle immagini.
Addio Wouter.
Condivido in toto, il dolore della famiglia doveva essere rispettato, sono cose troppo intime per poter essere trasmesse in tv, come l'intervista al medico del giro ieri sul luogo dell' incidente con sullo fondo in povero corridore ancora a terra con il telo bianco sopra.... azzo !!! potevano almeno cambiare prospettiva.... poi appunto come è già stato detto sono là con l'espressione contrita.... ma per piacere!!!!
 

SilverHawk

Pignone
24 Luglio 2010
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B'twin sport 2
momenti così intensi come quelli di oggi mai li avevo vissuti per merito di uno sport... mai mi ero emozionato così tanto senza neanche essere presente sul posto. :cry:
In quale altro sport si farebbe una cosa del genere? Tutti sono rivali, ma nei momenti più importanti esce fuori la verità, e cioè che siamo tutti ciclisti uniti da questo meraviglioso sport che è il ciclismo...
Nibali un grande...
ai giornalisti dico che c'è modo e modo di fare il proprio lavoro, e i corridori oggi lo hanno dimostrato
 

pensopositivo

Velocista
28 Giugno 2009
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Trek Emonda SL6 (BDC) - Scott Scale 40 (MTB)
La rai ieri ha gestito da "signori" la tragedia
oggi la gazzetta e altre testate nazionali, sono come spesso capita scese in BASSO ma molto in basso....
a voi i commenti [url]http://www.gazzetta.it/primapagina/[/URL]

Grande Nibali che ha appena detto in un intervista che appunto questa cosa si poteva evitare.

Mah, a me personalmente la foto non m'ha impressionato e posso anche capire che un 'immagine forte in prima pagina "tiri" le vendite, ma ho trovato molto ipocrita il fatto che a pagina 2 abbiano precisato che in segno di rispetto non pubblicano le immagini piu' cruente (che solo in regia hanno visto) ma quella in cui gli sfilano il casco c'e' e a pagina 8 ci sono le foto d' epoca delle cadute mortali di Ponsin, Santisteben e Casartelli e un primo piano di Ravasio in coma.
Ipocriti !
 

Zamba

Pedivella
9 Giugno 2008
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Piacenza
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BMC ProMachine SLC01
per quel che serve:

Da: Adriano Zambelli
Date: 10 maggio 2011 22:13
Oggetto: Prima pagina
A: [email protected]


Caro direttore,
sfoglio la "rosea" al bar quando capita ma oggi mi sono sentito di scriverle per esprimere a Lei ed ai suoi collaboratori il mio disappunto per la prima pagina odierna.
Ritengo che non sia affatto all'altezza del quotidiano che dirige: ricordo ancora una copertina (forse Autosprint) relativa alla scomparsa di Ayrton Senna.
Lo ritraeva, di spalle, con il casco in mano mentre si allontanava, il titolo diceva semplicemente "Addio Ayrton". Il resto non serve.
Non sono un giornalista, ma se lo fossi vorrei avere lo stile di questo direttore.

Mi scusi per lo sfogo
Adriano
 

bianchibiker

Pedivella
18 Luglio 2009
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Bianchi ARIA Campy SuperRecord 12v titanium Bora One 35c Aspide Carbon FX Sigma ROX 12.0
Wouter lascia un grande vuoto frai suoi cari e un figlio che non abbraccerà.
Prima di essere un atleta è il figlio di una madre disperata, un marito un padre un amico e poi uno di noi.
Riposa in pace.
 

max70

Scalatore
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Desio (MB)
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Condivido in toto, il dolore della famiglia doveva essere rispettato, sono cose troppo intime per poter essere trasmesse in tv, come l'intervista al medico del giro ieri sul luogo dell' incidente con sullo fondo in povero corridore ancora a terra con il telo bianco sopra.... azzo !!! potevano almeno cambiare prospettiva.... poi appunto come è già stato detto sono là con l'espressione contrita.... ma per piacere!!!!
Già quello che più mi ha fatto tristezza era il fatto che era lì solo,disteso sull'asfalto coperto solo da un lenzuolo :cry:
 

vertigoslim

Apprendista Cronoman
4 Giugno 2007
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supernova
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Battaglin
per chi non ha Facebook ecco la nota dal profilo ufficiale della Leopard Trek




LEOPARD TREK will leave Giro d'Italia
pubblicata da Leopard Trek il giorno martedì 10 maggio 2011 alle ore 22.18


The riders of LEOPARD TREK wish to communicate that they will leave the Giro d’Italia as of tonight, following the tragic accident of their teammate and friend Wouter Weylandt.

This choice of the riders has the full support of the staff and management of LEOPARD TREK. General Manager Brian Nygaard: “The decision needed to be taken by the riders, because they are the ones that participate in the race. We have always said that we would stand behind their choice.”

“We wish to thank the other teams, the race organisation RCS, the Italian authorities and all the fans on the road between Genova and Livorno on today’s stage, as the peloton paid tribute to Wouter Weylandt.”

Team Captain Fabian Wegmann explains the rider’s decision. “We have a lot of respect for the Giro d’Italia and for cycling, but we simply cannot continue racing given the circumstances. We are professional athletes, but we feel this is the right thing to do.”
 

Cris 90

Pignone
6 Dicembre 2010
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Verona
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Bianchi 928 carbon sl / Trek madone
Se nè andato come un fulmine a ciel sereno e nessuno potrà più ridarcelo.... Spero almeno che da lassu possa proteggere la sua creatura che sta per nascere.
Non ti dimenticheremo mai Wouter.
Riposa in pace campione
 

ROMBA

Apprendista Cronoman
18 Settembre 2007
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Everest
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Da facebook di Rino Fumagalli:

Ninna nanna Wouter Weylandt
pubblicata da Rino Fumagalli il giorno martedì 10 maggio 2011 alle ore 7.00
Ma come pensavano che saresti sceso ? Tirando i freni e andando piano ? Il tuo mestiere era andare forte più forte degli altri se volevi vincere, se volevi dare una mano alla tua squadra, facevi il professionista non lo facevi per diletto andare in bicicletta.
Ma a me piace pensarti nell'attimo prima del muro, quando hai bevuto l'ultimo sorso dalla tua borraccia, quando mancavano pochi chilometri, quando nella tua testa giravano tutti i pensieri che abbiamo avuto anche noi.
Quando pensavi al colore degli occhi di tuo figlio che non vedrai, tu che eri figlio e saresti diventato padre, quando pensavi a tua moglie col pancione che avrebbe fatto ancora un controllo per sicurezza o ai tuoi genitori attaccati alla televisone a vedere il loro figlio ciclista, quello bello biondo giovane e forte e come tutti i giovani spavaldo e immortale.
Così voglio ricordarti Wouter, un uomo normale con pensieri che abbiamo avuto tutti, con una vita davanti e ancora tanti sogni da realizzare, le immagini dei giornali mi fanno stare male non le guardo nemmeno non sono giuste non ti rendono giustizia, sei morto facendo quello che ti piaceva fare, un mestiere difficile, antico fatto di tanta fatica e di qualche giorno di gloria.
Quando tuo figlio crescerà e chiederà di te, tua moglie i tuoi amici gli spegheranno che il papà è morto correndo in bicicletta e che lo faceva per mestiere ma anche con tanta passione e che quel giorno di Maggio milioni di uomini, di sportivi hanno chinato la testa e gli hanno reso l'onore che meritava e che devi essere fiero di avere avuto un padre così.

Ninna nanna Wouter
 

mach1

Passista
4 Marzo 2010
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P.S.:per me il giro è già finito,niente ha più senso dopo quello che è successo,Zomegnan(secondo me) avrebbe dovuto sospendere la manifestazione dopo l'arrivo di oggi!!!

sarebbe una follia:

1° dal punto di vista economico non sarebbe sostenibile, con tutto quello che hanno investito, tutti i contratti e gli impegni con sponsor, comuni, televisioni e squadre, sospendere la manifestazione dopo due tappe, significherebbe tra l'altro uccidere il giro in toto come manifestazione, probabilmente anche per gli anni a venire.

2° dal punto di vista umano: Weylandt amava lo sport che praticava e probabilmente sarebbe stato il primo a chiedere di andare avanti. Suo padre l'ha fatto espressamente. Sospendere tutto e indicare lui come causa di tale scelta sarebbe fare un ulteriore torto proprio alla sua memoria.

3° dal punto di vista sportivo: nel bene e nel male i ciclisti, scegliendo tale sport, sanno i rischi che corrono e sanno che la morte, anche se non si vorrebbe, fa purtroppo sempre parte del gioco e quando arriva bisogna saperla accogliere, come hanno fatto oggi, con dignità e onestà. La morte farà sempre parte del ciclismo, purtroppo è inevitabile, e in tale consapevolezza o si è in grado di accettarla o ci si sceglie un altro sport.

4° dal punto di vista legale: è stata realmente una fatalità. Non credo si possa imputare alcuna colpa all'organizzazione per le circostanze in cui è avvenuta. In quanto fatalità poteva accadere a chiunque, ovunque, in qualunque manifestazione sportiva. E' inutile che il giro paghi per qualcosa di cui non ha alcuna colpa.

secondo me quanto è stato fatto oggi è stato quanto di meglio potessero fare. Hanno dimostrato che il ciclismo in fondo è soprattutto una grande famiglia. Pur nella tragedia, sotto l'aspetto sportivo e umano è stato bellissimo, per una volta poter vedere non dei superuomini ma degli uomini, uniti nel dolore e circondati dal rispetto e dagli applausi del pubblico che li hanno accompagnati in maniera commovente lungo tutta la tappa. Scene che in qualsiasi altro sport, ci metto la mano sul fuoco, non si vedrebbero mai.
 
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